Quale futuro per il Margherita? Garofalo (Pdl): «Si prenda una decisione». Dite la vostra su Tempostretto.it

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Quale futuro per il Margherita? Garofalo (Pdl): «Si prenda una decisione». Dite la vostra su Tempostretto.it

giovedì 02 Luglio 2009 - 07:53

Mentre a Palazzo Zanca si cercano carte per capire di chi è la proprietà dell’ex ospedale, interviene il deputato nazionale: «Si decida presto evitando gli errori del passato». La Cisl: «Compatibili centro riabilitativo e polo culturale». Esprimetevi attraverso i commenti e il sondaggio

Il futuro dell’ex ospedale Regina Margherita è da qualche giorno al centro del dibattito politico, e non solo. La decisione della Regione Siciliana di inserire l’ex nosocomio tra gli immobili del piano di dismissione, con “allegata” ipotesi di trasformazione in un complesso alberghiero, ha provocato reazioni da più parti, compresi i vertici dell’amministrazione comunale (dal sindaco Buzzanca al suo vice Ardizzone, entrambi deputati regionali). Peraltro in questi giorni a Palazzo Zanca è in corso una certosina ricerca di carte e documenti per dimostrare quella che, in mancanza di certezze provate, per il momento è solo un’ipotesi: la struttura potrebbe appartenere, infatti, al Comune e non alla Regione, il che cambierebbe del tutto le carte in tavola.

Da ieri anche i lettori di Tempostretto.it possono dire la loro, votando il sondaggio (vedi parte destra della home page) che elenca alcuna delle soluzioni di cui si è parlato in questi giorni. Il nostro giornale è aperto a raccogliere, e dunque divulgare, eventuali proposte alternative provenienti da voi lettori, che potete comunicarci attraverso i commenti a questo o agli altri articoli sull’argomento o inviandoci una e-mail (info@tempostretto.it).

Intanto a dire la sua è il deputato nazionale del Pdl Vincenzo Garofalo, che analizza le proposte sulla trasformazione in un polo riabilitativo o in un centro culturale: «Entrambe le ipotesi sono da approfondire, ma bisogna decidere ed in fretta, per non consentire ad altri di colmare il nostro “vuoto decisionale”. Dobbiamo chiederci oggi se sia più opportuno ripercorrere l’ipotesi del polo riabilitativo, evitando però di commettere gli errori del passato che hanno determinato l’interruzione di un iter già avviato, a pochi passi dalla stipula del contratto di appalto, oppure intraprendere una soluzione di tipo diverso, come il Centro culturale. Dobbiamo farlo tenendo conto delle reali esigenze del territorio, anche sotto il profilo occupazionale, tenendo conto pure di altre strutture esistenti (come nel settore sanitario) e di altre quali il Palacultura e le aree della cittadella fieristica che possono fare parte di un unico impianto culturale».

«La possibile trasformazione in un complesso alberghiero – prosegue – è pure affascinante ma c’è da chiedersi se, in una città dove il settore alberghiero appare già saturo anche per le nuove realizzazioni, ci sia spazio per un ulteriore complesso ed eventualmente con quali caratteristiche. Cosa dovrà sorgere al posto del Regina Margherita va deciso proprio a Messina senza ulteriori indugi soprattutto tenendo conto di progetti fattibili, di finanziamenti disponibili o comunque facilmente intercettabili. Dobbiamo approfondire qualunque ipotesi per capire quale avrà maggiori ricadute per l’economia cittadina, evitando di creare strutture che finiscano col non essere integrate nel territorio. L’importante – conclude Garofalo – è prendere una decisione, perché mentre a Messina si discute a Palermo basta un colpo di penna per mettere ai saldi un patrimonio storico, immobiliare, di grande prestigio e valore».

Sul Margherita è intervenuto anche il segretario provinciale della Funzione Pubblica Cisl, Saro La Rosa: «Dopo 12 anni di incuria e di degrado, considerato l’obiettivo della Regione di dismetterlo, bene ha fatto il sindaco Buzzanca a dichiararsi contrario alle possibili speculazioni di privati pronunciandosi per la conferma della naturale vocazione della struttura all’erogazione di servizi e a quelli riabilitativi in particolare. Tale impostazione, fra l’altro, è in sintonia con la scelta del piano regionale sanitario che, a compensazione della dismissione di 201 posti per acuti, prevede l’ampliamento per la provincia di Messina di 151 posti per riabilitazione e lungodegenza che possono essere allocati nei padiglioni dell’ex Margherita».

«La proposta formulata dal vice sindaco Ardizzone di allocarvi una struttura culturale che ospiti la sovrintendenza e la biblioteca, a nostro avviso – continua La Rosa – non è incompatibile perché la grande dimensione della struttura Margherita può consentire l’allocazione tanto di un grande servizio di riabilitazione che di un polo culturale in sinergia con la vicina struttura museale».

(foto Dino Sturiale)

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