Cimiteri, «una vergogna da far arrossire i morti»

Cimiteri, «una vergogna da far arrossire i morti»

Cimiteri, «una vergogna da far arrossire i morti»

lunedì 20 Luglio 2009 - 08:57

Duro attacco di Nino Carreri (Risorgimento messinese): «L'esempio dell'inaccettabile stato di abbandono è il cimitero di San Filippo. La Amata? Poco attenta»

Dopo le polemiche sul project financing si torna parlare di Cimiteri. Lo fa Nino Carreri, consigliere comunale di Risorgimento messinese, che fin dalle prime battute dell’inverno scorso attaccò il procedimento del project e l’operato dell’assessore ai Cimiteri Elvira Amata. Chiusa, per il momento, la querelle giudiziaria (il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso delle ditte private che lamentavano l’immobilismo del Comune), «l’auspicio – afferma Carreri – è che da oggi invece di pensare ai privati come unica soluzione ai problemi economici e gestionali dell’ente si cominci a ripensare anche alle modalità della spesa pubblica e soprattutto agli interventi urgenti da effettuare in quei luoghi chem in attesa degli sviluppi del project, sono stati letteralmente abbandonati».

Carreri definisce «inaccettabili» le condizioni di abbandono in cui versano i cimiteri cittadini. «Un triste esempio di questo stato di cose lo fornisce il cimitero di S.Filippo Superiore ove, attraverso un vero e proprio forcing, le famiglie in attesa di un posto per la sepoltura dei propri cari, vengono “indirizzate” (ma alla luce dei fatti questo sembra un eufemismo!) a seppellire anche provvisoriamente i propri congiunti. La condizione quindi per poter sperare un giorno in una nuova cella presso il Gran Camposanto di Messina è passare attraverso il S.Filippo… eletto ormai Santo protettore dei Project di Finanza (vedi Stadio)».

Ma per il consigliere di Risorgimento Messinese c’è di più: «Al S.Filippo chi si reca a visitare i propri morti deve necessariamente subire un tragitto scomodo in auto, (gli autobus…questi sconosciuti….Non li vedono su in paese da anni!) per poi ritrovarsi a scendere come in un girone dantesco un centinaio di scalini ed arrivare in una piazzetta-cantiere dove, tra una preghiera e l’attesa per assicurarsi l’unica scaletta messa a disposizione dai servizi cimiteriali, i fortunati riescono pure ad infilare un fiore in qualche vaso portafiori della terza fila. Se poi il tuo caro l’hai sepolto in quarta o quinta fila, o sei un acrobata o aspetti che il comune compri un’altra scala magari più alta».

In conclusione Carreri parla di «vergogna da fare arrossire anche i morti» e conclude lanciando una frecciata alla Amata: «a parlare di questi problemi si rischia l’incidente diplomatico con un assessore, poco attento, che pensa sempre di essere la vittima predestinata di attacchi politici e non si rende conto che nella vita quotidiana non bastano le inaugurazioni, le interviste e le belle foto sui giornali, i cittadini attendono risposte concrete».

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