Ponte sullo Stretto, Nicita (Pd): "L'Art non ha approvato nulla"

Ponte sullo Stretto, Nicita (Pd): “L’Art non ha approvato nulla”

Marco Olivieri

Ponte sullo Stretto, Nicita (Pd): “L’Art non ha approvato nulla”

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sabato 30 Maggio 2026 - 16:00

Il senatore dem contesta l'interpretazione del parere dell'Autorità, da parte della Stretto di Messina, e presenta un'interrogazione. La replica della società: "Piano giudicato adeguato"

“La società Stretto di Messina, nel solco della nota propaganda di governo, parla di ‘parere positivo’ dall’Autorità di regolazione (Art) e di ‘passo avanti’. Ma affermare che il parere Art “approvi” il Piano economico-finanziario è una clamorosa fake news. Infatti, non solo Art non usa mai la parola ‘positivo’ o ‘approvato’, ma nel suo parere l’Autorità elenca una preoccupante dozzina di nuovi e pesanti rilievi”. A dichiararlo all’agenzia Askanews il senatore Antonio Nicita (nella foto con Antonella Russo), vicepresidente del gruppo Pd in Senato, che ha depositato una nuova interrogazione al ministro delle Infrastrutture Salvini e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti.

antonella russo e nicita

Sostiene il senatore dem: “Nessun recupero di efficienza per trent’anni, poste figurative anomale, rischio traffico e inflazione scaricati fuori dal concessionario e un canone ferroviario stimato a zero che fa finire tutti i costi comuni sul pedaggio stradale. Definire ‘positivo’ questo elenco di criticità, con l’Autorità che chiede di fatti un nuovo Piano, è pura propaganda, significa riscrivere il documento mentre lo si cita. C’è poi il nodo delle tariffe perché i 27,43 euro a veicolo del vecchio Piano sono una media di sistema che regge solo scaricando prezzi più alti a Tir e immaginando esplosione di volumi. Chiediamo che il Piano economico-finanziario integrale e la Convenzione aggiornata siano trasmessi alle Camere affinché tutti possano apprezzare e verificare i nuovi rilievi critici posti dall’Autorità di trasporti” (fonte Askanews).

La replica della società Stretto di Messina: “Piano economico giudicato adeguato”

Ed è arrivata la replica della società Stretto di Messina: “Ai sensi del decreto-legge n. 32/2026, convertito nella legge 71/2026, l’Art – Autorità di Regolazione dei Trasporti ha definito il Piano Economico Finanziario “adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto” evidenziando che dovrà essere accompagnato da un monitoraggio strutturato e periodico, già previsto nella Convenzione di concessione tra la Stretto di Messina e il concedente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Appaiono quindi destituite di fondamento alcune dichiarazioni sulle politiche tariffarie, riportate dai media nella giornata odierna. La tariffa di 27,43 euro per i veicoli, indicata nel PEF e richiamata nel parere positivo dell’Art, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le autovetture che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta. Non risponde al vero, inoltre, che vengano “caricati prezzi più alti ai Tir”, per i quali sono previste tariffe di attraversamento sul ponte anche in questo caso sensibilmente inferiori a quelle attuali”.

E ancora: “Le tariffe per il traffico veicolare garantiscono nel periodo di esercizio dell’Opera l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, promuovendo al contempo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria con costi sensibilmente inferiori alle attuali tariffe di attraversamento”.

Nicita: “Flotta sostenibile, traghettamento gratuito e servizi portuali avanzati”

Ritornando al senatore Nicita, di recente ha presentato in città una proposta di legge speciale per “Messina città metropolitana porta del Mediterraneo“. E Si prevede lo stanziamento di un miliardo per dar vita a nuove “prospettive economiche, infrastrutturali e sociali della città nel segno del rilancio e dello sviluppo del territorio”. Ha messo in rilievo il senatore: “Il paradosso di Messina è che la città metropolitana serve l’Europa ma la ricchezza non resta nel territorio. E si registrano oltre mille residenti persi all’anno. A proposito di servitù dello Stretto, la condizione di Messina non è solo insularità. Ma la compresenza di insularità e di una funzione di attraversamento nazionale che genera costi non compensati dalla finanza locale ordinaria”.

Il senatore fa riferimento all’articolo 119, sesto comma, della Costituzione in merito al riconoscimento “delle peculiarità delle Isole” e la necessità della Repubblica di promuovere “le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”. E “la soluzione è un piano speciale per Messina 2030, con un miliardo in cinque anni”.

Ecco i punti del progetto: “Piattaforma logistica con integrazione ferro-mare e potenziamento approdi; Polo del mare e cantieristica e servizi portuali avanzati; Zes dello Stretto, Zona economica speciale, con missione logistica e dell’innovazione; capitale umano e innovazione; flotta sostenibile con transizione ecologica ed elettrificazione; rinnovo reti idriche e fognarie; traghettamento gratuito per i residenti e le imprese”.

Si tratta di un masterplan quinquennale 2027-2031, con un miliardo interamente coperto sul piano finanziario, senza nuove tasse, e una governance affidata a un’Agenzia per lo sviluppo dello Stretto. Da utilizzare pure i fondi inattivi previsti per il ponte sullo Stretto. Il tutto trasformando “il porto da punto di transito a piattaforma di servizi avanzati”. E un piano per le imprese di decontribuzione di 36 mesi per “trattenere il talento”, passando da servitù nazionale a piattaforma europea.

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