Dopo anni di tira e molla arriva il benestare dell'assessorato regionale al turismo per la realizzazione dell'impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti in zona Pace: “superato” il vincolo Zps si pensa già ai tempi di realizzazione e intervento. Ma tra i residenti c'è già chi esprime il proprio disappunto
Il sindaco Buzzanca lo aveva annunciato in occasione della conferenza tenutasi a Palazzo Zanca per la presentazione dell’attività di compostaggio dell’Ato3: ieri, dalla Regione è arrivato il via libera per la realizzzazione della discarica di Pace, dove sorgerà un moderno impianto di pretrattamento nel quale si effettueranno le operazioni di separazione della frazione secca da quella umida per rispettare quanto previsto dalle normative vigenti in materia.
Tempi brevi quelli ipotizzati per la concretizzazione del progetto che, nelle speranze degli amministratori di Palazzo Zanca e della società che gestierà l’ “operazione”, la Messinambiente, metterà la città in condizione di risparmiare milioni di euro spesi annualmente per il conferimento dei rifiuti alla discarica di Mazzarà, ancora consentito, lo ricordiamo, per effetto di un’ulteriore proroga ottenuta in extremis. Nessun ostacolo sembra più dunque frapporsi alla realizzazione del nuovo sito, visto anche che, così come auspicato mesi fa nel corso di un’altra conferenza di servizi dall’ing. Del Comune Saglimbeni, la Regione ha messo al primo posto l’emergenza relativa alla realizzazione di un sistema di raccolta rifiuti sulla base della legge, ponendo dunque in secondo piano il vincolo Zps (Zone a Protezione Speciale) tra cui rientra anche l’area di Pace.
Per definire e stabilire tempi, modalità e criteri di realizzazione della discarica non resta quindi che attendere la firma del decreto da parte dell’assessore regionale Milone che renderà il progetto da definitivo ad esecutivo: «Se l’ok del rappresentante regionale arrivasse domani – ipotizza il responsabile tecnico della Messinambiente Miloro – nei prossimi 30-40 giorni potremmo già intervenire sulle proprietà, ma non me la sento di azzardare alcuna previsione». Stessa cautela Miloro la mostra rispetto alla diffusione di dettagli più squisitamente tecnici «rispetto ai quali – afferma – prima di pronunciarsi è necessario visionare a analizzare bene quanto disposto dal decreto assessoriale».
Il tecnico di Messinambiente azzarda qualche previsione anche in merito a quali potrebbero essere i tempi di vita del nuovo sito, inserito, lo ricordiamo nel Piano Triennale delle Opere pubbliche presentato nei mesi scorsi dal Comune e per il quale è previsto un project financing da 5,7 milioni di euro. A monte rimane infatti sempre determinante l’aspetto della raccolta differenziata che tuttavia, come ben è noto (a parlare sono i numeri), è un servizio che non è ancora decollato: «Attualmente – spiega Miloro – Messina produce 300 tonnellate di rifiuti al giorno, 100 dei quali finiscono nell’inceneritore. Una massiccia raccolta differenziata abbatterebbe in maniera significativa la quantità di rifiuti da conferire allungando, al tempo stesso, la vita dell’impianto di Pace».
Pur se con qualche se e qualche ma rispetto ai tempi di ultimazione, l’unica certezza dell’amministrazione è quella di porre fine ad una “battaglia” iniziata anni addietro, che ha scatenato, e certo continuerà a farlo, numerose perplessità sulla collocazione dell’impianto nelle cui aree limitrofe, rispetto a qualche anno addietro, si è assistito al moltiplicarsi di complessi residenziali e dunque di cittadini residenti. A questo proposito diamo spazio allo sfogo di un lettore che qualche giorno fa ha contattato la nostra redazione per esprimere qualche preoccupazione in vista appunto del possibile “via libera” per la costruzione del sito di Pace. È a lui che decidiamo di lasciare l’ultima parola perchè, così come avvenuto più volte in questi mesi, il suo pensiero potrebbe rappresentare quello di tanti altri cittadini.
Vi scrivo, in una serata bellissima d’estate che non mi consente, incredibilmente, di stare sul terrazzo di casa mia, per mettervi a conoscenza di un quanto segue. Circa 5 anni fa, io e mia moglie abbiamo deciso di fare il passo che quasi tutte le giovani coppie decidono di fare, compatibilmente con le loro possibilità: acquistare una casa nuova. Questa scelta ha richiesto grandi sacrifici, economici e organizzativi, che non hanno però incontrato le scelte del Comune. Sì proprio il Comune di Messina che ha deciso di impiantare in zona residenziale ed esattamente in località Pace, quell’inceneritore che dovrebbe smaltire solo un piccola percentuale (dalla puzza che si sente la percentuale è sicuramente più alta) di rifiuti solidi urbani di tutto il Comune. In prossimità di questo impianto sorgono diverse abitazioni private e condomiali ed ormai da tempo queste lamentano i cattivi odori che giornalmente provengono da esso a tal punto da non concedere ai proprietari delle abitazioni di poter usufruire del terrazzo o della veranda acquistata a caro prezzo insieme all’appartamento. A questo punto la domande che mi sorgono sono le seguenti: “quanto tempo ancora dobbiamo aspettare perché le autorità giudiziarie stanino coloro che si spacciano per Ingegneri o costruttori edili?” “Come si può pensare di poter creare una discarica in località Pace, vicino all’inceneritore, se solo con quest’ultimo non si riesce a star fuori, bisogna tapparsi dentro casa?”
ELENA DE PASQUALE
(nella prima foto di Dino Sturiale cassonetto ribaltato sulla XIV Maggio)
