Trentasette gli emendamenti presentati al previsionale, si voterà tra oggi e domani. Project financing: in quattro chiedono le dimissioni della Amata, per Melazzo (Udc) si tratta della «più grossa truffa mai perpetrata ai danni del Comune. La giunta lo annulli prima che si pronunci il Tar»
Il nuovo appuntamento per il bilancio di previsione 2009 è fissato per stasera alle 18. Secondo round di un -match- che si dovrebbe concludere in settimana, probabilmente domani, a meno che oggi non si decida di procedere a oltranza, votando dunque in nottata. Sono 37 gli emendamenti presentati, 25 di Felice Calabrò del Pd, 10 di Pippo Capurro del Pdl e due di Elio Sauta, anch’egli del Pd.
Calabrò ha anticipato stamattina i contenuti di alcuni degli emandamenti: sedici riguarderanno altrettanti progetti sul dissesto idrogeologico, con finanziamenti presso la cassa depositi e prestiti per 18 milioni di euro; uno è dichiaratamente -provocatorio-, con il quale si chiede di trasferire 5 milioni di euro dai vari capitoli più -vicini- al sindaco all’Ato3; due riguardano Zafferia, e in particolare un serbatoio d’acqua (300mila euro) e il relitto autostradale da trasformare in campo di calcio (250mila euro); un altro tecnico punta a realizzare un ripetitore a Salice (100mila euro); infine un emendamento da 5 milioni di euro, da stornare dal fondo di riserva per interventi urgenti in caso di calamità naturali.
Ieri sera, nel primo round, a intervenire sul bilancio sono stati l’assessore alle Politiche finanziarie Orazio Miloro e il presidente della Prima commissione Giuseppe Melazzo. Miloro ha ricordato ancora una volta di aver redatto un documento non politico ma amministrativo, «il primo bilancio pensato per il risanamento dell’ente», con un occhio particolarmente attento alle società partecipate, alle quali l’assessore alle Politiche finanziarie ha chiesto una relazione trimestrale con tanto di dettagliato bilancio intermedio. Lo stesso Melazzo ha riconosciuto il buon lavoro svolto da Miloro e dallo staff della Ragioneria generale, puntualizzando che andrà chiarita, magari con un emendamento, la questione relativa al credito da 2,8 milioni di euro vantato dall’Ato3 nei confronti del Comune. E ricordando che a metà del 2010 bisognerà tirare una riga e capire se avrà funzionato il piano di dismissione degli immobli, approvato dal consiglio alla condizione, finora non rispettata, che venisse potenziato il dipartimento Patrimonio. Se il piano avrà fallito, non ci sarà alternatva: sarà dissesto.
LE POLEMICHE SUL PROJECT
A tenere banco, ieri sera, più del bilancio è stato il caso del project financing sui cimiteri. Ad aprire il fuoco sull’argomento è stato il capogruppo del Pd Tani Isaja, secondo il quale l’atteggiamento ambiguo dimostrato dall’assessore ai Cimiteri Elvira Amata, prima convinta della bontà del project e poi protagonista di un’apparente marcia indietro, dimostri «l’ennesimo gioco delle parti su uno scandalo che non so quanto sia avvenuto per caso e quanto per malafede». La mancata costituzione in giudizio del Comune di fronte al ricorso presentato al Tar dal raggruppamento di imprese private sancisce, per Isaja, «la frattura completa tra il consiglio e l’amministrazione», per questo il capogruppo del Pd è il primo a chiedere le dimissioni della Amata, o comunque la revoca del suo incarico da parte di Buzzanca.
Gli fa eco Melazzo, altrettanto duro: «In questa amministrazione c’è chi cerca di tutelare il Comune e chi prepara una situazione futura disastrosa. Il project fnancing sui cimiteri è la più grossa truffa mai perpetrata ai danni del Comune di Messina, una truffa che l’assessore Amata si ostina a portare avanti. Mentre nelle altre città si realizzano project trentennali, qui si pensa ad uno decennale, non si capisce perché Messina debba regalare oltre cento milioni di euro ai privati». Per Melazzo è ancora possibile rimediare: «Bisogna stoppare subito il project, prima che il Tar si pronunci». Anche Nello Pergolizzi chiede al sindaco di «revocare l’incarico alla Amata», valutando anche le responsabilità dei dirigenti Camaioni e Litrico.
Non usa mezzi termini Nino Carreri di Risorgimento Messinese: «La Amata si dimetta, non abbiamo bisogno di assessori del nulla». Persino Paolo Saglimbeni del Pd, pur rimanendo convinto della bontà del project financing, non condivide il fatto che «si voglia stipulare il contratto solo perché si rischiano danni erariali, e non perché l’amministrazione sostiene una propria scelta politica». «Ci stanno prendendo in giro da un anno», è la considerazione di Felice Calabrò (Pd). «La Amata? Dovreste chiedere le dimissioni del sindaco. E se avete gli attributi – dice rivolgendosi alla maggioranza – non dovreste nemmeno votare il bilancio». La difesa d’ufficio è affidata al capogruppo del Pdl Pippo Capurro: «Se il project si farà non accadrà perché lo vuole solo l’assessore Amata ma perché, eventualmente, lo vuole l’amministrazione. Inoltre non si può dimenticare che il parere legale è arrivato solo martedì alle 15».
(tra gli articoli correlati, quello da noi dedicato al project financing sui cimiteri)
(foto Dino Sturiale)
