Musumeci affascina Catonateatro

Musumeci affascina Catonateatro

Musumeci affascina Catonateatro

mercoledì 12 Agosto 2009 - 14:00

STRILL.IT – Il re della risata, Tuccio Musumeci, riaccende le luci del “Piccolo grande varietà”.

La pioggia questa volta non è riuscita a fermare l’eccellente compagnia di interpreti guidata dall’istrionico attore catanese che, ieri sera sul palcoscenico dell’arena “Neri” di Catonateatro, tenendo stretto l’ombrello ha salutato il suo pubblico dicendo: “Vi ringrazio di essere ritornati (ricordiamo che la prima dello spettacolo era stata sospesa la scorsa settimana per un improvviso temporale), ma non mi posso più fermare quindi, se chiove aprite gli ombrelli perchè lo spettacolo si farà lo stesso”.

Nonostante il tempo non sia dei migliori, sul palcoscenico torna a rivivere un secolo di storia, le scene e i costumi del teatro con i suoi grandi interpreti quali Totò, Macario, Taranto, Fabrizi e Campanini che ne hanno vissuto i momenti più esaltanti.

Ad aprire questo meraviglioso viaggio nel tempo dai primi del ‘900 sino agli anni ’60, in cui spicca un mondo attraente ed esilarante fatto di paielletes e lustrini, di canzoni e balli, popolato da comici e fantasisti, un Cafè-Chantant pullulante di ballerine e di sciantose che ripropongono la “Belle Epoque” di una società gaia e godereccia, figlia della passata rivoluzione industriale e sempre alla continua ricerca di evasioni. Da qui, si passa agli anni ’20 tra i tavoli dei raffinatissimi Tabarin spaziando poi, per i teatri di varietà veri e propri intervallati da sketch, macchiette e canzoni testimoni del grande apporto che soprattutto, comici ed artisti napoletani hanno dato al varietà italiano.

Un contributo impreziosito anche dal maestro Musumeci che iniziò proprio la sua carriera teatrale lavorando nell’avanspettacolo, e che è riuscito con i suoi sketch a creare l’ “arte del Teatro e del sorriso” visibile nelle scenette del suo repertorio in cui racconta un genere, il Varietà, caratterizzato dal celebre binomio “comico-spalla”.

Ad impreziosire il tutto, un’impeccabile squadra di artisti che ha dato vita ad uno splendido spettacolo arricchito da esilaranti siparietti. Tra questi Edoardo Guarnera, tenore di talento con grande carisma, il soprano Cosetta Gigli elegante ed intensa (eccellente nonostante la faringite), la cantante napoletana Rosa Miranda forte per la sua presenza scenica grazie alla quale si è calata nei vari ruoli con intelligente ironia, il giovane talentuoso Claudio Musumeci e gli esuberanti Emanuele Puglia, Enrico Manna e Salvo Scuderi. E un plauso speciale va all’orchestra egregiamente diretta dal maestro Nino Lombardo al pianoforte che ha saputo intrattenere il pubblico anche durante un guasto tecnico.

Siamo alle battute finali. Il Varietà, che negli anni ’50 e ’60 assume i connotati della Rivista e del Musical, abbandona le scene ed esordisce sul piccolo schermo perdendo così il contatto con il pubblico. Tutto è ormai guidato dalla tecnologia e sulle note di “One” termina il nostro viaggio in quell’epoca che brillava sì di lustrini, paielletes e belle donne ma che nascondeva la decorosa povertà di quell’Italia operosa e semplice.

Grazia Candido – Foto Antonio Sollazzo

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