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Post incendio, sara’ istituita l’Unità di Crisi

Serena Sframeli

Post incendio, sara’ istituita l’Unità di Crisi

giovedì 02 Ottobre 2014 - 14:37
Post incendio, sara’ istituita l’Unità di Crisi

La decisione emersa dal tavolo tra sindaci, Prefetto, Vigili del Fuoco, Arpa e assessore regionale. Malgrado le rassicurazioni sul rischio inquinamento, infatti, sono emerse falle nella catena di comunicazione. Sabato la mobilitazione dei residenti per la difesa dell’ambiente e del futuro. Le parrocchie e associazioni ambientaliste si sono unite per avere le massime garanzie per la salute e l’ambiente

Si è tenuto questa mattina in Prefettura l’incontro tra il Prefetto Stefano Trotta e i sindaci della Valle del Mela, allo scopo di fare il punto della situazione conseguente all’incendio occorso alla Raffineria di Milazzo lo scorso 27 settembre, verificare la piena efficienza dello strumento di pianificazione di emergenza e ottimizzare la risposta dei vari organismi coinvolti.

Alla riunione, svoltasi alla presenza dell’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Giarratana, hanno partecipato le componenti statali e regionali coinvolte, nonché il Commissario Straordinario della Provincia, i Sindaci dei comuni del comprensorio interessato dall’evento e il Direttore della Raffineria.

Ad apertura dell’incontro, sia il Direttore dell’impianto sia il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco hanno dato ampia rassicurazione circa la positiva evoluzione del fenomeno; in particolare è stato comunicato che “è in atto una combustione dei residui depositati in fondo al serbatoio. Il fenomeno è attentamente monitorato ed è da considerarsi del tutto fisiologico e in via di esaurimento”.

Anche il rappresentante dell’Agenzia regionale protezione ambiente ha confermato la prosecuzione del monitoraggio e rassicurato circa il livello dei valori della qualità dell’aria; ha poi fatto presente che sono in corso le analisi dei campioni prelevati relativi ai terreni, i cui risultati richiedono tempi maggiori.

Sono poi stati esaminati alcuni aspetti critici emersi a seguito dell’evento, soprattutto circa il sistema della comunicazione. Il Prefetto, d’intesa con l’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente, ha quindi disposto la costituzione di una unità di crisi che, d’intesa con l’Assessore regionale, avrà sede in Prefettura e che curerà, tra l’altro, i vari aspetti relativi alla comunicazione.

Sarà utilizzato quale collettore di informazioni il sito eventipa.it, già attivato dalla Prefettura, al fine di veicolare le informazioni agli amministratori locali per la successiva corretta comunicazione ai cittadini.

E’ stato chiesto, inoltre, all’Assessore regionale di procedere ad un più puntuale riesame delle aree interessate dall’incidente e potenzialmente esposte al rischio.

I Sindaci presenti hanno diffusamente rappresentato le situazioni dei vari territori e auspicato informazioni univoche; gli stessi sono stati invitati alla redazione e/o all’aggiornamento della pianificazione di protezione civile comunale. Il Prefetto ha, peraltro, fatto presente che nella redigenda pianificazione provinciale di protezione civile avrà la priorità assoluta il comprensorio interessato dall’evento.

Intanto le parrocchie e le associazioni ambientaliste della Valle del Mela si sono unite per far sentire la propria voce dopo l’incidente avvenuto la notte del 27 settembre all’interno della Raffineria di Milazzo. Manifesti, volantini e social network pubblicizzano la manifestazione che si terrà sabato 4 ottobre alle ore 15:30 presso la Piazza di Archi. Una manifestazione pacifica quindi per- come si legge in una nota- “difendere pertanto il nostro martoriato comprensorio contro i corrotti, gli affaristi e le lobby di potere, le quali ad oggi con incauta quanto malcelata disattenzione, in nome di un fantomatico quanto inesistente sviluppo industriale, seguitano ad elargire autorizzazioni, il tutto comunque consumato in beffa ad una fantomatica Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale densamente abitata, quale è la Nostra!” “Se si fosse incendiato- prosegue la nota- un serbatoio vicino alle abitazioni, o si fosse propagato agli impianti (soprattutto dove viene prodotto ed utilizzato l’idrogeno) non saremmo, ad oggi, riusciti a contare i morti. Siamo consapevoli che le industrie sono obsolete e possono causare disastri di grossa entità. Non possiamo convivere con questo rischio e sotto la spada di Damocle che può cadere sulle nostre teste da un momento all’altro”. “Manifestiamo per la nostra vita e la nostra sicurezza”: è questo quindi lo scopo delle parrocchie e associazioni ambientaliste che sperano in un grande coinvolgimento dell’intera popolazione della Valle del Mela.

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