Politiche 2022, in Calabria trionfa Cinquestelle. E insidia il centrodestra in alcuni collegi - Tempostretto

Politiche 2022, in Calabria trionfa Cinquestelle. E insidia il centrodestra in alcuni collegi

mario meliado

Politiche 2022, in Calabria trionfa Cinquestelle. E insidia il centrodestra in alcuni collegi

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lunedì 26 Settembre 2022 - 09:15

REGGIO CALABRIA – L’ufficialità è ancora di là da venire, complessivamente, considerato che prima si ultimerà lo spoglio per il Senato della Repubblica (la “Camera Alta” italiana, che la ‘nuova’ Costituzione vuole fortemente impostata su base regionale) e solo dopo inizieranno gli scrutini per la Camera dei deputati. Proviamo a tracciare la “geografia” almeno parziale degli eletti in Parlamento.

La premessa nazionale

I soggetti politici sopra il 5% – in termini di coalizioni, intendiamo – sono solamente quattro: il centrodestra che su scala nazionale stravince col 44,07%, il centrosinistra miglior perdente col 26,28%, a seguire il Movimento Cinquestelle che raggiunge largamente la “ciambella di salvataggio” perseguita da Giuseppe Conte col 15,16% e infine il Terzo polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda che si ferma a un comunque assai apprezzabile 7,75 per cento.

Il soggetto politico più votato, sùbito alle spalle delle quattro coalizioni (o mini-coalizioni) largamente attese alla prova del voto, è ItalExit, che sfiora il 2% e dunque malgrado i tanti sondaggi che lo vedevano a ridosso della soglia di sbarramento del 3% non entra in Parlamento; inutile dire che fanno peggio tutti gli altri. Per cui, a parte eventuali conquiste di seggi uninominali – com’è noto, visto il Rosatellum, molto molto difficili per forze politiche non ‘strutturate’ e fuori da contesti di coalizioni ‘larghe’ –, solo le liste collegate alle quattro note coalizioni avranno rappresentanti a Camera e Senato.

Ovviamente, non tutte le ‘bocciature’ sono d’ugual peso politico. Per cui, al di là della formale nascita di Unione popolare giusto da un paio di mesi, incassa un uppercut l’ex pm di Catanzaro Luigi de Magistris; micidiale il colpo rimediato da Cateno De Luca, che ha tentato d’esportare la logica del “sindaco d’Italia” rimediando però un secco risultato negativo in ogni luogo extraSicilia. Malissimo Impegno civico, il movimento del ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio, che al Governo aveva un avamposto importante nel sottosegretario al Sud Dalila Nesci.
Soprattutto, da ItalExit a Italia sovrana e popolare non “sfondano” i soggetti politici che strizzavano l’occhio – in vario modo e con diversa intensità – agli euroscettici e soprattutto ai ‘no vax’.

Dato politico calabrese

In Calabria, il dato politico è completamente diverso dallo scenario nazionale.
Non solo non trionfa Fratelli d’Italia, a dispetto di candidature di peso come la riproposizione della leader calabrese Wanda Ferro (al proporzionale e nel collegio uninominale di Catanzaro) e del predecessore nel ruolo Ernesto Rapani (nel collegio senatoriale Calabria Nord, dove a lungo nella progressiva conta dei voti è rimasto dietro la candidata pentastellata Maria Saladino). Soprattutto, “spacca” nuovamente Cinquestelle, in Calabria il primo partito: le percentuali per il partito guidato dall’ex premier Giuseppe Conte non sono ovviamente le stesse del 2018, quando in molta parte della Calabria conquistò da solo un’inopinata maggioranza assoluta, ma il M5S si posiziona comunque in modo lusinghiero – e difficile da prevedere – sopra il 28 per cento, dato che va a costituire un’autentica roccaforte nazionale per il movimento.

Guardando al centrodestra, Fratelli d’Italia col 19,2% si piazza seconda forza in Calabria; la terza forza è comunque nella medesima coalizione ed è Forza Italia, che col 16,29% si candida a sua volta per rappresentare un unicum nazionale, grazie al traino della famiglia Occhiuto (capolista per Palazzo Madama l’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto mentre Governatore calabrese è il fratello Roberto, ex capogruppo azzurro alla Camera) e del dominus del centrodestra reggino Ciccio Cannizzaro.
Nello stesso schieramento, si registrano però in Calabria anche due pesanti sconfitte. Quella della Lega, intanto, che non raggiunge neanche il 6%: la “resa dei conti” nazionale verso l’ex vicepremier Matteo Salvini è solo questione di tempo, ma scricchiola di brutto anche la seggiola del commissario regionale, l’ex sindaco di Rosarno Gianfranco Saccomanno.

E poi crolla Noi moderati, che sicuramente non fa bene neanche a livello nazionale ma in Calabria – a dispetto dell’aggregazione di Coraggio Italia, Italia al centro, Noi con l’Italia e Udc – non centra neppure l’1 per cento, assicurandosi poco più di 5.500 voti nell’intera regione.

