Da Palermo sono pronti a ripianare le perdite iscritte in bilancio dalla società d’ambito, ma Pergolizzi, Melazzo e Cantello sottolineano che esiste una differenza di fatturazione tra le due società di circa 25 milioni di euro
L’intervento della Regione per ripianare le perdite iscritte in bilancio dall’Ato al 31 dicembre 2010 potrebbe non essere sufficiente a far quadrare i conti. Il motivo? Secondo Nello Pergolizzi(Fli), Giuseppe Melazzo (Udc) e Ivano Cantello (Sicilia vera) a causa delle «notevoli discrasie tra i bilanci dell’A.T.O. 3 e di Messinambiente.«La Regione – scrivono in una nota – potrà eventualmente farsi carico esclusivamente dei debiti che la società A.T.O. 3 ha contabilizzato nei confronti della Società Messinambiente e quindi, nei limiti di quanto iscritto nei bilanci di esercizio della società d’ambito». Documenti contabili alla mano, i tre consiglieri comunali parlano di «bilanci delle due società completamente disallineati, per svariati milioni di euro, relativamente ai rapporti di credito/debito intercorrenti tra le stesse». Pergolizzi, Melazzo e Cantello riportano le cifre e le differenze che emergono dai documenti economici di Messinambiente e A.T.O. 3 negli anni 2007 – 2008- 2009, con una previsione anche per il 2010:
Nell’anno 2007, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 22 milioni di euro, quest’ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 28.807.070 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 347.298 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 83.408 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in caso contrario dovrebbero essere ripianate dal socio Comune di Messina.
A seguire nell’anno 2008, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 21 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.654.175 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 428.972 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 62.035 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.
Ancora a seguire nell’anno 2009, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 24 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.133.666 di euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con una perdita di euro 2.221.472 per la Messinambiente, e con un utile di euro 27.821. per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 3 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.
«Sembrerebbe – scrivono i tre esponenti politici – che analoghe situazioni si siano verificate per l’anno 2010. Si precisa – continuano – che tali situazioni (differente modalità di fatturazione delle due società) sono chiaramente leggibili dalle relazioni di accompagnamento ai bilanci 2007-2008-2009 delle due società stesse .Ferma restando la situazione al 2007 e proiettandola al 2010 la differenza di fatturazione tra le due società potrebbe arrivare a più di 25 milioni di euro».
Alla luce dei numeri riportati Pergolizzi, Melazzo e Cantello si chiedono come «potrà essere, eventualmente, ripianato dalla Regione Siciliana, il tutto» e se non «sarebbe auspicabile che il Sindaco Buzzanca e l’Assessore al bilancio Miloro, piuttosto che fare proclami privi di seguito concreto, almeno per una volta ammettano la propria leggerezza nella gestione dell’intera vicenda ponendo in essere gli atti consequenziali ormai non più procrastinabili».
