Chi ci difenderà dai ladri della speranza e dei sogni?

Chi ci difenderà dai ladri della speranza e dei sogni?

Rosaria Brancato

Chi ci difenderà dai ladri della speranza e dei sogni?

domenica 07 Luglio 2013 - 06:06

L'operazione Campus ha scoperto uno dei tanti casi di condizionamento di esami ed accesso alle facoltà a numero chiuso. Il Comitato Addiopizzo si costituirà Parte civile contro i "furti della speranza dei giovani". E' un reato al quale nessuno pensa mai, eppure intere generazioni di messinesi sono state derubate della cosa più preziosa: il futuro.

Mi ha colpito il comunicato di Addiopizzo con il quale l’associazione annuncia di volersi costituire Parte civile al processo che scaturirà dall’Operazione Campus. All’inizio non ho compreso il nesso, poi due semplici parole, hanno illuminato decenni di generazioni tradite: furto di speranze. Scrivono proprio così i componenti di Addiopizzo: l’operazione fa luce anche sul furto di speranza ai danni dei giovani. Se ci riflettiamo è un reato gravissimo, sia pure non contemplato dal codice penale, perché quel furto è l’anticamera dell’omicidio (della speranza ovviamente). E quando rubi la speranza alle future generazioni hai spento il sole e hai tolto le radici a chi dovrebbe abitare Messina negli anni a venire.

“Condizionare l’iscrizione all’Università e falsare gli esami significa condizionare il futuro dei giovani e quindi il futuro della nostra comunità- si legge nel comunicato di Addiopizzo- Privare i ragazzi della certezza di essere valutati per il loro merito e le loro capacità significa bruciare le loro speranze di costruirsi un lavoro o una professione su i nostri territori e quindi bruciare sul nascere l’economia sana e la società messinese onesta”.

Poche righe ma chiarissime sull’unico reato che non potrà essere punito nonostante avvenga alla luce del sole davanti a migliaia di testimoni e di vittime. L’inchiesta ha

scoperto un’organizzazione che, con metodi mafiosi, interferiva sulle commissioni d’esame all’Università, alterando i risultati dei test d’accesso alle facoltà a numero chiuso, condizionando commissioni esaminatrici per le abilitazioni professionali, facendo superare ai “clienti” esami. Dobbiamo chiederci, al di là degli aspetti giudiziari, chi è davvero la parte lesa? Quest’inchiesta, neanche tanto originale, perché casi simili ce ne sono a migliaia, si basa su un principio: mortificare il merito e imporre la legge della raccomandazione. I meccanismi della clientela, della mafia e della connivenza si sono “abbracciati”, derubando gli altri studenti delle cose più importanti in una società: la fiducia ed il futuro.

Per ogni “intimidatore” o “intermediatore”, per ogni docente spaventato o acquiescente ci sono due giovani: uno che accetta di farsi strada nella vita senza studiare, con la scorciatoia, ed un altro, onesto, impegnato, che ha sognato quel posto per tutta la vita, che non entrerà mai in quella facoltà a numero chiuso. Per uno che accetta di giocare sporco ce ne sono altri che non avranno accesso, o che saranno costretti ad andare via a trovare altrove quel che in casa loro è stato rubato dai più furbi, dai più potenti, dai più raccomandati. Il problema non è la singola operazione Campus, ma un sistema che si nutre di questi “furti”. In una società civile nel senso alto del termine si va all’Università per apprendere, acquisire esperienza e competenza, essere i migliori nel proprio campo. Ma se vivi in una società dove ti accorgi che quel merito non ti verrà mai riconosciuto, che il tuo studio e la tua intelligenza non valgono niente e conta di più il tuo cognome, le amicizie di tuo padre, il lavoro di tuo nonno, i soldi, le raccomandazioni, perdi ogni speranza. E non importa a nessuno se la città si riempirà di persone sbagliate nel posto sbagliato, sbagliate perché incompetenti, incapaci ed arroganti. Eppure è così che si uccide lentamente una città. Perché alla fine quelle competenze finiranno altrove e chi 10 anni fa è stato bocciato al test o non ha avuto il posto, il dottorato, porterà via con se tesori preziosi, che andranno persi per sempre, lasciando deserta la nostra terra. La cosa peggiore è che moltissimi di questi giovani diventano conniventi, accettano questo gioco, perché è facile. Non si vergognano di abusare del sistema, sono cresciuti così, allevati al disprezzo delle regole. “Se vuoi passare l’esame senza studiare un cazzo allora devi fare così” dice uno degli arrestati intercettato. Mi chiedo, ma se non vuoi studiare perché ti sei iscritto all’Università? Gli anni dell’Università li ricordo come i più belli, la facoltà che ho scelto mi ha reso felice e, tranne l’inglese, lo ammetto, ogni materia mi ha donato un pezzo di vita. Non sarei quella che sono oggi se non avessi avuto quei docenti così esigenti e severi, non amerei così tanto la Costituzione se un professore che neanche conosce il mio volto non mi avesse insegnato a capirla. Perché ci siamo ridotti a pagare per il futuro dei nostri figli, a lasciare che sia il denaro a decidere se mio figlio sarà un avvocato o un fornaio oppure un medico del Policlinico o un medico a Parma? Perché continuiamo a far sì che il merito non abbia diritto di cittadinanza?

