Quella sera in osteria, retroscena e strategie. Pd e M5S al tavolo con De Luca, assente protagonista INTERVISTA

Quella sera in osteria, retroscena e strategie. Pd e M5S al tavolo con De Luca, assente protagonista INTERVISTA

Carmelo Caspanello

Quella sera in osteria, retroscena e strategie. Pd e M5S al tavolo con De Luca, assente protagonista INTERVISTA

sabato 16 Dicembre 2023 - 13:37

La cena della nuova alleanza delle opposizioni con i parlamentari siciliani leader dei partiti. Parla il coordinatore regionale di Sud chiama Nord Danilo Lo Giudice. E De Luca sulle elezioni europee...

di Carmelo Caspanello

L'intervista
Il racconto e i retroscena di quella sera nell’intervista al coordinatore regionale di ScN Danilo Lo Giudice

PALERMO – Sud chiama Nord, Pd, M5S insieme appassionatamente. E non solo. L’Arca di Cateno potrebbe essere presto costruita. In vista di una possibile “tempesta politica” all’Ars che potrebbe far chiudere in anticipo la legislatura? L’argomento nel Transatlantico di Palazzo dei Normanni e a Sala d’Ercole pare non sia tabù. Partiamo, tuttavia, da fatti concreti, facendo un passo indietro, fino al 5 dicembre. La sera di quel martedì si ritrovano a cena, in un’osteria di Palermo, i big della politica regionale che fanno capo al Pd, al M5S, a Sud chiama Nord. Nulla è dato al caso.

Con loro anche l’ex presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Micciché (Gruppo misto). Grande assente, ma protagonista, Cateno De Luca, parlamentare e sindaco di Taormina. Il cerimoniere è il deputato questore Nello Di Pasquale. I commensali sono tanti: dal capogruppo Pd all’Ars Michele Catanzaro al presidente del gruppo parlamentare del M5S Antonio De Luca; dal presidente della Commissione regionale antimafia e leader storico del Pd isolano Antonello Cracolici a Nuccio Di Paola (M5S). Ed ancora il deputato messinese democratico Calogero Leanza e i parlamentari sindaci Fabio Venezia (Pd), Pippo Lombardo e Matteo Sciotto (ScN), e con loro anche il deputato regionale Alessandro De Leo, sempre di Sud chiama Nord. Un ruolo per nulla secondario lo ha Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, pupillo di Cateno De Luca, che proprio nei giorni della cena, tra un viaggio e l’altro, fa da mattatore in Commissione Bilancio, incalzando il presidente Renato Schifani sulla Finanziaria.

Lo Giudice amoreggia col Pd, La Vardera col M5S

Lo Giudice amoreggia col Pd, l’ex iena e deputato di Sud chiama Nord Ismale La Vardera, presente alla cena, invece, fa l’occhiolino al M5S. A tavola grandi sorrisi, poche parole e tanti ammiccamenti. E c’è anche tempo per una telefonata “comunitaria” con l’assessore regionale Marco Falcone, durante la quale si è parlato di Finanziaria. L’obiettivo di Cateno De Luca è uno: fare il presidente della Regione e poi ritirarsi dalla politica per dedicarsi ad una scuola di formazione. Continua a ripetere che serva una classe di amministratori e politici di qualità, che mancherebbe. In Sicilia si vota nel 2027, almeno questa è la scadenza naturale del quinquennio. Un’eternità in politica. Ma, si chiedono in tanti, la legislatura arriverà sino alla fine del percorso? Non è dato sapere. L’unica certezza è che si sono ritrovati allo stesso tavolo e discutono ormai da un paio di mesi, i gruppi che all’Ars rappresentano il fronte dell’opposizione. Di certo le frizioni negli ultimi anni non sono mancate, Cateno De Luca non ha risparmiato attacchi, pesantissimi, a Pd e M5S. Le repliche non sono state da meno. “E’ la politica”, ci sentiamo rispondere. Adesso Cateno starebbe pensando ad un’operazione simile a quella portata a compimento anni addietro dall’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, con una sorta di tutti dentro. Anche se con qualche distinguo.

L’interlocuzione di De Luca con Calenda

Il sindaco di Taormina starebbe lavorando in vista di una investitura. Da qui alla prossima tornata per le regionali ci sono però di mezzo le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. “Con Calenda abbiamo una interlocuzione – spiega il leader di Sud chiama Nord De Luca – e nell’attesa che si arrivi o meno ad una soluzione, non nascondo che stiamo dialogando anche con i rappresentanti siciliani del Pd e del Movimento 5stelle per capire se c’è un margine per portare avanti questo progetto, insieme. Un progetto – sottolinea De Luca – che diventa utile nella prospettiva di creare un fronte comune alternativo al centrodestra in Sicilia e, perché no, anche nel resto d’Italia. Senza dimenticare che il nostro obiettivo primario resta la presidenza della Regione siciliana. Ed è per questo che stiamo lavorando principalmente”.

Verso le elezioni europee, Lo Giudice in pole per la candidatura

Per le europee si comincia già a parlare anche di candidature. In pole position c’è il coordinatore regionale di ScN e sindaco di S. Teresa di Riva Danilo Lo Giudice, fresco di laurea e di una tesi ambiente ed economia sostenibile, legata a doppio mandato con la politica europea. “Ho dato la mia disponibilità e non escludo – ci dice lo Giudice – che possa candidarmi. Questa volta non farò l’errore che ho commesso due anni fa…”. Quando rinunciò a candidarsi per le nazionali (ScN piazzò due candidati, uno alla Camera e l’altra al Senato) e rimase fuori anche dalla Regione (era deputato uscente). Le grandi manovre sono in corso. La cena dello scorso 5 dicembre nell’osteria palermitana rappresenta il punto di partenza di un nuovo percorso politico? Nel podcast allegato all’articolo, l’intervista integrale con Danilo Lo Giudice. Con lui abbiamo parlato del dietro le quinte della serata. E non solo.

6 commenti

  1. Pronti col mappazzone.
    Ma PD e 5stelle, sono più svegli di quanto si pensi. Non si affiancheranno a Sud Chiama Nord.
    Storia ormai scontata, quest’ultimo abbandona sempre gli alleati, e tira sempre per interessi propri.

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  2. 2 Partiti inutili ma è un grosso errore andare pure con calenda cioè non tirare la corda

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  3. Certo che alla vergogna non c’è mai fine.

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  4. Il mandriano di Fiumedinisi si allea pure con il diavolo pur di soddisfare le sue ambizioni, altro che etica e morale. Il suo codazzo donchisciottesco è anche peggio. Speriamo che i siciliani non si facciano prendere in giro ancora una volta.

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  5. Tutti questi rappresentano il peggio della Regione Sicilia, del resto vedi Messina, pur di trovare posto in qualche posto politico passano sul cadavere del genitori che li hanno cresciuti.

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  6. Con questa alleanza non andrò a votarli. Prima con renzi,con calenda, con forza italia, con ex dc adesso con la sinistra. NON E’ AFFIDABILE

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