Si sarebbe dovuto discutere, tra le altre cose, delle linee guida del nuovo Prg. Il presidente Guerrera sconsolato: «Valuterò se sarà il caso di continuare». Cinque gli assenti sui nove componenti che hanno firmato. E che incasseranno il gettone di presenza
Terza battuta a vuoto consecutiva per la seconda commissione consiliare di Palazzo Zanca, Urbanistica e Tutela del Territorio, presieduta dal sempre più sconsolato Domenico Guerrera dell’Udc. Ancora una volta è caduto il numero legale alla prima votazione, quella sull’ormai obsoleta delibera relativa ai sette errori materiali del Prg già passati in giudicato. Una figuraccia, è proprio il caso di dirlo, anche nei confronti dei presidenti delle circoscrizioni, invitati e regolarmente presentatisi, dell’assessore all’Urbanistica Pippo Corvaja, che era arrivato, seppur un pizzico in ritardo, armato di carpettone per illustrare le linee guida del nuovo Piano regolatore, e dell’arch. Caterina Sartori dell’Istituto Mediterraneo di Bioarchitettura e Biopaesaggio, anch’ella invitata da Guerrera.
La figuraccia è doppia se si pensa che in apertura di seduta erano nove le firme dei componenti della commissione che dunque risulteranno presenti e incasseranno il loro -ideale- gettone di presenza (ideale perché, essendo a fine mese, tutti hanno già raggiunto la quota massima stabilita, ma il principio rimane). Alla fine per votare erano seduti al proprio posto solo Guerrera, Barbalace, Carreri e Spicuzza, più alcuni capigruppo la cui presenza, però, non viene conteggiata ai fini del mantenimento del numero legale. Hanno pesato, invece, le assenze al momento del voto di Ansaldo, Caliò, Cantello, Capillo e Iannello, che pure avevano firmato, e degli altri componenti che invece non si sono proprio presentati (Barone, Barrile, Burrascano, Melazzo, giunto a -tempo scaduto-, Restuccia e Saglimbeni). Allarga le braccia Guerrera, che con i suoi soliti toni cordiali chiede scusa agli invitati. «Valuterò se sarà il caso di continuare così», dice con aria dismessa. Una risposta la diamo noi al buon Guerrera: no, così non si può continuare.
(foto Sturiale)