Il Presidente Napolitano, un mese fa, ha detto: “Il problema della disoccupazione giovanile ha oggi dimensioni tali che è scalfito ormai in misura irrilevante dalla pratica della raccomandazione. Ci sono milioni di giovani che, né con la raccomandazione, né senza, trovano lavoro”.

La situazione è tale che “persino” la raccomandazione non riesce più a funzionare…. Il sistema è talmente minato che si è avvitato su se stesso, siamo alle caste indiane e il sogno del benessere “se studi riuscirai” e del figlio dell’operaio che si è fatto da solo non esiste più.

“Il Comitato Addiopizzo intende costituirsi Parte civile, perché la comunità dei giovani onesti ed impegnati si sente parte lesa e chiederemo che chi ha responsabilità in questi fatti paghi e ci risarcisca del futuro che ci ha rubato”.

Hanno ragione, perchè se la legge perseguirà chi ha commesso un reato visibile tocca a noi invece lottare perché non si continui a commettere un altro reato, invisibile e letale: il furto della speranza e dei sogni.

Rosaria Brancato

13 commenti

  1. ecco dov’è la cloaca di cui parlava un giornalista.Nella società di chi si sente furbo e ruba il pane a chi onestamente lo vorrebbe sfornare.vergogna!!!Mentalità tarate dal tarlo.

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  2. invelatosempre 7 Luglio 2013 16:25

    Bella riflessione e se le dicessi che la colpa di tutto sta nel fatto che in Italia non esiste una seria legge sulle associazioni?
    Ora mi spiego meglio.
    Fortunatamente c’è una terza tipologia di ragazzi oltre i già citati da lei, i prepotenti-furbi e gli indifesi-onesti. E’ la grande quantità di giovani che va nelle Università, private e statali del Nord. Per non parlare di chi va all’estero.
    Io ne ho due, di figli, che frequentano al Nord e, mi creda, non sono ricco.
    Dove sta il trucco?
    In parte è personale. I miei figli studiano, hanno benefici fiscali e contributivi sulle tasse. In poche parole riescono a pagarsi quasi completamente rette, vitto e alloggio. Per il resto sono le università ad essere organizzate in modo onesto: esami di ingresso seri, contributi solo a chi li merita; esami seri ed impegnativi per gran parte scritti; professori presenti e disponibili; università e biblioteche aperte fino alle 23, lezioni ed esami in date ed orari improrogabili, efficienza nel fare pagare e nell’esentare solo a chi ne ha veramente diritto e lo dimostra presentando conti correnti, proprietà, comprese le macchine, portafoglio titoli e tutto il resto, nonni compresi.
    Ecco il trucco: Regole certe e funzionari seri ed attendibili.
    Chi non parte lo fa per ignoranza, cultura e, soprattutto, interesse. Il problema finanziario è inesistente: sapeva che la Bocconi paga corso, vitto e alloggio a chi non ha i mezzi economici, ma supera l’esame d’ingresso?
    Il meccanismo prospettato a Messina in questa operazione di polizia necessita non solo di mafiosi e delinquenti, ma anche di una sponda su cui far rimbalzare la palla, mia cara signora.
    Ma detto questo le dico dove sta il vero problema. Il nocciolo della faccenda. Pensa che i miei figli alla fine degli studi ritorneranno a Messina per portare il loro contributo conoscitivo?
    NO, ma non per superbia o altro, anzi sarebbero felicissimi di tornare qui. Piuttosto per un semplice motivo. L’intera città funziona con questo modello e loro non sarebbero accettati. Già pensano all’estero. E si, perché purtroppo la nostra malattia è contagiosa e avanza inesorabilmente sul suolo nazionale. Ecco, Messina è la testa di ponte di ciò che sarà tra qualche anno l’Italia. Pensi che uno dei due, che frequenta il politecnico di Milano, mi ha detto che da alcuni laboratori sono esclusi gli studenti che non sono di Comunione e Liberazione.
    Ora comprende perché le dico che tutta la colpa è della mancanza di una seria Legge sulle Associazioni? Ma questo è un altro discorso da riprendere qualora Lei aprisse un dibattito sulla materia. Ci pensi su e ci faccia sapere.

