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Pratiche scorrette: il Tar condanna Acea Energia. Passa linea Adiconsum nazionale

Redazione

Pratiche scorrette: il Tar condanna Acea Energia. Passa linea Adiconsum nazionale

martedì 29 Settembre 2020 - 17:10

Il Tar del Lazio rigetta il ricorso di Acea Energia Spa. Adiconsum nazionale difesa dall’avvocato messinese Lidia Dimasi: “Da oggi più difficile adottare pratiche commerciali aggressive”

Dal Tar un punto a favore dei consumatori spesso alle prese con pratiche commerciali aggressive e scorrette. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha infatti rigettato il ricorso proposto da Acea Energia Spa che chiedeva l’annullamento della sanzione da 600 mila euro irrogata dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette volte a confondere i consumatori. 

Il caso

La vicenda ha preso le mosse dalle segnalazioni di Adiconsum, Associazione a difesa dei consumatori, assistita dall’avvocato messinese Lidia Dimasi, che ha posto all’attenzione dell’AGCM le pratiche commerciali di Acea ritenute scorrette. In particolare si segnalavano casi di contratti non richiesti di fornitura di energia elettrica e di gas naturale finalizzati solo all’acquisizione di clientela sul mercato libero, l’attivazione di forniture non richieste di gas naturale, nonché la conclusione di contratti a distanza fuori dai locali commerciali, senza consenso effettivo del consumatore ed in violazione dei diritti dei consumatori riconosciuti dal Codice dei Consumatori.

“Condotte aggressive”

L’Authority ha riscontrato nelle condotte commerciali di Acea profili di “aggressività” per le modalità adottate consistenti nell’acquisizione di contratti senza alcun consenso effettivo del consumatore, informazioni ingannevoli o irrilevanti al fine di ottenere un’adesione non consapevole alla proposta contrattuale, con imposizioni di ostacoli al diritto di recesso nonché nella richiesta di pagamento di importi non dovuti. AGCM ha quindi disposto la sanzione pecuniaria nei confronti di Acea che aveva presentato ricorso.

Il Tar del Lazio però, dopo avere investito della questione la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha riconosciuto che le procedure commerciali di Acea “facevano sì che i consumatori erano indotti al primo contatto ad una scelta commerciale non voluta o sufficientemente meditata”. I giudici amministrativi hanno rigettato il ricorso proposto dall’Azienda romana confermando il provvedimento emesso dell’Agcm e il pagamento della sanzione.

La sentenza segna un punto di svolta per i cittadini- ha commentato l’avvocato Lidia Dimasi– Da oggi, infatti, sarà più difficile per le compagnie che operano nel mercato libero della vendita al dettaglio di energia elettrica e gas naturale adottare pratiche commerciali scorrette ed aggressive”.

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