Fermo il percorso avviato nei mesi scorsi per fronteggiare gli atti vandalici all’interno dei garage e attivare l’impianto di pubblica illuminazione
Degrado era e degrado è rimasto. Libero Gioveni (nella foto), consigliere Pd della III circoscrizione, è costretto a tornare a parlare dei 189 alloggi Iacp di Bisconte e di un cammino che sembrava aver imboccato la strada della risoluzione e che invece si è arenato lontano dal traguardo. «Nei mesi scorsi – afferma Gioveni – era stato avviato un percorso ad ampio raggio da parte degli enti preposti sia per fronteggiare definitivamente gli atti vandalici all’interno dei garage e dell’intero complesso residenziale, sia per l’attivazione dell’impianto di pubblica illuminazione ancora spento ubicato all’interno dell’area cortilizia».
Ripercorriamo le tappe. Il 7 ottobre Gioveni stesso consegnava un dossier a prefetto, sindaco e presidente dell’Iacp mentre gli inquilini inviavano il 24 ottobre al sindaco e all’assessore alle Manutenzioni Isgrò una petizione popolare. Quattro giorni dopo, negli uffici dell’Iacp, si teneva una conferenza dei servizi, alla quale parteciparono anche le forze dell’ordine, le cui conclusioni portarono alla non troppo remota possibilità di inibire i garage ai residenti murandone gli ingressi per motivi di ordine pubblico. E ancora, il 13 novembre si riuniva il tavolo tecnico convocato a Palazzo Zanca da Isgrò, finalizzato alla definizione delle varie competenze sulla gestione degli stabili e dell’intera area, e sempre Isgrò poneva un quesito all’assessore al Patrimonio Mondello circa la possibilità che la competenza delle aree potesse essere attribuita al Comune, visto che gli stabili erano stati realizzati con i fondi della L.R. 10/90.
Qui si ferma la ricostruzione, perché da allora, denuncia Gioveni, «nessun passo avanti è stato compiuto». Il consigliere chiede allora, attraverso una interrogazione, «di conoscere lo stato delle cose e di definire urgentemente l’effettiva competenza delle aree, al fine di garantire adeguati livelli di decoro e sicurezza ai residenti, nonchè la definitiva attivazione dell’impianto di pubblica illuminazione».
