Critiche a Melazzo e project financing: a Palazzo Zanca si rischia la rottura con l'Udc di D'Alia

Critiche a Melazzo e project financing: a Palazzo Zanca si rischia la rottura con l’Udc di D’Alia

Critiche a Melazzo e project financing: a Palazzo Zanca si rischia la rottura con l’Udc di D’Alia

venerdì 26 Giugno 2009 - 13:35

Il capogruppo Cilento alza lo scudo sul presidente della I commissione: «Qualche collega cerca di inasprire i nostri rapporti col sindaco. Al quale piacerebbe un consiglio comunale di sordomuti». Capurro (Pdl): «Se non sono in linea, escano dalla giunta». In commissione bocciati tutti gli emendamenti con i quali il gruppo D'Alia cassava i project del Triennale opere pubbliche

«Devo constatare con amarezza che alcuni colleghi del consiglio comunale cercano di inasprire i rapporti dell’Udc col sindaco». Lo sfogo è del capogruppo del -Centro con D’Alia-, Bruno Cilento, che stamani è stato costretto ad alzare lo scudo (crociato) a protezione dell’ultimo arrivato in casa Udc, il presidente della commissione Bilancio Giuseppe Melazzo. Quest’ultimo, infatti, è stato oggetto di un duro attacco da parte di un giornale on-line che, secondo Cilento, sarebbe particolarmente vicino al sindaco e, ancor più nello specifico, all’assessore Elvira Amata. «E’ stata una nota scorretta – dice il consigliere – e direi anche telecomandata». La critica era giunta dopo che nella mattinata di ieri era saltata la seduta di commissione prevista: a Melazzo si rimproverava il ritardo di oltre quaranta minuti con il quale si era presentato a Palazzo Zanca. «Da mesi – attacca Cilento – molti consiglieri, soprattutto del Pdl, disertano le commissioni sistematicamente, non si può dire che Melazzo è incurante. Anche perché il ritardo di cui parlano non è certo dovuto alla commissione, visto che il parere dei revisori dei conti sul bilancio è stato trasmesso al consiglio solo stamattina».

Secondo Cilento contro Melazzo è in atto «una crociata che non conviene a nessuno fare, il collega sta svolgendo al meglio il suo ruolo. Capisco però che a chi è abituato a servi sciocchi questo non vada bene. Il sindaco e qualche altro forse vorrebbero un consiglio di sordomuti. Qui non si discute più, e chi dovrebbe fare da mediatore tenta continuamente di metterci contro Buzzanca». Cilento non trascura l’altra vicenda che ha visto in questi giorni il gruppo D’Alia -lontano- dalla posizione dell’amministrazione: il Piano triennale delle Opere pubbliche. Piano che oggi ha ottenuto il sì della commissione apposita, ma non senza qualche polemica.

La posizione del gruppo era nota: sì al Piano, ma senza i project financing, contro i quali erano stati presentati degli emendamenti cassativi. Emendamenti sui quali i dirigenti chiamati in causa hanno espresso parere negativo, suscitando la reazione stizzita di Cilento e gli altri, che hanno ritenuto troppo -politici- alcuni giudizi. La commissione (compresa la componente Naro dell’Udc) ha di conseguenza bocciato gli emendamenti, approvando il Piano triennale con tutti i project financing previsti inizialmente più altri due, frutto di due emendamenti dell’assessore al Risanamento Pippo Rao. «La nostra posizione sui project era nota da settembre – ha detto Cilento – ma nessuno ne ha mai discusso con noi. Ci hanno presentato il pacchetto già pronto». Sull’argomento entra in tackle il capogruppo del Pdl Pippo Capurro: «Il Triennale risulta approvato da diversi assessori Udc in giunta. Allora si decidano, se non si sentono in linea con l’amministrazione escano dalla giunta».

(foto Sturiale)

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