Il consigliere comunale Libero Gioveni ripropone un’idea già formalizzata alla VI Commissione consiliare competente durante la seduta del 21 agosto scorso. La soluzione, secondo il consigliere, comporterebbe un risparmio per le casse di palazzo Zanca
La soluzione per i servizi sociali è l’immediata gestione diretta da parte del Comune. E' il pensiero convinto del consigliere comunale Libero Gioveni che vorrebbe cancellare i troppo onerosi bandi, far sparire le cooperative e affidare tutti i servizi ad un nuovo Consorzio comunale che ne assorba direttamente il personale “con conseguente risparmio per le casse di Palazzo Zanca”.
“Il primo a pensare una pseudo riforma dei servizi sociali nella nostra città – ricorda Gioveni – fu l'ex commissario Gaspare Sinatra che nel 2008 tentò di istituire il cosiddetto C.I.S.S.A.(Consorzio Intercomunale per i Servizi Socio-Assistenziali) in sostituzione dell'ex Istituzione per i servizi sociali”.
L'esponente Udc oggi riformula una proposta similare che tra l'altro ha già formalizzato nel corso della seduta della VI Commissione "Politiche Sociali" del 21 agosto scorso.
Il consigliere spiega così le ragioni della sua proposta: "E’ determinante in tal senso l'incertezza regnante nel settore per la reiterata assenza dei bandi di gara e le conseguenti proroghe di alcuni affidamenti dei servizi a mezzo trattativa privata, ma considero altresì gravi le ultime inquietanti denunce di anomalie nei sistemi di pagamento. Ritengo inoltre per molti aspetti deleterio continuare a mantenere un macchinoso sistema cooperativistico che negli anni ha rappresentato solo un serbatoio di voti per la politica, determinando per altro un "rubinetto aperto" nelle casse comunali."
Gioveni ricorda ancora che il C.I.S.S.A. doveva nascere con lo scopo di gestire in forma associata, anche con l'ausilio di alcuni enti privati, gli interventi socio-assistenziali e sociali di competenza dei Comuni e delle attuali ASP, attraverso l'adesione anche di Comuni appartenenti al Distretto socio-sanitario D26, condizione questa che permetterebbe anche di attingere dai fondi regionali.
“D'altronde – spiega meglio l'esponente Udc – la soluzione del Consorzio aveva trovato riscontro qualche anno fa anche in un altro settore delicato, quello dei tributi, quando si pensò di farli gestire in maniera diretta attraverso la costituzione della "Entrate Zancle"”.
Nella VI Commissione consiliare, quindi, Gioveni ha invitato tutti i componenti a non escludere l'avvio di un tale percorso politico che porti ad una gestione diretta dei servizi sociali che, se ci fossero le condizioni giuridiche, “consentirebbe di imprimere la necessaria svolta in un settore fondamentale della macchina comunale che ha come primario obiettivo il mantenimento dei servizi alla persona”.

Condovido l’iniziativa del Consigliere Libero Gioveni, perché è l’unica strada percorribile se Messina vuole avere Servizi Sociali efficienti e funzionali. Il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali (CISSA) che avevo progettato e programmato io con esperti del settore e che il Commissario Straordinario del Comune dott. Gaspare Sinatra aveva pienamente condiviso e deliberato la sua istituzione, con delibera consiliare n. 28/C del 30 aprile 2008, prevedeva che i Servizi Sociali dovevano essere pensati, programmati e gestiti in Consorzio, costituito dai 15 Comuni del D.26 – dalla Provincia regionale di Messina; dall’ASP, dalle IPAB esistenti sul territorio, da Enti no profit. – L’AUSL di Messina aveva definito il CISSA “la forma più evoluta e più strutturata di gestione associata”. Dopo la delibera commissariale fu costituito formalmente il CISSA a cui parteciparono: Il Comune di Messina, in persona del Commissario, l’IPAB “Conservatori e Scandurra Riuniti, in persona del Commissario Giovanni Rovito; l’IPAB Casa Pia, in persona del Presidente Carmelo Garofalo. Avevano già dato la propria formale adesione al Consorzio: a) il Comune di Scaletta Zanclea, che aveva messo a disposizione un asilo nido con tutta la struttura, arredamento e personale specializzato ed un centro diurno per gli anziani. b) Il Comune di Alì, che aveva messo a disposizione diverse sue strutture, fra le quali un Centro per anziani, Il Comune di Fiumedinisi.- L’I.P.A.B. ““CONSERVATORI E SCANDURRA RIUNITI metteva a disposizione del Consorzio: a) la propria struttura di Via S. Cuore di Gesù is. 251, dove avrebbero dovuto essere subito avviati: un asilo nido comunale, a piano terra, ed, ai piani superiori, un Centro per disabili “Dopo di noi” , cioè una casa per le persone disabili quando sarebbe venuto a mancare il sostegno familiare ed una sezione staccata dell’OASI Maria SS. di Troina di Padre Luigi Ferlauto, il quale aveva visionato, personalmente, i locali, e li aveva riscontrati idonei e pronto a riceversi in comodato d’uso il locale e realizzare il Centro.b) la struttura “Casa Scandurra” dove avrebbe dovuto essere realizzato un Centro di assistenza per ammalati terminali, e già una cooperativa messinese, dedita al volontariato, specializzata in questo settore, aveva offerto la sua disponibilità.L’IPAB Casa Pia, metteva a disposizione del Consorzio le sostanze ( fondi economici consistenti) e la struttura per realizzarvi, al centro della Città, una Casa albergo per anziani. Il Comune di Messina avrebbe dovuto mettere a disposizione del CISSA le sue strutture sociali (Casa Serena, Centri di aggregazione, asili nido, locali e risorse umane dell’ex Istituzione di Via F. Bisazza, strutture dei CAG, ecc…) ed inoltre i seguenti immobili: a) Centro Polifunzionale San Filippo, dove si sarebbe dovuto aprire immediatamente: a) un asilo nido, già programmato ed affidato in via sperimentale ad una cooperativa, pronta ad addossarsi il carico anche dell’arredamento b) un Centro diurno integrato per malati di Alzheimer e del morbo di Parkinson, già visionato e ritenuto perfettamente idoneo dai Sanitari e dai Responsabili provinciali degli ammalati di Alzheimer e del morbo di ParKinson c) Istituto Marino, già restaurato e funzionale, che avrebbe dovuto costituire la Città del Bambino con le seguenti destinazioni- Un Centro per ragazze madri e donne in difficoltà ;- Un asilo nido;- Spazi e centri estivi per bambini (Colonie), divisi per fasce d’età;- Spazi neutri per incontri genitori separati e bambini – Spazi protetti per incontri genitori e bambini vittime di maltrattamento e abuso.- Anche la Fam. Bosurgi, la donatrice dell’Istituto Marino si era dimostrata interessata e pronta a sostenere, anche economicamente, l’iniziativa. La Fondazione Città del Ragazzo, avrebbe messo a disposizione i propri spazi e strutture, per realizzare due centri: una casa di riposo per anziani ed una casa per ammalati terminali.- In tutte le Frazioni del Comune e nei 14 Comuni del D26 doveva entrare immediatamente in funzione il Segretariato Sociale, con Assistenti sociali in loco, ecc..
Sarebbe auspicabile che il Consigliere Libero Gioveni, riesuma tutti gli atti ed i verbali che il CISSA aveva già adottato e sensibilizzi l’Esecutivo ed il Consiglio Comunale che questo è l’unico modo per attivare degnamente ed adeguatamente i Servizi Sociali a Messina, servizi sociali che costituiscono il biglietto da visita di una Città.