Cilento, Rizzo, Sidoti e Francilia, con due distinte interrogazioni rivolte a Buzzanca e Ricevuto, puntano l’indice sul servizio MetroMare in merito ai disagi dei pendolari, al piano assunzioni e alla condizione dei collegamenti tra Messina e l’Aeroporto dello Stretto. Seduta dedicata all’argomento anche in III comm.cons.provinciale
Dopo l’intervento di qualche giorno fa “targato” Gianpiero D’Alia, l’Udc rilancia sul servizio di Metropolitana del Mare. Lo fa presentando un’interrogazione pressoché identica al Comune e alla Provincia: da una parte Bruno Cilento e Mario Rizzo, dall’altra Rosario Sidoti e Matteo Francilia, i capigruppo. I quattro rappresentanti centristi puntano l’indice sui disagi riscontrati dagli utenti e sul “presunto” piano di assunzioni, chiedendo se, ove fosse stato effettivamente messo in pratica, con quali modalità e preventivi avvisi pubblici abbia trovato applicazione. Chiarimenti a Buzzanca e Ricevuto sono stati richiesti anche in ordine all’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al collegamento tra i poli universitari di Papardo e di Reggio Calabria e sull’attuale condizione del trasporto per il collegamento tra la città di Messina e l’aeroporto dello Stretto.
«Procedere, se necessario, anche alla revoca dell’aggiudicazione del servizio “Metromare” che dal 28 giugno scorso è attivo nello Stretto di Messina». E’ quanto chiesto invece qualche giorno fa dal presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’ Alia, in una interpellanza indirizzata al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. In particolare il parlamentare messinese, il cui intervento aveva fatto seguito a quello di Enzo Garofalo (vedi articolo correlato), affermava: «Senza le opportune coincidenze con l’Aeroporto il sevizio sarebbe del tutto insufficiente se non inutile. La situazione appare del tutto paradossale – considera D’Alia – in quanto si sarebbero dovute naturalmente assicurare le coincidenze con i principali voli. Sembra quindi assurda la mancata previsione di questa normale esigenza nel contratto e la conseguente richiesta da parte del Consorzio di ingenti risorse aggiuntive per avviare un servizio che altrimenti non avrebbe ragion d’essere».
L’altro fronte aperto qualche giorno fa riguarda invece le già citate assunzioni. Punto sul quale si sono soffermati per primi i vertici regionali del sindacato Orsa, evidenziando come i rappresentanti del Consorzio Metromare avrebbe predisposto un piano di assunzioni di personale al di fuori degli accordi presi con il Governo. Punto sul quale, comunque, anche lo stesso D’Alia era tornato, chiedendo a Buzzanca e Ricevuto “di chiarire se e chi avrebbe dato eventuali indicazioni sulle assunzioni nella società” senza considerare la crisi del settore navigazione e i problemi che riguardano ormai da troppo tempo il personale navigante di Fs.
Intanto questa mattina l’argomento Metromare è stato trattato anche nella seduta della III commissione consiliare provinciale. Ancora una volta assente l’assessore al ramo Rosario Ventimiglia, i componenti hanno aperto il dibattito interrogandosi principalmente su come l’Ente possa intervenire su un bando che è di primaria ed esclusiva competenza ministeriale. In realtà negli ultimi mesi il presidente Ricevuto è stato spesso in prima linea per la realizzazione del check-in nel porto di Messina, in raccordo con la Sogas, società che gestisce lo scalo reggino “Tito Minniti” (e della quale Provincia e Comune sono soci). Servizio, questo, che avrebbe dovuto integrarsi con il collegamento con l’Aeroporto previsto dal servizio di Metropolitana tra le due sponde dello Stretto. L’allestimento del cassone presente nel molo Rizzo non è però bastato a far partire il servizio, in virtù delle mancate coincidenze con il servizio MetroMare, che il Consorzio sarebbe disposto a fare partire solo in seguito ad un nuovo contributo economico necessario per rimodulare il piano corse ed inserirne altre nei giorni festivi, attualmente non previste.
Tutti elementi che hanno portato di fatto ad una rottura tra MetroMare, la Sogas e la Provincia, con questi ultimi due soggetti che starebbero valutando l’ipotesi di lanciare un servizio di collegamento privato (da affidare alla Tar.Nav.).
