Il consigliere, attualmente ancora in carica, presenta un documento all’interno del quale spiega di non avere ricevuto notifica del dispositivo della sentenza, né le relative motivazioni che decretano il cambio in Consiglio provinciale
Sembrava si dovesse andare verso un “passaggio di consegne” immediato, ed invece la sostituzione in Consiglio Provinciale tra Marco Panetta e Rosy Bonomo (nella foto) potrebbe ancora nascondere dei colpi di scena. Un segnale è sicuramente il documento firmato dal consigliere attualmente in carica, allegato al verbale della conferenza dei capigruppo di ieri (dopo l’illustrazione in pregiudiziale), depositato al Protocollo Generale della Provincia, consegnato alla Dirigente Ufficio Atti del Consiglio Anna Maria Tripodo e per conoscenza al segretario generale dell’Ente Giuseppe Spadaro, al presidente del Consiglio Provinciale Salvino Fiore e al dirigente dell’Ufficio legale Antonino Calabrò.
Panetta esordisce nelle sue “memorie” raccontando l’iter che avrebbe dovuto portare ad oggi, alla sua sostituzione in Consiglio: «Come comunicatomi dal mio legale, all’udienza del 4 giugno 2009 il Tar di Catania, ha emesso sentenza favorevole alla signora Bonomo Danzino Rosalia, al fine di ottenere la proclamazione quale eletta in seno al Consiglio». La -consigliera- risultava in un primo momento seconda nella lista “Mpa-Alleati per il Sud”, nella tornata elettorale dello scorso giugno 2008 (collegio 1-Messina), proprio dietro Panetta. A sovvertire il risultato l’accertamento della commissione presieduta dal viceprefetto Adriana Cocode, che in sede di verifica, accertava l’esistenza in sole 32 sezioni (su un totale di 121), di ulteriori 130 schede valide per la Bonomo che andavano a sommarsi alle 1237 già conteggiate (1241 erano quelle di Panetta). Da qui la sentenza del Tribunale di Catania.
«Alla data odierna però – continua Panetta – non risulta allo scrivente notificato il dispositivo della sentenza, né risulta depositata presso la Segreteria del Tar di Catania la sentenza completa delle relative motivazioni. Ciò nonostante, Le comunico che è mia ferma intenzione proporre appello al Cga avverso la stessa non appena mi verranno notificate le risultanze di causa. Ciò, poiché le doglianze lamentate dal sottoscritto nel giudizio di cui sopra, non si limitano a semplici questioni numeriche relative ai voti assegnati, ma si basano su precise questioni di diritto relative all’indicazione dei nomi operata dalla Signora Danzino Bonomo all’atto della candidatura».
Le mancate notifiche del Tar, fanno scaturire le richieste di Panetta rivolte principalmente alla Dirigente Ufficio Atti del Consiglio: «In seguito a tutto ciò, la invito a non procedere ad alcun atto deliberativo in merito, se non successivamente alle contestuali notifiche da parte del Tar di Catania, il tutto a tutela della regolare attività del Consiglio e del Costituzionale diritto di ogni cittadino di appellare una sentenza di primo grado. Ne discende che, all’atto della presentazione del gravame, verrà proposta anche istanza di sospensione della sentenza favorevole alla Signora Danzino Bonomo, che, qualora accolta, bloccherebbe l’esecutività della decisione di primo grado. Qualora la sua intenzione fosse diversa – continua Panetta – la invito inoltre prima di procedere alla surroga della Signora Danzino, a voler trasmettere al Consiglio Provinciale istanza dello scrivente al fine di verificare la sussistenza in capo a questa di eventuali cause di esclusione per ineleggibilità». Panetta farebbe riferimento ad alcune posizioni e incarichi della stessa Bonomo in ambito professionale e dell’associazionismo, che sarebbero state incompatibili con la sua candidatura e con la conseguente possibile elezione.
La vicenda dunque, potrebbe assumere connotati diversi da quelli previsti. E già nei prossimi giorni, probabilmente, ci saranno delle novità. Una presa di posizione è attesa anche dal resto dei consiglieri, ai quali dovrebbe essere chiesto di votare la surroga in Consiglio, dopo averla firmata. Ricordiamo che Panetta, politicamente, si è allontanato dal Movimento per l’Autonomia, entrando a far parte in Consiglio del Gruppo Misto. Alla base della decisione c’è la delusione per il trattamento non proprio delicato riservatogli dal deputato Carmelo Lo Monte, durante un incontro organizzato per cercare di “salvaguardare” il “patrimonio elettorale” del consigliere provinciale e che invece ha portato evidentemente ad una rottura.
Rosy Bonomo invece, è vicino all’assessore provinciale alle Politiche giovanili Daniela Bruno, a rischio in Giunta nel rimpasto che il presidente Nanni Ricevuto potrebbe decidere di mettere in atto nelle prossime settimane. Ma prima bisognerà attendere le notizie provenienti da Palermo sul discusso riassetto degli equilibri regionali tra gli autonomisti, il Pdl ed eventualmente anche l’Udc.
EMANUELE RIGANO
