Servizi sociali, finalmente il Piano di zona da oltre 3 milioni di euro

Servizi sociali, finalmente il Piano di zona da oltre 3 milioni di euro

Servizi sociali, finalmente il Piano di zona da oltre 3 milioni di euro

martedì 29 Settembre 2009 - 14:09

Approvato il 21 settembre dal comitato dei sindaci del distretto socio-sanitario D26, oggi è stato presentato dall’assessore Aliberti. Buzzanca: «I servizi sociali devono far parte dei servizi essenziali». La Cisl: «La concertazione non è una perdita di tempo»

«Le polemiche non sono mancate, non mancano e non mancheranno». E’ quasi profetico il sindaco Giuseppe Buzzanca nel suo intervento di stamani, alla presentazione del Piano di Zona 2010-2012 del distretto socio-sanitario D26. Una profezia facile, perché non poche sono state in effetti le polemiche, sollevate soprattutto dalla Cisl. sui ritardi coi quali è stato predisposto il Piano di Zona e sull’assenza di un documento concertato coi sindacati. Secondo il sindaco, oggi al fianco dell’assessore alle Politiche sociali Pinella Aliberti, «la priorità devono essere le categorie più disagiate. Quello di oggi è un passo in avanti, ma non possiamo nascondere che ci sono delle carenze, a causa del fatto che le risorse si assottigliano sempre di più. I servizi sociali devono far parte dei servizi essenziali, e su questo dobbiamo far fronte comune tutti. Compreso il consiglio comunale, dal quale mi aspetto un apporto più costruttivo».

Per Mariella Crisafulli, componente della segreteria provinciale della Cisl, «non si può non condividere quanto ha detto il sindaco Buzzanca sulla necessità di stare vicini ai meno abbienti. Ma la concertazione non può essere considerata una perdita di tempo. Anche oggi, dopo averlo fatto ieri durante la riunione presso l’assessorato regionale alle politiche sociali, abbiamo ribadito che è stato seguito un percorso diverso da quello che doveva portare, così come è nello spirito della Legge, a un documento concertato e condiviso con tutti i componenti del Gruppo Piano e non solo di una parte di essi. Qualcuno può pensare che la concertazione sia una perdita di tempo, noi invece riteniamo che uno strumento di partecipazione responsabile nel rispetto dei ruoli e certamente rappresenta lo strumento per una efficace valutazione dei bisogni con l’individuazione di obiettivi strategici, di priorità per arrivare a scelte condivise».

La Cisl chiede «una maggiore assunzione di responsabilità sociale da parte di tutti i soggetti coinvolti, con trasparenza in merito agli obiettivi prefissati; un monitoraggio continuo in considerazione del veloce mutare delle condizioni sociali mirato a una conoscenza e a un approccio più puntuale dei bisogni che permetta di programmare i servizi in maniera coerente, articolata e diversificata; l’attivazione di un organo di controllo sui servizi erogati, sulla loro qualità, sul grado di soddisfacimento dei cittadini; una Carta dei Servizi che vuol dire informazione e orientamento sui servizi offerti e potenziali affinché i cittadini siano messi nelle migliori condizioni per scegliere quale, fra i servizi accreditati, risponda più adeguatamente ai propri bisogni; l’istituzione di una apposita sezione sul sito web del Comune capofila che diventi strumento informativo, di diffusione pubblica ma anche di garanzia, imparzialità, trasparenza ed efficienza, con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini l’offerta sociale, le modalità di accesso».

Tornando al Piano di zona, ecco nel dettaglio «le realtà progettuali – ha detto la Aliberti – che proviamo ad esaltare», un piano complessivo da 3 milioni 309 mila euro. Le proposte per il primo anno sono destinate al Centro Socio – Educativo Happy Day a San Filippo (700 mila euro); Gruppi Appartamento (96.170 euro); Sostegno al reddito (1.420.000 euro); Inclusione sociale e lavorativa (187.200 euro); Centro di aggregazione sociale per giovani (CAS) (70.220 euro); Tempo per le famiglie (121.981 euro); Prevenzione delle dipendenze attraverso interventi di sostegno alla genitorialità (98.745 euro); Accesso territoriale integrato per gli interventi socio-sanitari (ATI/PUA) (56.880 euro); Turismo sociale (558.000 euro). Per il secondo anno le proposte sono destinate al Centro Socio – Educativo Happy Day (692.619 euro); Gruppi appartamento (96.170 euro); Sostegno al reddito (1.600.400 euro); Inclusione sociale e lavorativa (302.640 euro); Centro di aggregazione sociale per giovani (CAS) (70.220 euro); Tempo per le famiglie (115.000 euro); Prevenzione delle dipendenze attraverso interventi di sostegno alla genitorialità (98.745 euro); Centro di ascolto di prima accoglienza (155.000 euro); Sportello donne in difficoltà (178.401), e per il terzo anno Assistenza domiciliare anziani (2.252.880 euro); Tutoring educativo (476.320 euro); Assistenza domiciliare H (560.000); Affidamento familiare (19.999).

(foto Dino Sturiale)

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