L'ad della Stretto di Messina insiste, dopo il decreto legge del governo Meloni, nonostante il peso dei rilievi della Corte dei conti
“Entro l’estate prevediamo l’avvio della fase realizzativa del Ponte sullo Stretto”. Nonostante il peso dei rilievi e delle riserve della Corte dei conti, l’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci dichiara all’Ansa il suo ottimismo. Così l’ad: “Nessun allungamento dei tempi. Secondo la tempistica riportata nella relazione di accompagnamento al decreto legge ‘commissari’, entro l’estate prevediamo di partire”.
Lo scorso 5 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. L’obiettivo del governo è quello di superare i rilievi della Corte del conti con una nuova delibera del Cipess. Compito che verrà affidato al ministero del Trasporti e non a un commissario straordinario come inizialmente ipotizzato (nello specifico, il nome che circolava era proprio quello di Ciucci). La decisione di non ricorrere al commissario era stata presa dopo un confronto tra il ministro Salvini e il presidente della Repubblica Mattarella.
ll ponte e il peccato originale della mancata gara
La notizia conferma la volontà del governo Meloni di trovare una soluzione che non fermi l’avvio della grande opera. Un tema centrale è però quello della mancata gara, come rilevato dalla Corte dei conti. Le modifiche apportate ai contratti originari risultano sostanziali, al punto da configurare le condizioni che “avrebbero attratto ulteriori partecipanti alla procedura di aggiudicazione”. Tra queste modifiche, si evidenziano il cambio radicale nelle modalità di finanziamento, passato da un modello con il 60% di risorse da reperire sui mercati internazionali, senza garanzia dello Stato, a un modello finanziato integralmente su risorse pubbliche. E ancora: le novità negli indici di aggiornamento del corrispettivo del contraente generale e la riduzione della quota di prefinanziamento a carico del contraente generale, passata dal 15% proposto in gara fino a un limite del 5%.
Ne deriverebbe la necessità di una nuova competizione concorrenziale. E l’amministrazione “non ha fornito la documentazione necessaria per dimostrare che l’aggiornamento dei costi non avesse superato il limite del 50% previsto dalla stessa direttiva, al di sopra del quale una gara diventa obbligatoria”.
La battaglia politica sul ponte, tra l’Italia e l’Europa, è destinata ancora a continuare.

Gli annunci riguardanti il ponte sono come quelli del mostro di Loch Ness.
Oggi esistono tecnologie che permettono di trattare distanze di 3000 metri come se fossero 500 metri.
A tutti quelli che dicono “NO”, pensate davvero che se la distanza tra le due sponde fosse stata di 500 metri il ponte non si sarebbe già costruito?
I verdi soprattutto avrebbero gridato alla scandalo dicendo: In tutto il mondo si costruiscono ponti sospesi di chilometri e noi in Italia non siamo capaci di realizzare un opera che libererebbe finalmente dallo smog e dal traffico una città come Messina che da cinquant’anni è serva.
Il è progresso e ricchezza. Che ben venga Il PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA.
(Re) incipit lamentatio Ieremiae prophetae….
Lobby e lobbisti ne abbiamo? Quanto vale Messina per questa gente?
Ciucci fa ponti sullo stretto e De Luca taglia quelli con i partiti!
Antonio ma se i cittadini fossero tutti per il si, Salvini avrebbe ottenuto il nulla osta dalla Corte dei Conti?
Perché vi scaldate tanto con chi non è d’accordo?
Non esistono ponti per il transito ferroviario a campata unica che raggiungano i 2000 metri. Ad oggi la campata più lunga costruita raggiunge i 1900 metri. Non si tratta di lunghezza, bensì di resistenza alle forti sollecitazioni dovute al transito dei convogli.
Ciucci non ha digerito la mancata nomina a commissario di se stesso e vaneggia, raccontando l’ennesima favola ai creduloni messinesi, ma creduloni non fa rima con leoni…