Nel centrosinistra, il Pd “non traina” fermandosi al 14,5%; male le altre tre forze, tutte sotto la soglia dell’1,5 per cento.

Eletti al Senato

Quando mancano giusto i dati delle ultime 37 sezioni elettorali sulle 2.401 complessive calabresi, per i collegi uninominali del Senato Ernesto Rapani quando mancano i dati giusto degli ultimi 9 seggi sui 1.088 complessivi, nel collegio Calabria Nord vince ugualmente il candidato di Fdi/centrodestra Ernesto Rapani: qui però Cinquestelle è andato davvero vicinissimo a strappare un collegio uninominale insperato, grazie  all’inebriante 35,68% di Maria Saladino, “sotto” giusto di 8mila suffragi e rotti. Nel collegio Calabria Sud, invece, nettissima la vittoria di Tilde Minasi (che già alle Politiche immediatamente precedenti era stata ‘recuperata’ al Senato, ma aveva poi optato per restare in forza alla giunta Occhiuto). Quando si attende l’esito ufficiale giusto delle ultime 26 sezioni elettorali sulle 1.313 complessive di collegio, la Minasi è incolmabilmente avanti, al 44,77%: staccato di oltre 20 punti – poco meno di 80mila suffragi – l’uscente pentastellato Giuseppe Fabio Auddino, peraltro candidato anche al proporzionale, ma in posizione “scomoda”.

Al plurinominale il centrodestra conquista il 42,08%; segue Cinquestelle col 29,38%; il centrosinistra è solo terza coalizione su scala regionale, fermandosi al 17,78%; decisamente male il Terzo polo, che resta sotto la soglia psicologica del 4% (3,9 fin qui) benché vanti alcuni amministratori d’esperienza e, a Reggio Calabria, sia il sindaco facente funzioni della città (il renziano Paolo Brunetti) sia il sindaco metropolitano facente funzioni (il dirigente nazionale di Azione Carmelo Versace).

Dei quattro seggi senatoriali da attribuire con le liste bloccate, scontata l’elezione dei capilista di Cinquestelle, l’ex procuratore generale presso la Corte d’appello di Palermo – già magistrato antimafia di lungo corso – Roberto Scarpinato; di Fratelli d’Italia, l’assessore regionale al Turismo in carica Fausto Orsomarso, e di Forza Italia Mario Occhiuto; da verificare coi dati ufficiali, ma Nicola Irto segretario regionale del Partito democratico resterebbe fuori, a favore di un secondo seggio pentastellato a favore dell’uscente Elisa Barbuto.

Così alla Camera

Per quanto riguarda i deputati, il centrodestra potrebbe vincere tutti i collegi uninominali (ancora molto più incerta l’attribuzione dei seggi plurinominali), ma in un paio di collegi la cosa si deciderà “sul filo di lana”.
Così per esempio sarà aggiudicata la sfida tra Domenico Furgiuele e la pentastellata Vittoria Baldino nel collegio di CoriglianoRossano; staccato il sindaco di Cassano Jonio Giovanni Papasso (ormai manca giusto l’ultimo seggio elettorale, in termini di dati). Soprattutto, a Cosenza città potrebbe spuntarla l’uscente Anna Laura Orrico, già sottosegretaria pentastellata alla Cultura:  poco più di 300 suffragi la vedono avanti, in atto, rispetto all’uscente di Forza Italia Andrea Gentile quando mancano i risultati di sole due sezioni elettorali.

Nessun problema per la rielezione della meloniana Wanda Ferro, largamente in vantaggio nel collegio camerale di Catanzaro, dove stacca di una decina di punti l’uscente pentastellata Elisa Scutellà.

Il centrodestra “sbanca” invece a Reggio Calabria e dintorni: nessun dubbio praticamente da sùbito sulla rielezione di Ciccio Cannizzaro, responsabile nazionale Mezzogiorno e coordinatore forzista metropolitano a Reggio Calabria, eletto – dato definitivo – col 47,60% nel collegio cittadino, staccando di oltre 26 punti i due competitor “incollati”, l’assessore comunale reggino Mimmo Battaglia (21%) e Fabio Foti di Cinquestelle (ottima performance, il suo 20,40%: giusto 800 voti meno del candidato del centrosinistra). Quarto il consigliere comunale e metropolitano delegato renziano Giovanni Latella (4,40%). Così come dell’ex presidente del Consiglio regionale e collega di partito di Cannizzaro Gianni Arruzzolo, che nel Vibo-Piana di Gioia Tauro conquista il 48,81% – dato definitivo, in questo caso – staccando di quasi 27 punti percentuali l’uscente di Cinquestelle Riccardo Tucci.
Resta il dato che, nel Reggino, è proprio il M5S l’unico – magari flebile – concreto argine allo strapotere del centrodestra e di Forza Italia in particolare.

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