Il sindacato chiede, come in passato, un'autorizzazione che consenta eventuali dragaggi immediati, senza lunghe attese
La riapertura del porto di Tremestieri e la rimessa in funzione anche del secondo scivolo rappresentano una notizia positiva per la città di Messina, messa a dura prova nelle ultime settimane dal ritorno del traffico pesante nel centro urbano e lungo il viale della Libertà, con gravi ripercussioni sulla viabilità, sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita dei cittadini.
Ma la UILTrasporti Messina avverte con chiarezza: la riapertura dello scalo non può e non deve essere considerata la soluzione definitiva del problema.
Come emerso dagli stessi sopralluoghi tecnici, il fenomeno dell’insabbiamento dell’imboccatura portuale permane. Oggi non impedisce l’attracco delle navi, ma resta una criticità strutturale, prevedibile e ciclica, che rischia di riproporsi puntualmente a ogni evento meteo-marino significativo. Il fatto che il porto abbia “retto” alla recente ondata di maltempo è dipeso anche da circostanze favorevoli, non certo da una messa in sicurezza definitiva dell’infrastruttura.
«L’insabbiamento del porto di Tremestieri è un fenomeno tecnicamente gestibile – dichiara Antonino Di Mento, segretario generale UILTrasporti Messina – ma continua a trasformarsi in emergenza a causa di ritardi procedurali e di un sistema autorizzativo che non è all’altezza della strategicità di questo scalo».
In passato, situazioni analoghe hanno determinato mesi di attesa per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla movimentazione delle masse sabbiose, con conseguenze pesantissime sul piano logistico, occupazionale e della sicurezza urbana. Una condizione che la UILTrasporti giudica non più tollerabile.
Il sindacato ricorda come in precedenza fosse prevista un’autorizzazione preventiva per la movimentazione di circa 60.000 metri cubi di sabbia, strumento che consentiva interventi tempestivi e programmati. L’attuale prassi di autorizzazioni rilasciate “a evento” espone invece la città, i lavoratori portuali e l’intero sistema dei collegamenti marittimi al rischio di una emergenza permanente.
«Salutiamo positivamente la riapertura del porto – prosegue Di Mento – ma ribadiamo con forza che servono procedure stabili, snelle e preventive. Non possiamo continuare a inseguire le emergenze mentre Messina paga ogni volta un prezzo altissimo in termini di traffico, sicurezza e vivibilità».
In questa direzione, la UILTrasporti rinnova la richiesta di un intervento istituzionale deciso, sollecitando un’azione mirata presso l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, finalizzata all’adozione di procedure derogatorie o semplificate che consentano una gestione strutturale e continua del fenomeno dell’insabbiamento.
Il sindacato lancia infine un chiaro avvertimento: eventuali interruzioni delle attività portuali create da insabbiamenti, anche temporanee, metterebbero seriamente a rischio la continuità occupazionale dei lavoratori del comparto. In tale eventualità, la UILTrasporti si riserva di intraprendere ogni iniziativa necessaria a tutela dei lavoratori, anche sotto il profilo risarcitorio, considerando che l’insabbiamento risulta in parte riconducibile alle attività di cantiere del nuovo porto.
«Non si può più improvvisare – conclude la UILTrasporti –. Tremestieri è un’infrastruttura strategica per Messina e per l’intera area dello Stretto. È tempo di scelte definitive e di responsabilità istituzionali chiare».
