Conti in rosso e rami secchi: ecco lo stato di salute delle partecipate del Comune

Conti in rosso e rami secchi: ecco lo stato di salute delle partecipate del Comune

Conti in rosso e rami secchi: ecco lo stato di salute delle partecipate del Comune

sabato 04 Luglio 2009 - 09:17

In vista dell’approvazione del bilancio di previsione, vediamo come si presentano economicamente le aziende collegate di Palazzo Zanca. Revisori dei conti e amministrazione concordano: necessari screening periodici e una revisione delle partecipazioni in società che «registrano costantemente perdite di esercizio»

Sulle società partecipate del Comune sono concentrate le maggiori attenzioni degli uffici dell’area economico-finanziaria di Palazzo Zanca. E di conseguenza anche dei revisori dei conti, che nella loro relazione con la quale hanno dato parere positivo al bilancio di previsione dedicano loro molto spazio. Non potrebbe essere altrimenti, considerando che i buchi più grossi, e al tempo stesso i servizi più importanti per la città, passano dalle società delle quali il Comune fa parte. Non a caso il collegio dei revisori (Roberto Aricò, Domenico Donato e Domenico Maesano) chiedono che Palazzo Zanca «verifichi costantemente il trend gestionale, gli impegni assunti e l’utilizzo delle somme trasferite dal Comune, richiedendo agli organi gestionali delle società l’invio di bilanci periodici, accompagnate da dettagliate relazioni». Uno screening chiesto ufficialmente a tutti i Cda anche dall’assessore al Bilancio Orazio Miloro. I revisori non si fermano qui, però: secondo loro è opportuno «valutare la convenienza economico-finanziaria del mantenimento di partecipazioni in società che registrano costantemente perdite di esercizio». E come vedremo di rami secchi da tagliare ne abbiamo in abbondanza.

ATM

«Sta molto meglio di quanto pensassimo», è stato il commento del presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Melazzo, al termine della seduta dedicata all’azienda trasporti. Il commissario Cristofaro La Corte, insediatosi a febbraio, sta portando avanti una sorta di “operazione risanamento” che dovrebbe portare, entro la fine dell’anno, al recupero di tutti il parco mezzi e alla redazione di una nuova pianta organica. Ma da punto di vista economico-finanziario i conti rimangono in rosso e la strada rimane in salita. Intanto c’è da chiarire il nodo relativo al consuntivo 2007, presentato a inizio anno ma “respinto” con riserva dal Comune, che ha chiesto una serie di chiarimenti ai quali non è stata ancora data risposta. Presto uffici di Palazzo Zanca e dirigenti dell’Atm si siederanno attorno a un tavolo tecnico per dirimere la questione, nel solco dei buoni rapporti tra le due istituzioni che stanno caratterizzando la gestione La Corte. Dicevamo dei conti in rosso: la perdita di esercizio del 2007 ammonta a circa 3 milioni di euro, che si aggiungono a quelle degli anni precedenti, che arrivano a 16,2 milioni. Il punto è che il consiglio comunale ha bocciato i bilanci del 2004 e del 2005, non riconoscendo buona parte di queste perdite. Secondo i revisori dei conti del Comune è necessario ed urgente «stipulare il “contratto di servizio”», mentre invitano «i funzionari responsabili ad attuare tutte le misure ritenute necessarie per monitorare costantemente il rispetto di quanto stanziato a titolo di trasferimento nel bilancio previsionale 2009». Cioè 12,5 milioni di euro, cifra «corrispondente» a quanto chiesto dall’Atm stessa.

ATO3 E MESSINAMBIENTE

Ha chiuso in rosso anche l’Ato3, anche se parliamo di una perdita di poco più di 80mila euro. Il problema sollevato durante le commissioni riguarda il piano finanziario della società d’ambito, è abbastanza serio e avrà ripercussioni in particolare su Messinambiente. A fronte dei 47 milioni chiesti dall’Ato, infatti, il Comune ne verserà 10 in meno. E parte di questa differenza la “pagherà” Messinambiente, alla quale verranno destinati 7 milioni in meno di quanto ritenuto necessario dalla società che, lo ricordiamo, ha il Comune come socio unico. Lo stesso presidente Antonino Dalmazio ha allargato le braccia dicendo schiettamente che con 21 milioni di euro non si va da nessuna parte, in considerazione del fatto che solo il personale richiede un impegno di spesa di 18,3 milioni. A poco serve il segno “+” col quale Messinambiente ha presentato il consuntivo 2007 (un utile di oltre 300mila euro). Per via della pesante perdita dell’anno precedente (oltre 2 milioni e mezzo), la società è ancora in rosso. Dalmazio ha proposto di ripianare il tutto azzerando il capitale di Messinambiente e ricostituendolo «attraverso il conferimento in natura dell’inceneritore di Pace». Il punto è che a fine 2009, stando così le cose, la società presenterà una nuova perdita d’esercizio, che raggiungerà livelli record di almeno 7 milioni di euro.

L’AMAM E LE ALTRE

L’Amam riesce a chiudere con un utile di 37mila euro, anche se dovrà presto cambiare qualcosa (ma questo è un dato squisitamente politico) all’interno del proprio Cda, dove giocoforza il vicepresidente Caudo si dimetterà in seguito alla condanna in primo grado per l’inchiesta Oro Grigio. Le altre. I revisori dei conti hanno dovuto constatare che l’Istituzione per i Servizi sociali, secondo quanto riferito dai commissari liquidatori, ha un debito di poco superiore ai 4 milioni di euro, che verrà coperto, insieme agli altri debiti fuori bilancio, con le dismissioni. Innovabic chiude con un meno 284mila euro, in rosso anche Il Tirone (perdita di 85mila euro), So.ge.pa.t. (6mila euro), Polisportiva Messina (67mila euro), Feluca (221mila euro) e Nettuno (51mila euro). In quest’ultimo caso si è reso necessario un aumento di capitale. Per quanto riguarda la Sogas, la società dell’aeroporto di Reggio Calabria, la perdita è consistente, oltre 4 milioni di euro, tanto che l’assemblea dei soci ha deciso di ridurre il capitale sociale. Il Comune, informano i revisori, «non ha esercitato il diritto di opzione per le quote di aumento del capitale sociale di propria competenza». Unico utile, quello di Messina Sviluppo, pari a quasi 700mila euro.

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