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  3. antonino faroto 7 Luglio 2013 16:38

    gli esami truccati e condizionati dalla ndrangheta calabrese ci sono sempre stati.Negli anni 70 ho assistito a sedute di esami di Medicina con candidati calabresi, semplicemente vergognosi; spesso facevano uscire tutti dall’aula e gli esami si tenevano a porte chiuse.Pochi i Professori che tenevano duro. Ho visto colleghi che tornavano tre quattro volte per sostenere un esame, mentre altri non aprivano praticamente bocca e venivano congedati con 24 o più, persone che sapevano a malapena parlare in italiano. Adesso qualcuno di questi lavora in qualche Ospedale, o “esercita” come medico di famiglia nella nostra regione o in Calabria, mentre ottimi medici sono stati costretti ad andare altrove, in Italia o all’estero per dimostrare le proprie capacità

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  4. Verminaio ancora oggi cercandolo con un qualsiesi motore di ricerca Messina appare tra i primi risultati e con lo stesso articolo. Avete riscoperto l’acqua calda! I giornali alla fine, recitavano che non è reato ma un malcostume che coinvolge un po tutti dallo studente, all’infermiere al chiarissimo professore.

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  5. si è vero ma sul pulpito c’era un napoletano e non mi pare che dalle loro parti siano possono dare buoni esempi, potevano ficcare il naso in casa loro per sentire la puzza

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  6. il sogno rubato… mia figlia non e’ entrata in medicina per pur realizzando un punteggio alto – stranamente gli esami del 2005 furono , a distanza di anni, controllati dalla guardia di finanza .. non si ‘e saputo piu’ nulla…. l’unica cosa certa e’ stato il diverso trattemento da parte delle varie commissioni- aule dove era quasi impossibile respirare o muoversi .- aule dove tutto e’ stato possibile – studenti che entravano e che uscivano – professori che non vedeveno e sentivano – padiglione H – IL maggior numero di studenti che ha passato l’esame… strane coincidenze—

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  7. Cara Rosaria, sai che ti seguo da sempre e dasempre ti considero la MIGLIORE in senso assoluto, prova a fare un’indagine per sapere quanti Figli, Mogli, Nipoti di docenti affollano la nostra Università. Anche questa è una vergogna, anche questi sono sogni rubati da parte di chi non ha santi in paradiso.

