Il presidente del consiglio comunale affronta il tema del divario infrastrutturale, economico e sociale tra Nord e Sud del Paese: «Il diritto alla comunità territoriale non può essere riconosciuto solo a chi grida più forte (Lega)»
Quello della cosiddetta “questione meridionale” non è certo un problema nato oggi. Le sue origini risalgono alla fine dell’ottocento, e ancora oggi, nel 2009, si è costretti a parlare delle difficoltà economiche del Mezzogiorno e del divario sempre più ampio tra Nord e Sud del Paese. A rilanciare il tema è il presidente del consiglio comunale Pippo Previti, il quale in una nota sottolinea che «negli anni subito dopo il terremoto del 1908 c’erano più navi che collegavano Messina al continente che nella opulenta e globalizzata (si fa per dire) società moderna. E’ uno dei segni che mostra come “la questione meridionale” è sempre tragicamente attuale, anzi si avverte un palese peggioramento come mostra l’ultimo rapporto Svimez. Il gap infrastrutturale, economico e sociale non potrà essere colmata se non si alzerà il livello della indignazione e della protesta forte, ma sempre civile e democratica, delle stesse popolazioni del sud, che devono assumere sempre di più la consapevolezza dei loro diritti e del loro potere contrattuale. In questo contesto bene fa il sindaco di Messina a manifestare l’elevato e diffuso malessere della comunità nei confronti dei vertici delle Ferrovie, che da alcuni anni stanno attuando una politica di costante disimpegno nell’Area strategica dello Stretto. Non sempre, tutto può essere riconducibile al rapporto costi-benefici».
«Il diritto alla comunità territoriale – prosegue Previti – al cosiddetto servizio universale è uno dei principi inderogabili del nostro Stato. E non può essere riconosciuto solo a che grida più forte (Lega Nord). Ma il problema dei trasporti nello Stretto, e nel Meridione in generale (mancata estensione della TAV) non è legata ai costi ma ad una precisa strategia di disimpegno a favore di altri soggetti. In questa logica si spiega anche la cattiva ed a volte pessima manutenzione delle carrozze, con mancanza di aria condizionata nei vagoni, e sporcizia generalizzata che accoglie i nostri figli al ritorno dagli studi o dal lavoro dalle città del centro – nord. E’ una omissione costante, posta in essere scientemente alla quale altre autorità dovrebbero far luce».
Secondo l’esponente dell’Mpa «non è spiegabile che questo tipo di servizio funzioni perfettamente nelle linee del nord e non in quelle del sud, costringendo i passeggeri a preferire, col tempo, altri mezzi di comunicazione e d altri vettori, ponendo praticamente in essere una palese discriminazione a danno dei cittadini del Meridione, i quali non si sentono affatto sudici come vorrebbe etichettarci, anche recentemente, qualche deputato (ex) del nord. Siamo meridionali del sud, orgogliosi di esserlo così come siamo orgogliosi di essere italiani, ma stanchi di essere presi in giro con ipocrisie, disinteresse, atteggiamenti di sufficienza e di supponenza ed a una non troppo velata discriminazione. Il “coccodrillo” del meridione, per dirla giornalisticamente – conclude Previti – non è ancora stato scritto, ma se il sud dovesse andare a fondo certamente non andrà da solo. E nell’interesse dell’intera nazione recuperare, e recuperare in fretta il gap fra i due territori».
(foto Sturiale)
