Quel continuo rimescolamento d'acqua che raffredda le acque dello Stretto - Tempostretto

Quel continuo rimescolamento d’acqua che raffredda le acque dello Stretto

Daniele Ingemi

Quel continuo rimescolamento d’acqua che raffredda le acque dello Stretto

lunedì 08 Luglio 2019 - 07:24
Quel continuo rimescolamento d’acqua che raffredda le acque dello Stretto

Ecco perchè le acque dello Stretto di Messina e dello Ionio risultano molto più fredde di quelle dei mari adiacenti

Rispetto ai mari adiacenti le acque dello Stretto di Messina e dello Ionio, nel tratto di costa antistante il messinese ionico (da Capo Alì fino a Taormina), risultano molto più fredde. Tanto che la maggior parte dei messinesi preferisce trascorrere le proprie vacanze estive lungo la costa tirrenica, lì dove le temperature del mare possono essere di +5°C +7°C più alte rispetto a quelle dello Stretto e allo Ionio. Prima di capire a cosa è dovuto questo raffreddamento bisogna considerare che lo Stretto di Messina non è un mare come tutti gli altri.

Difatti, all’interno dello Stretto di Messina si attiva il fenomeno dell’Upwelling, che si sviluppa ogni qual volta che le fredde e dense acque del mar Ionio risalgono il bacino fra Reggio e Messina, tramite l’ingresso della forte corrente “Montante” (flusso da sud verso nord). L’ingresso della corrente “Montante”, lungo lo Stretto, avviene nella fase d’inversione delle maree fra Ionio e Tirreno. Più precisamente quando il tratto di mare antistante Capo Taormina entra in alta marea, mentre contemporaneamente dall’altra parte dello Stretto, sul Tirreno, fra Scilla e Capo Peloro, si attiva un regime bassa mare.

Questa enorme differenza di maree, fra Ionio e Tirreno, viene prontamente colmata con l’innesco di un impetuoso flusso d’acqua che risale lo Stretto di Messina, da sud a nord, fino al punto di Capo Peloro – Cannitello. Queste intense correnti sottomarine, provenienti dallo Ionio, durante la risalita dello Stretto, tendono ad urtare su fondali sempre meno profondi, risalendo la famosa “valle di Messina” (un vero e proprio canyon angusto nei fondali dello Stretto) presente nelle profondità dello Stretto.

Le correnti, dopo l’urto sugli scoscesi fondali, assumono uno spiccato moto ascendente (flusso d’acqua dal basso verso l’alto), che tende a spingere in superficie acque profonde (lì dove i raggi del sole non riescono a penetrare), e per questo molto fredde e ricche di sostanze nutritive. Spesso questo fenomeno si può osservare in superficie con la formazione di grandi chiazze di acque particolarmente limpide e lisce che indicano i punti dove la corrente ascendente raggiunge la massima intensità.

A causa dell’Upwelling le acque ioniche presenti nello Stretto risultano sensibilmente più fredde di quelle riscontrabili in altri siti del bacino ionico. Ciò spiega perchè spesso le acque dello Stretto di Messina risultano molto più fredde di quelle dei bacini circostanti, anche in piena estate. Questi moti ascensionali delle acque, inoltre, riescono a spingere in superficie anche varie specie di fauna e flora abissale.

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