Le meschinità della politica cittadina nelle parole del consigliere Grioli (Pd)

Le meschinità della politica cittadina nelle parole del consigliere Grioli (Pd)

Redazione

Le meschinità della politica cittadina nelle parole del consigliere Grioli (Pd)

giovedì 09 Ottobre 2008 - 10:12

Le Circoscrizioni costrette ad occuparsi solo di ordinaria amministrazione, i Palazzi schiavi dei tecnici o di una visione feudalistica del potere

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del consigliere provinciale Peppe Grioli (nella foto).

Caro direttore leggendo il tuo giornale on line che apprezzo sempre di più sento il bisogno di rappresentarti alcune considerazioni:

Meno polvere, più amministrazione attiva, più senso delle istituzioni, più rispetto dei cittadini e della loro intelligenza.

Da ex consigliere di quartiere avverto sempre di più la necessità che presidenti e consiglieri di circoscrizione siano responsabili di qualcosa… in assenza di responsabilità è logico che la pulizia della griglia o la scerbatura di una strada diventa il fatto politico su cui magari ingaggiare una lotta sul -merito-… eppure sarebbe l’ordinario;

Da consigliere provinciale constato l’incapacità dell’ente provincia di essere attore programmatore di sviluppo. Un grande palcoscenico il cui primo attore è il presidente Ricevuto, con una compagnia di assessori in cerca di visibilità. E noi consiglieri a cercare di strappare un po’ di potere nelle scelte che sono sempre più in mano dei dirigenti.

Da osservatore amante della politica, ricordo ancora i racconti di un vecchio compagno del Pc che narrava di dibattiti di alto profilo in consiglio comunale con eminenti personalità che si confrontavano sulle sorti della città. Oggi invece un Consiglio comunale che rivendica a Lombardo maggiore attenzione in una visione feudale della politica che si riscontra nella delusione dei governanti quando il -governo amico- non fa rientrare Messina nella Zfu, e nelle grandi trovate ad effetto del sindaco Buzzanca che chiede a Berlusconi 500 milioni di euro. (Era meglio la cordata di imprenditori per il Messina.)

È giusto! se li ha dati per Catania perché non a Messina… qualcuno potrebbe pensare che il patto di stabilità è invertito… nel senso che se indebiti un bilancio e ti tagliano la luce per le strade c’è emergenza e quindi meriti l’aiuto…e chi tira la cinghia per rientrare in pareggio è condannato a soffrire. Berlusconi un po’ come il padre buono della parabola, che accoglie con una grande festa il proprio figlio che aveva sciupato tutti i suoi averi ammazzando il vitello più grasso. E l’altro figlio che era stato obbediente ci resta un po’ male. Tutto questo non si può accettare con la logica, meglio accettarlo per fede…

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