Lombardo: «Vicini a una soluzione». Ieri sera nuovo vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli

Lombardo: «Vicini a una soluzione». Ieri sera nuovo vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli

Lombardo: «Vicini a una soluzione». Ieri sera nuovo vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli

giovedì 25 Giugno 2009 - 16:38

Si lavora ad una ricomposizione con l'Udc, anche a livello nazionale (ma solo dopo il G8). Il -sacrificato- potrebbe essere Gaetano Armao («non mi dimetto»), ma il governatore non vuole cedere su nessuna delle nove nomine già ufficializzate. Sempre gli stessi i nomi in lizza

Si è tenuto ieri sera a Palazzo Grazioli, residenza presidenziale balzata in questi giorni agli onori della cronaca per eventi -poco istituzionali-, il nuovo incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il premier Silvio Berlusconi. Una cena, si dice, alla quale non è chiaro se parteciperanno anche i coordinatori nazionali del Pdl. Un nuovo vertice, ad appena due giorni di distanza da quello precedente, sta a indicare che la trattativa è ancora in corso e che è intenzione di entrambe le parti condurla in porto. «Penso che siamo vicini a una soluzione», ha confermato il governatore siciliano.

A questo punto è tutta una questione di spazi: teoricamente sarebbero solo tre le caselle rimaste vuote, in virtù delle nove nomine già effettuate da Lombardo. Berlusconi ne chiede almeno quattro-cinque, in modo da ricompattare l’alleanza non solo col Pdl -ufficiale- rappresentato dal duo Castiglione-Nania, ma anche con l’Udc, con il quale si parla di un riavvicinamento pure in campo nazionale (ma eventualmente solo dopo il G8). «Non ho preclusioni e lo ribadisco. Devono avere caratteristiche particolari e devono appartenere a quella schiatta che rema a favore e non contro», ha detto Lombardo riferendosi ad eventuali nomi proposti dall’Udc. Sull’argomento ha tagliato corto il leader nazionale dello scudocrociato Pier Ferdinando Casini: «Non siamo noi a ricevere un favore se andiamo in giunta, ma noi a farlo, perché con i problemi che ci sono adesso in Sicilia si sta meglio fuori che dentro».

Ma torniamo al problema di partenza. Se i posti sono tre e le richieste sono -almeno- quattro, significa che ci deve essere una testa da sacrificare: il nome che circola con insistenza è quello dell’amministrativista Gaetano Armao, tecnico nominato in quota a Dore Misuraca. «Non mi risulta che io sia intenzionato a dimettermi», ha detto ironicamente Armao, smentendo dunque un suo passo indietro. Lo stesso Lombardo ufficialmente tratterà per tre posti liberi, ma se sarà il caso non farà saltare l’intero quadro per una sola poltrona.

A questo punto è lecito pensare che il vertice di stasera risulterà decisivo. Se si riuscirà a trovare un accordo, potrebbero essere due i messinesi ad entrare in giunta: Nino Beninati, sul taccuino di Lombardo da giorni ma in attesa della -benedizione- del ministro Angelino Alfano, e l’attuale vicesindaco Giovanni Ardizzone, il cui eventuale assessorato, naturalmente, è legato al -recupero- dell’Udc. Sempre un messinese, il deputato nazionale del Pdl Nino Germanà, ritiene che «superata la contingenza elettorale, necessita ora la massima convergenza possibile dell’intera classe politica messinese, che passi attraverso il ripristino delle regole e possa garantire una rappresentanza condivisa in giunta regionale. Il momento di riflessione nell’ambito del Pdl messinese, con particolare riferimento alla componente ex FI, deve necessariamente segnare una netta inversione di tendenza rispetto ai comportamenti recenti, che riconduciamo unicamente alla concitazione della fase elettorale ormai brillantemente superata. Sono fiducioso – conclude – nella risoluzione a breve della questione e certo che la nuova giunta regionale saprà rilanciare al meglio l’azione politica in favore della Sicilia».

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