I consiglieri del Partito Democratico fanno il punto sull’attività di palazzo dei Leoni, parlando delle lacune fin qui individuate. Si tirano le somme a pochi giorni dalla discussione del Bilancio previsionale. Se non dovesse essere rispettate le priorità individuate dall’opposizione, potrebbe aprirsi la strade dell’ostruzionismo in aula
Si è tenuta stamattina, nella sala commissioni della Provincia, la conferenza stampa del Partito Democratico convocata per fare il punto su un anno di amministrazione Ricevuto. A partecipare il segretario provinciale Pippo Rao, il segretario cittadino Giuseppe Grioli, entrambi consiglieri provinciali, e i colleghi Francesco Italiano, Biagio Gugliotta e Giacinto Barbera. Ovviamente, al centro dei discorsi affrontati, le dichiarazioni rilasciate lunedì in Consiglio Provinciale dal presidente Nanni Ricevuto. Parole che sanciscono in pratica ciò che l’opposizione (e non solo), va dicendo da 8 mesi: l’attività dell’Ente è bloccata. Responsabilità? Ricevuto se l’è assunte, ma per i consiglieri provinciali non basta, serve una sterzata.
Il primo ha esordire è il consigliere Pippo Rao, che ha elencato le varie questioni per le quali il bilancio di questi dodici mesi non può che considerarsi negativo: dall’assenza della Provincia di Messina nella ripartizione dei fondi europei Poin, alla vicenda dell’Ato idrico che non riesce a sbloccarsi in virtù dell’immobilismo politico (manca ancora la nomina dei revisori dei conti), fino all’Area integrata dello Stretto, per la quale sarebbero stati fatti solo appelli e incontri. Per Rao i limiti non possono solo essere attribuiti ai dirigenti, così come sostenuto da buona parte dei consiglieri della maggioranza, ma sono chiari anche i limiti della politica del palazzo. Limiti che evidenziano, nonostante una maggioranza bulgara in aula, i conflitti interni al centrodestra, che secondo l’esponente del Pd sarebbero dettati dalla ripartizione delle poltrone. Riflesso anche delle dinamiche regionali.
Sulla stessa linea Peppe Grioli, che sottolinea come senza alcun rispetto, vengano anteposti gli interessi politici rispetto ai problemi dei cittadini. Problemi reali, di ogni giorno, che attendono di essere risolti da una governo provinciale che pensa invece ad altro. Ciò nonostante i governi amici di Roma e Palermo. Continua Biagio Gugliotta spiegando che il Pd ha deciso fin dal primo momento di mettere in campo un’opposizione non prevenuta, ma mirata a dare il proprio contributo fattivo all’attività amministrativa. “Purtroppo però – commenta – quanto si è verificato in questi mesi è sotto gli occhi di tutti, perfino del Presidente Ricevuto che ha ammesso i suoi fallimenti”. Su varie questioni punta l’indice Francesco Italiano, su tutte gli Ato. “Nel bilancio di previsione che si sta discutendo in commissione, non sono stati allegati neanche i bilanci degli Ato”, spiega. La strada da seguire secondo il consigliere del Pd è quella dell’uscita dalle società d’ambito, che rappresentano un grave peso per i conti dell’Ente, come ad esempio nel caso dell’Ato2, che ha un passivo di 20 milioni di euro che la Provincia dovrà coprire per la propria parte (circa il 10%). Un’altra idea è quella di ridurre i fitti passivi, investendo le risorse risparmiate nella costruzione di edifici scolastici.
E’ vero che Ricevuto ha un’ampia maggioranza in Consiglio, ma i numeri in certe occasioni rischiano di essere ribaltati. Questo il presidente della Provincia lo sa e da buon politico, in questa fase, ha scelto la via della mediazione per evitare spiacevoli episodi durante i lavori per l’approvazione del bilancio, prima che l’aria da tesa divenisse ardente. Dal fronte dell’opposizione, la conferenza di stamattina, ha fatto capire che il Pd in particolare è disposto a dialogare, ma purché le priorità individuate dallo stesso centrosinistra vengano prese in considerazione della maggioranza. Una prova importante sarà proprio quella del Bilancio; Rao ha già annunciato da giorni che presenterà diversi emendamenti, sperando che vengano inseriti nella delibera: sul fondo antricrisi, sul Consorzio Fidi, in materia di occupazione, sulla lotta alla povertà. Se così non dovesse essere il Pd si giocherà le sue carte. Non una mozione di sfiducia, praticamente impossibile da presentare per la mancanza dei numeri necessari, ma l’ostruzionismo in aula è un’ipotesi che potrebbe essere tenuta in seria considerazione. (vedi in basso articoli correlati)
EMANUELE RIGANO
