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Mercati cittadini nella sporcizia, serve “educare” gli operatori e cambiare le regole

Francesca Stornante

Mercati cittadini nella sporcizia, serve “educare” gli operatori e cambiare le regole

venerdì 09 Settembre 2016 - 22:13
Mercati cittadini nella sporcizia, serve “educare” gli operatori e cambiare le regole

Il consigliere comunale Carlo Abbate chiede l’istituzione di un tavolo tecnico al quale partecipino tutti i responsabili del settore per organizzare, avviare e portare a giusto compimento la gestione complessiva della pulizia di ogni singolo mercato.

Mercati cittadini nella totale sporcizia. Come se non bastassero gli innumerevoli problemi strutturali, le manutenzioni che mancano, le lungaggini di interventi e progetti non ancora iniziati, c’è anche un contorno di spazzatura che rende il quadro ancora più a tinte fosche. Una situazione ambientale incresciosa, che desta più di una preoccupazione sia sotto il profilo della salute pubblica che su quello del decoro e della sicurezza urbana. A dirlo è il consigliere comunale Carlo Abbate che ha raccolto le innumerevoli e mirate segnalazioni dei cittadini e dei commercianti che vivono da vicino tale realtà, le stesse che avrebbero dovuto stimolare l’operato dell’Amministrazione Comunale a porre in essere misure drastiche ed urgenti al fine di rendere vivibili e salubri quelle porzioni della città che ospitano i mercati. Per il consigliere, l’urgenza massima che scaturisce dallo stato di degrado in cui si ritrovano tali siti è immediatamente percepibile ed impone la fine di ogni latitanza da parte di chi del rispetto ambientale ha fatto la propria bandiera.

“In corrispondenza delle aree interessate gli operatori commerciali e gli abusivi sono soliti abbandonare selvaggiamente le più disparate tipologie di rifiuti che costituiscono, ormai, una grave emergenza per la salute pubblica oltre che un’offesa al decoro cittadino. Gli scarti organici, pericolosissimi per la tossicità che producono nell’ambiente, attirano ratti, blatte ed animali di ogni tipo, innescando un circuito che moltiplica gli effetti nefasti di tale situazione. Da non sottovalutare, inoltre, le criticità ingenerate dalla raccolta degli abbondantissimi rifiuti che causano a MessinAmbiente sprechi inaccettabili di risorse umane e di costi di gestione che appaiono, in una diligente proiezione, destinati a lievitare a dismisura fino all’insostenibilità totale”.

Per questi motivi, l’amministrazione dovrebbe innanzitutto ottimizzare gli interventi e progettare un percorso virtuoso che trasformi norme, Regolamenti ed Ordinanze in prassi efficaci e ponga in essere tutte le azioni necessarie atte ad eliminare quelle sacche d’inosservanza che possono essere configurati in veri illeciti amministrativi e penali. Anche perché purtroppo poi a pagarne è tutta la cittadinanza, come è accaduto pochi giorni fa nella zona del mercato Vascone, dove kg di resti di pesce sono stati gettati in un normale cassonetto stradale ammorbando l’aria per ore.

Per il consigliere Abbate i mercati sono una sorta di microcosmo su cui impostare il metodo di lavoro per una diversa gestione dei rifiuti, lo aveva detto nei giorni scorsi durante la seduta straordinaria del consiglio comunale dedicato all’emergenza spazzatura. Un concetto che torna a ribadire, partendo da un dato che dovrebbe essere scontato ma che purtroppo non lo è, come dimostrano i fatti: “E’ imprescindibile che tutti gli operatori del settore rispettino la regolamentazione vigente in materia di conferimento, differenziazione e smaltimento dei rifiuti prodotti nell’ambito del proprio operato commerciale a tutela del decoro, dell’igiene urbana, della salubrità e della pubblica salute. Da qui la richiesta di delineare un giusto programma di tutoraggio e sensibilizzazione degli operatori ad un comportamento più civile e rispettoso dell’ambiente”.

Si dovrebbe cominciare dall’eliminare da ogni porzione adibita a mercato il cassone dello scarrabile, sistema obsoleto ed incivile, divenuto ricettacolo di animali vari e fonte di germi, generatore di fetore che ammorba tutta l’area circostante di odori nauseabondi che rendono l’aria irrespirabile e la zona invivibile. Poi, al fine di incentivare la corretta osservanza della recente ordinanza sindacale, si potrebbe riflettere su una premiante riduzione del canone COSAP per chi rispetta le regole ed un presidio fisso che vigili sulla pedissequa osservanza dell’obbligo di una corretta pulizia. Un’altra proposta riguarda l’eventualità di evitare lo svolgimento del mercato nel giorno di domenica per non far lievitare oltremodo i costi di gestione.

“Dobbiamo alla città, a fronte di un sacrificio economico considerevole con quantificazione di una TARI elevata, la corretta gestione della vivibilità ed assicurare i necessari correttivi che assicurino condizioni sufficienti di salubrità ambientale”. Abbate ha scritto a sindaco, presidente del consiglio comunale, agli assessori all’ambiente e ai mercati e ai rispettivi dirigenti, a Messinambiente e alla Polizia Municipale per chiedere l’istituzione di un tavolo tecnico al quale partecipino tutti i responsabili del settore al fine di organizzare, avviare e portare a giusto compimento la gestione complessiva della pulizia di ogni singolo mercato.

Francesca Stornante

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