Presentato oggi a Palazzo Zanca il documento finale. Sei i progetti bandiera. Il sindaco Buzzanca: «Questo un punto di partenza, adesso il confronto. Il consiglio comunale fucina di idee e proposte». Il presidente della Provincia Ricevuto: «Teniamo fuori il colore politico, si pensi ad una vera area dello Stretto». Entro fine mese il Piano andrà in giunta
«Dobbiamo diventare il Ponte della Sicilia, guardando a Reggio Calabria ed al Mediterraneo». A parlare è Gianfranco Scoglio, assessore allo Sviluppo economico, -padrino- del Piano Strategico Messina 2020, il cui documento finale è stato presentato stamattina a Palazzo Zanca. Il Piano, come dice la parola stessa, è uno strumento che disegna sulla carta le strategie che dovranno poi essere applicate in concreto. Per far questo, ha specificato Scoglio, «tutte le istituzioni devono definire insieme la strategia dell’area dello Stretto. La gente deve credere realmente ad un processo unificativo dell’area. E, in tal senso, l’opera più importante è senza dubbio il Ponte, che cambia totalmente la visione di area. Messina e l’area dello Stretto erano un’area produttiva. E’ essenziale mettere a servizio degli altri ciò che ognuno ha». Da qui l’idea di una tavola rotonda, attorno alla quale si sono seduti i vertici istituzionali di Messina e Reggio Calabria, coordinati dall’amministratore delegato di Nomisma, Giorgio De Rita.
I PROGETTI BANDIERA
Sei i progetti bandiera individuati come fulcro del Piano Strategico. Il -braccio operativo- è UrbanLab, il centro di coordinamento e di monitoraggio della fase attuativa del Piano stesso. Allo scopo è già stato sottoscritto un protocollo tra Comune, Provincia e Camera di commercio di Messina per il coordinamento nella pianificazione strategica e si sta ragionando sulla localizzazione presso i locali della Fiera. Altro progetto bandiera: dal Polo tecnologico al Parco scientifico dell’area dello Stretto: «Un’esperienza possibile – ha commentato il direttore generale di Area Science Park Trieste, Giuseppe Colpani – quel che conta è la competitività delle imprese e l’offerta di servizi». Anche in questo caso è in corso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa ed è prossima l’attivazione di centri testing e laboratori. In quest’ottica va letto anche il rilancio del progetto della zona franca urbana, con -cantieri sociali, cantieri fisici e cantieri imprese-.
Il ridisegno dell’affaccio a mare, con un più generale obiettivo di creare una città accogliente: vivibile, attrattiva e portuale, sta alla base del terzo progetto strategico. «E’ necessario – ha detto a questo proposito l’arch. Oriol Capdevilla di Mbm Arquitectes (studio Bohigas) – fare in modo che la città arrivi a mare. Penso allo spostamento della stazione ferroviaria a Gazzi, ma anche all’eliminazione di tutti gli altri ostacoli che vi si frappongono. Bisogna puntare su tre poli: un polo logistico vicino Tremestieri, un polo direzionale vicino alla nuova stazione di Gazzi e un polo ricettivo-turistico. Ma per procedere lungo questa strada, è indispensabile la sinergia tra gli enti sul territorio». Gli fa eco l’arch. Consuelo Nava di Cooprogetti: «Sono stati individuati gli interventi prioritari all’interno dei progetti bandiera come, ad esempio, il completamento della parte turistica a Nord, la riqualificazione di Mortelle-Tono, Capo Peloro, Torre Faro, ma anche la portualità commerciale e ricettiva connessa alla cantieristica». In quest’ambito rientra anche uno studio di fattibilità per la valorizzazione del sistema dei Forti Umbertini.
Si è parlato di welfare, un nuovo welfare che non si basi solo sull’assistenzialismo, ma anche sull’impresa sociale. E ancora, ultimo progetto bandiera, la realizzazione di un centro polifunzionale a gestione partecipata dei giovani. Giovani che, come ricordato dal dirigente scolastico del Liceo delle scienze sociali -Bisazza-, Anna Maria Gammeri, hanno partecipato alla «stesura del Piano Strategico, un invito che è servito a farli sentire parte attiva all’interno delle istituzioni e della vita presente e futura della città».
GLI INTERVENTI ISTITUZIONALI
Diversi gli interventi nel corso della giornata. Una città che sa immaginarsi città concreta – ha affermato il sindaco Giuseppe Buzzanca – è una città che sa voltare pagina. Con la redazione del Piano strategico, intendiamo puntare sulla pianificazione e sulla progettazione, anche perché sessanta chilometri di costa sono utilizzati, oggi, solo al 10 per cento . “Messina 2020” è il contributo che vogliamo dare alla città, al suo futuro e, soprattutto, a quello dei suoi giovani. Questo è un punto di partenza. Una scommessa che adesso passa da un confronto serrato, ma sereno». E qui Buzzanca, dopo il -bastone- degli ultimi tempi, tira fuori la -carota- per il consiglio comunale: «Esso non è solo organo di controllo, ma anche fucina di idee e di proposte». Ha parlato anche il vicepresidente del Senato Domenico Nania: «Questo progetto di rinascita deve riguardare tutta la classe politica messinese». Concetto ribadito dal presidente della Provincia Nanni Ricevuto: «Per uscire dallo stato di marginalità nel quale i territori di Messina e Reggio Calabria si trovano, abbiamo capito che è necessario tenere fuori il colore politico e procedere lungo la stessa strada per la formazione di una reale e concreta area dello Stretto».
Investire sul capitale umano e sulla società della conoscenza, utilizzare gli elementi di studio, di progettazione e di programmazione che può fornire l’Università: questi i concetti espressi dai rettori degli atenei dello Stretto, Francesco Tomasello (Messina) e Massimo Giovannini (Reggio Calabria). Per l’ing. Francesco Di Sarcina dell’Autorità portuale è fondamentale «fare sistema tra i porti esistenti mettendo a frutto le potenzialità di ognuno ed esaltandole, evitando duplicazioni». Antonino Messina, presidente della Camera di Commercio, sottolinea che «non si può non considerare la grande perdita subita da Messina negli anni, che deve recuperare e collegarsi di più con la provincia». Infine, i rappresentanti istituzionali di Reggio Calabria, l’assessore comunale alle Politiche comunitarie Giovanni Bilardi e il vicepresidente della Provincia Gesualdo Costantino Santini, hanno puntato su due aspetti: la costruzione del Ponte, «che riteniamo essenziale», e la vicinanza istituzionale tra le due città dello Stretto su porti e aeroporto. Il significato di fondo dell’intero Piano è sintetizzato dal prof. Alberto Tulumello di Eures Group, il quale ha rimarcato l’importanza di «fare rete, connettere e crescere». Finora Messina nella rete è rimasta intrappolata, e l’unica crescita alla quale si è assitito è quella di centinaia di palazzine che hanno devastato il territorio. Di strategia neanche a parlarne. Oggi, condivisibile o meno nei contenuti, si sta facendo un tentativo, con l’auspicio che non rimanga tutto chiuso a chiave in un cassetto.
(foto Dino Sturiale)
