-Preoccupa sapere ormai ufficialmente che a dicembre inoltrato non vi sono tutte le risorse necessarie per il pagamento delle spettanze degli lsu lpu-: lo ha detto tramite una nota Claudia Carlino, Segretaria Regionale della Cgil della Calabria. -Finalmente la regione calabria, malgrado le richieste di questo sindacato che da mesi avanza, esce allo scoperto! Viene ufficializzato – ha aggiunto – che l’integrazione regionale lsu lpu per il mese di dicembre non è stata erogata e , non si conosce quando ciò potrà avvenire. Il rischio è che questo Natale i precari della pubblica amministrazione non ricevano i soldi spettanti. In merito poi alla proroga delle convenzioni per il 2011 non si è chiarito l’impegno politico di questa giunta che, a voce del presidente, spesso considera questi lavoratori assistiti e non “degni” di attenzioni da parte della giunta regionale. Il presidente infatti imputa responsabilità agli enti utilizzatori e non a scelte del governo nazionali che, lo sappiamo, esse si, non permettono di procedere alla contrattualizzazione dei precari . E’ assurdo sapere che mentre per regioni come Campania e Sicilia si fanno degli sforzi per ottenere “aiuti” per questi lavoratori-disoccupati, la Calabria non si occupa minimamente di questa cosa. La Calabria è purtroppo ancora una volta per questo Governo, una regione di serie B!-
La Carlino ha detto anche che -la cgil ritiene al contrario non rinunciabile e non discutibile le questioni di copertura dei progetti, ne per l’anno in corso, ne per il prossimo. Considerando in modo chiaro che i diritti quesiti siano irrinunciabili e non trattabili. Crediamo piuttosto che l’impegno sul futuro di questi lavoratori deve essere chiarito, con un impegno chiaro e forte. L’incontro del 9 dicembre con l’assessore Stillitani dovrà chiarire se i nostri governanti hanno l’obiettivo di risolòvere la vertenza, restituendo dignità a questi uomini e donne che mantengono i servizi nei vari enti. Dovrà emergere definitivamente l’impegno sulle somme necessarie e la proroga dei progetti. Il mondo del precariato calabrese ha bisogno di una attenzione particolare, una politica che inneschi occupazione e sviluppo e non bacini vecchi e nuovi, che vivano nell’incertezza continua e nella elargizione di un favore, creando clientele. Il lavoro – ha concluso – è per noi un diritto irrinunciabile-.
