Nettuno, le precisazioni del Gruppo Franza

Nettuno, le precisazioni del Gruppo Franza

Nettuno, le precisazioni del Gruppo Franza

sabato 27 Giugno 2009 - 18:12

Vincenzo Franza spiega come la Marina dello Stretto è entrata in contatto con la società mista per la realizzazione del porticciolo di Grotte. «L’intervento dell’Autorità sui lavori pubblici non è conseguente al rapporto con la nostra società, ma viceversa»

«L’intervento dell’Autorità sui lavori pubblici non fu conseguente/collegato/inerente il rapporto con la nostra società, ma caso mai fu il viceversa». Parte da qui la precisazione che ha inteso fare al nostro giornale il rappresentante della società Marina dello Stretto, l’ing. Vincenzo Franza. Il quale chiarisce che «nelle valutazioni al momento della sua costituzione, la società Nettuno (i cui soci furono scelti a seguito di una selezione pubblica basata sui “titoli”) avrebbe potuto/dovuto eseguire le progettazioni e i lavori “in house” affidandoli direttamente ai soci; l’Autorità (a seguito di un mutamento di orientamento anche giurisprudenziale) ritenne, di contro (in estrema sintesi), che dato che i soci non erano stati selezionati con una procedura concorsuale basata su parametri relativi ai lavori da fare (ad esempio: socio scelto tra quelle imprese di costruzioni abilitate che avrebbero fatto pagare il mc di cemento il prezzo più basso) ma in base ai curriculum, la società NON avrebbe potuto effettuare i lavori “in house”».

Franza spiega che «quando ciò fu acclarato, cadde (ovviamente) l’interesse dei soci privati (avrebbero dovuto finanziare la società, che avrebbe dovuto fare delle gare per affidare lavori e progettazione) e quindi si pervenne ad un accordo con la nostra società per ultimare il progetto (realizzato a spese della nostra società), ottenere la concessione demaniale e poi decidere su come procedere (una volta avuto chiaro, in termini di costi, il “prodotto finito”)».

«I soci della nostra società – si legge ancora nella nota – hanno manifestato (agli Enti pubblici competenti) la propria incondizionata e gratuita disponibilità a far subentrare nei progetti effettuati (e nelle autorizzazioni in corso) soggetti terzi che, graditi dalle istituzioni locali, possano realizzare e finanziare l’opera in forma “privata”; sempre se e in quanto l’opera continui ad essere ritenuta d’interesse anche per tali istituzioni».

«Ad oggi è in corso il completamento della procedura di VIA, e nessun soggetto terzo ha ancora manifestato il proprio interesse a subentrare, anche se alcune delle più note imprese di costruzioni stanno da tempo esaminando il “dossier”. Ricordo, infine, che il progetto del porticciolo di Guardia è l’unico che possa consentire la realizzazione di un “marina” di elevato standard in città; infatti, la zona di Grotte/guardia è l’unica della città dove sia possibile realizzare un porto di dimensioni idonee (grazie ai fondali accessibili) e sia possibile realizzare le infrastrutture necessarie (Capitaneria, Commerciali, Rimessaggio, ecc.ecc.) in quanto il livello della strada è più elevato di quello del mare, fino a circa 6 metri sopra il livello del mare (ciò consente di realizzare cubature che non creino vincoli di panoramicità dalla strada). L’eventuale liquidazione della Nettuno – specifica infine Franza – non dovrebbe far mutare tali programmi».

S.C.

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