Commissario e Comune al lavoro per recuperare i fondi. Intanto l'Autorità Portuale ha scelto la soluzione tecnica per proteggere l'imboccatura
MESSINA – 7 milioni promessi e mai arrivati dal governo nazionale, 6 milioni e 600mila euro per il rincaro dei costi dell’acciaio. Il totale fa 13 milioni e 600mila euro ed è quanto manca per completare il quadro economico dell’ampliamento del porto di Tremestieri. Deve ripartire, così, a lavori in corso, la corsa al recupero dei finanziamenti, viceversa il rischio è che a un certo punto il cantiere si fermi.
“Cercheremo di risolvere il problema ma serve l’aiuto di tutti” – dice il commissario dell’opera, Francesco Di Sarcina, mentre il neo sindaco Federico Basile ha in programma un aggiornamento sulla questione già oggi.
Da un lato il maxi appalto di ampliamento, dall’altro l’obiettivo di risolvere definitivamente il problema dell’insabbiamento. L’Autorità Portuale dello Stretto, intanto, ha approvato il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (Docfap) per contrastare l’accumulo di sabbia che periodicamente compromette l’operatività degli attuali due scivoli.
La soluzione: protezione e soglia idrodinamica
Dopo un’accurata analisi tecnica, redatta dalla società Sopron Engineering s.r.l., l’Autorità ha individuato la strategia più performante. La scelta è ricaduta sulla cosiddetta “Alternativa 2”, un intervento strutturale che prevede la realizzazione di una scogliera a protezione della testata della diga foranea, integrata da una soglia idrodinamica sommersa posta a una profondità di cinque metri.
Secondo le proiezioni contenute nello studio, questo sistema permetterà di ridurre il trasporto solido del 30-40% e di migliorare sensibilmente i parametri idrodinamici dell’area (con un incremento stimato fino al 90%). Si tratta di un salto di qualità netto rispetto alla gestione emergenziale attuale, che finora ha costretto l’ente a sostenere costi di dragaggio ciclici nell’ordine di 300mila euro ogni anno.
Verso il progetto esecutivo
L’opera ha un valore stimato di circa 2,1 milioni di euro, a cui andranno sommate le ulteriori spese previste per la stazione appaltante. Il via libera al Docfap rappresenta la base conoscitiva necessaria per avviare le fasi successive: la redazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione (Dip) e, a seguire, del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte).
L’intervento mira non solo a ridurre i costi di manutenzione ricorrenti, ma a garantire una continuità operativa fondamentale per il traffico marittimo che insiste sul porto di Tremestieri, alleggerendo così la pressione sul porto storico di Messina.

Ma i fondi del PNNR in cosa li abbiamo investiti?
Finita la festa, gabbatu lu santu!
Dopo la sfilata di tutto il consiglio dei ministri, che li ha cosi tanto impegnati a promettere mari e monti (e in mezzo i soliti ponti campati in aria ma per loro molto redditizi), si sono dimenticati di dare almeno le briciole (quelle si) utili per completare la costruzione di un porto che potrà accelerare la riduzione drastica della pericolosa e costosa presenza dei Tir di solo passaggio nella città.
QUI MARCELLO, SIRACUSANO, PREVITI e quegli inutili MINISTRI, che hanno fatto passerella e belle mangiate di Ghiotte vari, Cannoli e Granite, promettendo milioni a go go, di questa “Tela di Penelope” , voluta a grande richiesta a suo tempo dalle Amministrazioni di Destra dove QUI MARCELLO era vicino , non ho sentito parlare per niente hahahahahah ci pensate financi la Elioterapia, nelle baracche nciuriati lidi ma di Tremestieri ??????? mi fermo qui scusate lo sfogo