L'Assemblea Generale Unime analizza i numeri della crisi degli Atenei. Navarra: "Servono più investimenti"

L’Assemblea Generale Unime analizza i numeri della crisi degli Atenei. Navarra: “Servono più investimenti”

Francesca Cali

L’Assemblea Generale Unime analizza i numeri della crisi degli Atenei. Navarra: “Servono più investimenti”

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lunedì 21 Marzo 2016 - 14:57

Un momento di riflessione sulla drammatica situazione in cui versa il sistema universitario, realizzato in contemporanea con tutti gli atenei italiani.

Non c’è sviluppo sociale ed economico che non passi dalla formazione. É con questo monito che il Magnifico Rettore Pietro Navarra ha aperto l’Assemblea Generale Unime, promossa in occasione della Primavera delle Università Italiane indetta dalla CRUI, la Conferenza dei Rettori Italiani.

Inoltre,prima di continuare il suo intervento con la lettura del documento redatto dal CRUI, Pietro Navarra ha voluto ricordare, con un minuto di raccoglimento, le tredici studentesse Erasmus morte in Spagna in un tragico incidente stradale. Navarra ha poi sottolineato l’importanza della coincidenza dell’Assemblea Generale Unime con il corteo di Libera. Infatti, il Rettore ha ribadito come la formazione giochi un ruolo importante nella lotta alle mafie.

“L’istruzione universitaria- ha continuato Navarra- rappresenta il principale fattore di mobilità sociale. Nel nostro Paese oltre il 70% degli studenti universitari appartiene a famiglie in cui nessuno dei genitori è in possesso di una laurea”.

Tuttavia, in Italia si registra uno storico ritardo nell’istruzione universitaria, se paragonata alle altre realtà europee. Un ritardo ampliato dalla crisi finanziaria.

Secondo i dati Ocse 2012, a cui nel suo discorso ha fatto riferimento Pietro Navarra, l’Italia può contare il numero di laureati più basso d’Europa e non solo. Solo un 17% a fronte del 42% del Regno Unito, del 32% della Francia e al 28% della Germania.

Alla diminuzione delle immatricolazioni, dal 2007al 2013 si è registrato un calo del 37% soprattutto al Sud, si aggiunge anche la diminuzione dei fondi destinati dallo Stato all’ambito della ricerca e della formazione. Infatti, Navarra ha messo in evidenzia, facendo riferimento al rapporto realizzato dalla CRUI , come l’Italia destini solo lo 0.4% del PIL. In termini reali, prendendo a riferimento il 2008, la riduzione del finanziamento pubblico italiano è stata del 18,7% per i fondi destinati al sistema universitario e del 15,8% per i fondi a sostegno degli studenti e del diritto allo studio.

Alla luce di ciò, Navarra ha concluso il suo intervento sottolineando come sia necessario e inderogabile che lo Stato si impegni in un significativo rifinanziamento del sistema che consenta un incremento di 900milioni di euro per consentire un reclutamento ampio di ricercatori e professori universitari. Ma anche, la realizzazione di una programmazione triennale delle risorse a disposizione del sistema e alla revisione del sistema delle regole che presidiano la gestione amministrativa delle università.

Sul problema della reputazione ha incentrato, invece, il proprio intervento Pietro Perconti, Prorettore alla Didattica. Nel suo intervento, Perconti ha sottolineato come l’Italia abbia reagito a questo problema instaurando un attento sistema di valutazione dell’operato dei docenti, ma anche del personale amministrativo. Tuttavia, questo sforzo si registra solo a livello intra-accademico, attraverso una valutazione che non tiene invece conto delle opinioni degli studenti riguardo aspetti importanti della loro vita universitaria.

Ciò su cui bisognerebbe puntare è, invece,la valutazione della disponibilità del professore o la valutazione dei servizi che l’Ateneo può offrire “Da questo punto di vista, l’Università di Messina– ha continuato Perconti- ha concretamente cercato di migliorare la qualità della vita dei suoi studenti. Dalla digitalizzazione delle pratiche burocratiche, alla riforma dell’offerta formativa fino all’organizzazione di manifestazioni che non fanno altro che rafforzare il senso di appartenenza dei nostri studenti al nostro Ateneo.”

Il Prorettore alla Didattica ha poi concluso il suo intervento sottolineando come l’Università abbia già disposto ben 4milioni di euro destinati alla riqualifica degli spazi universitari.

Durante l’Assemblea Generale dell’Unime sono intervenuti anche Salvatore Cruzzocrea,Prorettore alla ricerca, che ha sottolineato come nonostante la crisi del sistema universitario nazionale, il 35% dei ricercatori dell’Università di Messina a tempo indeterminato sia riuscito a ottenere l’abilitazione nazionale, Filadelfio Mancuso, il rappresentante del personale tecnico amministrativo, il dott. Maurizio Fallico, e i rappresentanti degli studenti, Erika Ristuccia e Francesco Torre.

In conclusione si è registrato anche l’intervento dell’onorevole Vincenzo Garofalo, che ha presenziato a tutta l’Assemblea. Nel suo intervento, l’onorevole ha ribadito come sia arrivato per lo Stato il momento di compiere delle scelte, senza badare alla logica del consenso e del populismo, che portino a un maggiore investimento di risorse economiche nell’ambito della ricerca e della formazione

Francesca Calì

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