L’assessore Michele Bisignano ha inviato una lettera annunciando che l’Ente non parteciperà all’Assemblea dei soci. Chiesti anche relativi atti per l’approvazione dei bilanci. Situazione diversa per Ato 3 e 4
L’assessore provinciale alle Partecipate Michele Bisignano l’aveva già fatto capire nelle scorse settimane: l’Ente è pronto a lasciare molte società che risultano improduttive e dispendiose. Si procederà dunque in questa direzione, con all’ordine del giorno la situazione degli Ato. Particolare attenzione verrà riservata agli Ato 1,2 e 5. In queste società d’ambito senza alcuna modifica allo Statuto, è stato ridotto il numero dei componenti del Cda da sette a tre, come prevede la normativa vigente, ma al contempo non è stato mantenuto il componente designato dalla Provincia. Una situazione che avrebbe fatto saltare i nervi a Palazzo dei Leoni, soprattutto perché connessa alla richiesta di approvazione di bilanci “salati”, tra l’altro senza avere ricevuto relativa documentazione necessaria per l’analisi dei Conti.
“Ho inviato tra ieri e oggi ai presidenti dei vari Ato e ai sindaci dei Comuni facenti parte delle società d’ambito – spiega Bisignano – una lettera con la quale illustro la nostra posizione. Ormai da tempo i Cda di questi tre Ato risultano eletti in violazione delle disposizioni statutarie, che prevedono, all’art.17, la presenza di un componente designato di questo Ente. Conseguentemente, in difetto di regolare composizione del Consiglio di Amministrazione, la Provincia Regionale di Messina, riservandosi comunque eventuali iniziative in merito, non parteciperà all’Assemblea dei Soci”. L’articolo 17 a cui fa riferimento Bisignano indica effettivamente che “la nomina di un Consigliere è riservata alla Provincia ai sensi dell’articolo 2458 del codice civile, così come è riservata ai Comuni con meno di 10 mila abitanti”. Ciò non cambia anche se i componenti sono passati da 7 a 3, in quanto lo Statuto non è stato conseguentemente modificato e resta ovviamente vigente. “In ogni caso – continua Bisignano -, al fine di esercitare il diritto di controllo previsto dalla legge, abbiamo chiesto la trasmissione del bilancio e relativi atti allegati sottoposto agli azionisti per l’approvazione”. Ma che ancora la Provincia non ha ricevuto.
L’escamotage sul quale Palazzo dei Leoni farebbe leva per uscire da questi tre Ato, sarebbe legato al passaggio normativo secondo il quale solo i comuni sarebbe obbligati a partecipare alla società d’ambito, mentre dagli Statuti si legge che “si rende necessaria” la partecipazione della Provincia alla società per azioni costituite tra i comuni dell’ambito.
Situazione diversa invece per ciò che riguarda la gli Ato 3 e 4. Per quanto riguarda l’Ato 3 Messina, nonostante anche in questo caso il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione è passato da sette a tre, il rappresentante della Provincia (Briante) è rimasto. Più complessa la situazione dell’Ato 4. Sarà il Consiglio Provinciale ad essere investito dell’approvazione della modifica allo statuto per la riduzione dei componenti del Cda. La delibera, già pronta, dovrebbe essere inviata presto in aula. Stesso iter toccherà ai consigli dei comuni di riferimento.
Emanuele Rigano
