Fratello Guglielmo da Ockham a Palazzo dei Normanni

Fratello Guglielmo da Ockham a Palazzo dei Normanni

Fratello Guglielmo da Ockham a Palazzo dei Normanni

mercoledì 30 Settembre 2009 - 16:33

La prima notizia è contenuta nel Dpef in esame alla Commissione Bilancio di Palazzo dei Normanni e consiste nella previsione della creazione di due nuove Società a partecipazione regionale, una per accogliere tutti i 29 mila forestali ed una per la promozione dei prodotti regionali. Il numero delle Società regionali partecipate salirebbe così da 30 a 32.

La Corte dei Conti, nella relazione del Presidente Rita Arrigoni, si è immediatamente schierata contro l’iniziativa e contro l’endemica tendenza dell’Istituzione Regionale a dissipare senza costrutto pubblico denaro. Ed ha fatto rilevare come la creazione di Società a totale partecipazione pubblica da un lato produca il sovrapporsi di competenze, dall’altro generi importanti spese generali e, “last but not least” direbbero gli inglesi, dia ampia possibilità di elusione delle norme di pubblica evidenza nella spesa.

A questo punto, se fosse possibile farlo tornare in vita, sarebbe utile portare a Palazzo dei Normanni fratello Guglielmo da Ockham, francescano di Oxford, quello del «rasoio di Ockham», il quale sentenziò “entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem” , ossia “gli enti non devono essere moltiplicati oltre necessità”.

O meglio, a pensar bene le necessità di questa moltiplicazione sono evidenti, ma non sono nell’interesse generale, quanto piuttosto nell’interesse di una classe politica che non vuole rinunziare alle sue prerogative ed ai suoi privilegi, ed ancor meno al clientelismo in politica.

La seconda notizia è che la Conferenza Episcopale Italiana, per bocca del Vescovo Mariano Crociata, è intervenuta sulla cosiddetta “Questione Meridionale” , sollecitando alla prudenza ed alla riflessione nell’adozione del federalismo fiscale.

Ed invece, i fatti sopra riportati dicono che, almeno in Sicilia, avremmo bisogno di una rapida, integrale e completa applicazione del federalismo fiscale : prima di attingere ai denari della collettività, la classe politica regionale dovrebbe chiederne autorizzazione all’elettorato, e non ai palazzi romani del potere, come è sinora accaduto.

Ad esempio, prima di assumere personale in eccesso all’A.M.I.A. per poi disporre per il cittadino/contribuente di Palermo un raddoppio dell’aliquota IRPEF comunale, come recentemente accaduto, la competente Amministrazione municipale dovrebbe rifletterci bene.

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