Reggio: imprenditore ucciso a colpi di pistola

Reggio: imprenditore ucciso a colpi di pistola

Reggio: imprenditore ucciso a colpi di pistola

martedì 06 Dicembre 2011 - 00:04

Aveva 46 anni e pochi giorni fa era stato rinviato a giudizio, nei giorni scorsi, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Reggio Calabria su uno smaltimento illecito di rifiuti.

Un imprenditore, Vittorio Bruno Martino, di 46 anni, e’ stato ucciso ieri sera in un agguato a Reggio Calabria. L’uomo e’ stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa mentre era a bordo del suo furgone, fermo in un parcheggio nella zona di Pellaro di Reggio. Quando sul posto sono giunti i poliziotti, Martino era ancora vivo, ma e’ morto poco dopo il ricovero nell’ospedale cittadino. Martino era titolare della societa’ Eko Mrf, proprietaria di alcuni terreni, e gestiva il bar interno all’aeroporto di Reggio Calabria. A scoprire il corpo e’ stato un passante che ha immediatamente chiamato la polizia. Sul posto sono giunte subito le volanti della Questura e l’ambulanza del 118 che ha trasportato Martino in ospedale. L’uomo, pero’, e’ morto poco dopo il ricovero per la gravita’ della ferita d’arma da fuoco alla testa.

Pochi giorni fa l’uomo ucciso era stato rinviato a giudizio, nei giorni scorsi, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Reggio Calabria su uno smaltimento illecito di rifiuti. L’inchiesta, denominata Terrazzamento, aveva portato, nel febbraio scorso, al sequestro di societa’ e beni per un valore di sette milioni di euro, tra i quali il bar interno all’aeroporto di Reggio Calabria, gestito dalla vittima. Secondo l’accusa, Martino aveva realizzato una discarica abusiva in cui confluivano rifiuti provenienti da demolizioni edili, riempiendo un intero vallone di proprieta’ della societa’ Eko Mrf.

Un commento

  1. Sono sinceramente addolorato per le mie parole,purtroppo la vicina Calabria ha oramai perduto ogni speranza di riscatto delle sue genti nella guerra contro la ndrangheta.Tutto è sulle spalle di pochissimi magistrati e poliziotti,è una lotta impari.A differenza dei siciliani,che hanno lasciato una scia interminabile di sangue di uomini coraggiosi,non solo magistrati e poliziotti,ma uomini politici,
    sindacalisti,giornalisti,imprenditori,siciliani comuni,tutta gente innocente che nulla spartiva con cosa nostra,questo non è mai avvenuto per i calabresi,che non hanno mai dimostrato coraggio,tranne il coraggioso Scopelliti,che però in quel tempo era più siciliano che calabrese.

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