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  8. Censendo i paradossi messinesi.:.Nuovo paradosso: l’unica attività” economica” fiorente a Messina pare quindi sia la compravendita di esami per l’accesso alle facoltà per conseguire la laurea, per l’abilitazione alle professioni ( € 30.00 e €50.00 si dice). Ci si chiede : Questi “investimenti” che ritorni economici potranno avere dal momento che l’Italia e Messina in particolare e’ in ginocchio? Inoltre…stupisce “persino”che qualche Azienda messinese OGGI “possa” pagare il pizzo. PARADOSSO DEI PARADOSSI: .Mentre a Messina si blatera e discute “entusiasticamente” su quisquilie e dettagli ignorando che la città sta sprofondando nel dissesto, il POTERE del Nord grazie ai loro ferratissimi Spin Doctor, ci ha “colonizzato” il cervello convincendoci a rinunciare definitivamente al Ponte ( utile)….. a Milano procedono alacremente i lavori per l’EXPO 2015 usufruendo delle risorse che il governo non lesina ( aumento delle marche da bollo) per cementificare e pagare il “pizzo” tra gli altri alla CMC ” rossa” di Ravenna .

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  9. “se la legge perseguirà chi ha commesso un reato visibile tocca a noi invece lottare perché non si continui a commettere un altro reato, invisibile e letale: il furto della speranza e dei sogni”
    …. Bei paroli,.. bei frasi….
    Da tempo ormai immemorabile si sentono ripetere questi auspici nel futuro. Però.. basta analizzare …gnomi e cognomi delle “intelligenze eccelse” in questa città per rendersi conto che a Messina l’eccellenza si trasmette solo per via .. “genetica”. E non mi sembra che il nuovo rettore di questa ridente università sia spuntato come un fungo.
    E per via genetica si trasmette anche la sfiducia nel futuro in questa ridente cittadella..
    Proprio stasera assisto all’ennesimo caso di malavita ai danni di chi non vuole neanche denunziare il fatto.
    No, la sfiducia è genetica in questa città.
    Quaqquaraqquà si indigna sempre dove non si deve impegnare per indignarsi.

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  10. “Hanno ragione, perchè se la legge perseguirà chi ha commesso un reato visibile tocca a noi invece lottare perché non si continui a commettere un altro reato, invisibile e letale: il furto della speranza e dei sogni”.

    Purtroppo la politica e la mafia sono due poteri forti che vivono entrambi nello stesso territorio. Quindi le possibili alternative sono:
    a) mettersi d’accordo
    b) farsi la guerra
    In Sicilia prevale la prima opzione, ed è deleterio, visto che le leggi vengono fatte proprio da quella classe politica che non potrà mai andare contro sè stessa.

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  11. si cara rosaria hai centrato proprio il vero problema di messina ma forse anche di altre città.
    sono convinto che quello ce hanno scoperto è una piccolissima
    goccia d’acqua di un lago enorme
    sicuramente nella nostra università fanno prima a contare le persone oneste perchè con i disonesti perdiamo il conto….
    si perchè chi vale può solo andare via
    tanto qui funziona così
    Papà avvocato …. figlio avvocato o giudice
    Papà dottore….. figlio dottore
    Papà pofessore…. figlio professore
    MA ESAMINATE UNO PER UNO CHI SONO I DOCENTI UNIVRSITARI E CHI CI LAVORA TUTTI AMICI E PARENTI
    COSI PER I PROSSIMI 30 ANNI SIAMO IN QUESTE MANI SPORCHE….

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  12. Peppe Vallera 8 Luglio 2013 09:14

    Questo articolo da premio Pulitzer scopre l’acqua calda.
    Anni fa la Facoltà di Economia e Commercio fu rivoltata come un calzino.
    A Medicina si è sempre fatto così.
    A Messina basta avere i soldi e/o le amicizie e la laurea te la prendi (in tutti i sensi) senza sforso.
    Giuseppe Vallèra

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  13. Se permette Stefano, si sbaglia a pensare che ” Rosaria ha centrato il VERO problema”…. È un problema. Ma non il vero problema. Se fosse così sarebbe anche facile risolverlo. Senza un analisi profonda, senza diagnosi corretta…poi e’ difficile “azzeccare” la terapia efficace. Alla stampa si richiede uno sforzo di analisi e coraggiosa informazione senza indulgere a facili, populistici” capri espiatori”che si rivelano in sostanza armi di DISTRAZIONI di massa utili al Sistema per conservare lo status quo.

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