Project financing sui cimiteri, il Comune deve difendersi al Tar

Project financing sui cimiteri, il Comune deve difendersi al Tar

Project financing sui cimiteri, il Comune deve difendersi al Tar

giovedì 25 Giugno 2009 - 08:14

Il raggruppamento di imprese guidato dalla Alfano Spa di Napoli ha presentato ricorso: chiede il contratto di concessione. Ma il consiglio comunale ha stoppato tutto e l’amministrazione resta in stand-by

Non è ancora chiusa la partita sul project financing sui cimiteri. Quella politica, da chiudere subito secondo un indirizzo preciso arrivato dal consiglio comunale il 21 gennaio scorso, è stata solo “interrotta”, ma potrebbe anche riprendere da un momento all’altro. Ma c’è anche quella giudiziaria, che si svolgerà di fronte ai giudici del Tar di Catania. Il 18 giugno scorso, infatti, la giunta ha incaricato il legale del Comune Aldo Tigano di difendere Palazzo Zanca da un ricorso notificato oltre un mese prima, il 6 maggio.

Il ricorso è stato presentato dalla Alfano Spa di Arzano, della provincia di Napoli, ditta capofila del raggruppamento di imprese composto anche da A&P s.r.l., Costruzioni s.r.l., Itaca s.r.l., Scurria Rosario s.r.l., Tornatore Associati s.r.l.. Si tratta dell’ATI che nel 2002 fece pervenire una proposta per la concessione della costruzione e della gestione dell’ampliamento dei cimiteri comunali. Da lì partì l’iter per il project financing, interrottosi bruscamente il 21 gennaio scorso, quando il consiglio comunale ha chiesto all’amministrazione di procedere all’annullamento del procedimento, «per la evidente ed acclarata assenza di interesse pubblico».

Il 6 giugno scorso anche l’assessore che aveva portato in aula il project, Elvira Amata, ha messo la retromarcia, dicendo che il procedimento non interessava più all’amministrazione, ma in molti, tra i consiglieri, non hanno creduto fino in fondo che questa fosse la reale intenzione della giunta. Giunta che adesso deve fronteggiare questo ricorso, presentato dalla Alfano per «ottenere la stipula del contratto di concessione relativo alla procedura di project financing indetta dall’amministrazione per la progettazione, costruzione e gestione dell’ampliamento dei cimiteri». La ditta, peraltro, aveva inoltrato ben due istanze di diffida agli uffici di Palazzo Zanca, il 2 gennaio e il 4 marzo 2008, senza ricevere risposta.

Il project, lo ricordiamo, prevedeva l’ampliamento di tredici cimiteri comunali: Gran Camposanto, Castanea, Cumia, Faro Superiore, Gesso, Giampilieri-Molino, Massa Santa Lucia, Mili San Marco, Pace, Salice, Santa Margherita, San Paolo Briga e Santo Stefano. Diversi erano i rilievi sollevati sul procedimento da due dei dirigenti che hanno seguito l’iter perché, in passato, responsabili del dipartimento Cimiteri, l’ing. Domenico Manna e l’arch. Maria Canale.

Inoltre durante l’infuocato dibattito in aula fu ricordato come la Alfano S.p.a. fosse rimasta coinvolta alcuni mesi prima in un caso di presunte tangenti al Comune di Corsano, in Puglia, scoperto dalla Procura di Lecce, e che a causa di questa inchiesta fu interdetta per sei mesi dagli appalti con la pubblica amministrazione.

(foto Dino Sturiale)

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