Il libro dei sogni del Triennale opere pubbliche e i nodi politici del consiglio comunale

Il libro dei sogni del Triennale opere pubbliche e i nodi politici del consiglio comunale

Il libro dei sogni del Triennale opere pubbliche e i nodi politici del consiglio comunale

martedì 14 Luglio 2009 - 07:29

Giovedì in aula arriva il Piano targato Scoglio. L’Udc preannuncia battaglia sui project financing. Ecco i progetti più importanti per un totale di investimenti per oltre 1 miliardo

Il capitolo del bilancio di previsione 2009 del Comune non è ancora del tutto chiuso. Tra gli allegati obbligatori, seppur non propedeutici, allo strumento finanziario c’è infatti il Piano triennale opere pubbliche, l’elenco cioè di quelle opere possibili e impossibili che l’ente vorrebbe (ma spesso non potrebbe) realizzare o quantomeno avviare da qui al 2011. Non a caso viene spesso definito un libro dei sogni, un contenitore aperto dentro il quale inserire di tutto e di più, nella speranza che alla fine ne venga fuori qualcosa. E tra il “di tutto e di più” c’è un elenco non indifferente di project financing, tanto cari all’assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Scoglio e poco amati da parte della maggioranza.

E’ in particolare l’Udc sponda D’Alia a puntare i piedi sui progetti di finanza: ragioni ideologiche, tecniche o semplicemente politiche, visti gli scontri passati tra il senatore e l’ex city manager? Al di là delle risposte, il punto è che il gruppo che fa capo a D’Alia, che in aula conta ben cinque consiglieri comunali, non è intenzionato ad avallare a occhi chiusi i project. Aveva persino tentato di cassarli tutti, con una serie di emendamenti bocciati, però, in commissione Lavori pubblici. Bocciature che non sono piaciute all’Udc perché, in alcuni casi, ritenute fin troppo “politiche”. Tra i pareri negativi c’era anche quello di Giovanni Caminiti, capo area di quello stesso ufficio Programmi Complessi che ha redatto, di fatto, il Triennale.

E’ certo che i D’Alia boys ci riproveranno, studiando qualche strategia. «Troveremo un punto d’incontro», ama dire seraficamente il capogruppo Bruno Cilento, nel tentativo di calmare le acque. Scoglio, da par suo, ripete che «un Triennale senza project financing sarebbe privo di ogni significato». Giovedì pomeriggio, in consiglio, ci sarà il momento della verità. Vedremo come andrà a finire.

Intanto diamo una ripassata ai contenuti del Piano. L’investimento totale, dal 2009 al 2011, è di 1 miliardo 359 milioni di euro, dei quali quasi 390 milioni solo nel 2009. La premessa “dettata” dalla ragioneria generale del Comune la dice lunga: stante «l’esiguità dei flussi di cassa in entrata», nel Piano ci sono solo opere finanziate da Stato, Regione e Unione Europea. Entrate che, per inciso, anche in questo caso si riducono per la maggior parte al piano di dismissione degli immobili. Gli investimenti più significativi, come detto, riguardano i project financing: il costo maggiore è previsto per il piano particolareggiato di Capo Peloro (90 milioni), mentre tra le operazioni in regime di progetto di finanza rientrano ben cinque parcheggi: il “La Farina” (12,9 milioni), lo Zaera Nord (8 milioni), il “Faraone” (4,4), il “Torre Faro” (3,6) e un altro a Boccetta (12). Altri due project financing di “peso” sono quelli per la realizzazione della discarica di Pace, spesa prevista 5,7 milioni di euro, e per il recupero dell’Istituto marino (16,5), i cui iter sono comunque già partiti.

75 i milioni stanziati per gli svincoli di Giostra e Annunziata, più 2,2 per impianti di illuminazione, ventilazione e Sos galleria e altri 40 milioni per la riqualificazione dell’asse viario Tremestieri-Annunziata. E tornando ai parcheggi, ci sono il Gazzi Nord (3,8 milioni), l’ex Gasometro (357mila euro), il multipiano Tirone (21 milioni). Alla mobilità urbana è dedicato gran parte del piano, in diversi settori. Per il potenziamento e la messa in sicurezza della linea tranviaria sono previsti quasi sei milioni di euro, 15 per la via Don Blasco, strada di collegamento tra viale Gazzi e l’approdo Rfi, 8,5 per l’infrastruttura integrata di interscambio modale “Messina Sud”, 20 milioni alla voce “riqualificazione viabilità esistente tra l’approdo di Tremestieri e il porto urbano”, solo per il tratto Tremestieri – San Filippo. Altri 20 milioni sono previsti per la ferrovia sub-urbana Messina – Camaro, 45 per la bretella sotterranea viale Europa – via Don Blasco, e due importanti investimenti da 60 milioni ciascuno per la metropolitana del mare e la riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse, con realizzazione del sistema di mobilità integrato Zona Falcata – Tremestieri.

Oltre a queste ultime opere si devono considerare le piste ciclabili (più di 9 milioni) e il lungomare Mortelle – Tono (6,6). Molte voci sono dedicate alle scuole, tra le quali spicca quella da 3,8 milioni per la costruzione di un nuovo complesso a Tremestieri. C’è spazio anche per i laghi di Ganzirri (5 milioni), il nuovo Palazzo di Giustizia (17,8 per un iter, anche in questo caso, già partito), il collegamento tra i Forti umbertini (25 milioni).

(foto Dino Sturiale)

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