Fuori dalla giunta regionale, all'opposizione nel governo nazionale, il partito dello scudocrociato costretto ad una convivenza da -separati in casa- al Comune. Muscolino: «I rapporti politici con l'Mpa vanno rivisti. Il fatto politico è gravissimo». Venerdì riunione dei vertici provinciali: Caudo lascerà la segreteria
«Il fatto politico è gravissimo». Per Giorgio Muscolino (nella foto), consigliere comunale e segretario organizzativo dell’Udc, la crisi regionale innescata e la conseguente cacciata del partito di Casini dalla giunta Lombardo sono episodi che non possono essere liquidati come lontani dalla politica cittadina. A Palazzo Zanca l’Udc ha una posizione importante, con nove consiglieri comunali e cinque assessori in giunta. Ma soprattutto si ritrova in una convivenza forzata, da separati in casa, con l’Mpa e a questo punto anche col Pdl, cioè con i due partiti che, su iniziativa di Lombardo e con l’avallo decisivo del premier Berlusconi, hanno di fatto estromesso lo scudocrociato dalla cabina di regia palermitana.
«E’ chiaro – ammette Muscolino – che i rapporti politici con l’Mpa a questo punto vanno rivisti. Un conto era la situazione a Roma, dove siamo all’opposizione per decisione nostra, un conto è quanto successo a Palermo, dove invece è stata ribaltata la volontà degli elettori». Cosa succederà a livello locale? «E’ presto per dirlo, anche perché il sindaco Buzzanca è stato pure lui critico con la decisione di Lombardo». Non sembra un’ipotesi così peregrina che l’Udc, forte dei propri numeri, ponga al sindaco un aut-aut: o noi o l’Mpa. Ma su questo Muscolino chiosa: «Se fossi io il leader locale, non ci penserei due volte a fare una scelta. Ma certo è presto per fare valutazioni, anche perché noi abbiamo votato e sostenuto il sindaco sia in campagna elettorale che in questo primo anno di amministrazione». Un uscita volontaria? Difficile, soprattutto nell’immediato. Anche perché comporterebbe, come inevitabile conseguenza, la caduta dell’intera amministrazione. Anche Bruno Cilento, capogruppo del -Centro con D’Alia-, frena su decisioni pesanti: «Non muteremo atteggiamento, andremo avanti coerenti con quanto fatto finora».
E’ certo, comunque, che al di là della diplomazia di facciata, il partito delle decisioni le prenderà. E lo farà già in questo fine settimana: venerdì i vertici locali dell’Udc si riuniranno e discuteranno della crisi. All’ordine del giorno anche le probabili dimissioni di Michele Caudo da segretario provinciale: saranno i due leader locali, i parlamentari Gianpiero D’Alia e Giuseppe Naro, a traghettare il partito verso il congresso autunnale. Dove si porranno le basi per il grande partito di centro e, chissà, forse per nuove alleanze.
(foto Dino Sturiale)
