-Decisione di responsabilità e coscienza dopo una debacle elettorale di cui sento la pesantezza-. Dure critiche a struttura e organizzazione del partito
-In seguito a riflessioni personali di esclusiva natura “politica”, che non corrispondono né sostituiscono una responsabile analisi del voto necessaria sulle ultime elezioni regionali e che sarebbero naturali in organismi che di fatto animano un partito, ho assunto la decisione di dimettermi dall’incarico di Coordinatrice e/o Segretaria Cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria-: così Consuelo Nava ha abbandonato l’incarico che da anni la vedeva impegnata sul fronte della politica attiva cittadina.
-Della decisione presa – ha detto l’ormai ex Segretaria Cittadina del partito – ho ritenuto utile avvisare i consiglieri comunali e non altri livelli di organismi di partito, anche per le motivazioni che seguono. Assumo la decisione per la responsabilità e la coscienza delle attese verso il ruolo che distingue un segretario e dirigente di partito non solo all’indomani di una debacle elettorale complessa ma chiaramente evidente, ma di cui sento la pesantezza non per le colpe dei singoli ma per i valori che ognuno non è riuscito a mettere in campo prima di tutto in una condizione politica di assoluta inagibilità democratica e incapacità di incidere, in tal senso attribuibile certamente anche alla mia azione. Mi dimetto dal ruolo, per il PD in cui credo e per quello che spero si possa costruire con giovani, donne e dirigenti di qualità da domani, che reputo presenti anche nel PD che non c’è stato e che saprei indicare, a cui spero di poter contribuire da militante di un progetto serio, capace e degno di credibilità diverso da quello che siamo stati capaci di rappresentare. Se il PD sarà anche il partito dei tesserati e non delle tessere, io disporrò del valore della mia tessera che porto ancora in tasca, insieme a tutti coloro che si uniranno perché pronti al cambiamento. Altrimenti saprò continuare il mio impegno civile in altri luoghi meglio partecipati-.
-Mi dimetto – ha proseguito Consuelo Nava – per la necessità di cercare un progetto utile in grado di superare e recuperare le inadeguatezze, le tattiche tutte interne ed il clima da guerriglia corporativa, che hanno compromesso e fatto fallire il progetto politico in cui io stessa ho investito nel momento in cui mi è stato richiesto un contributo in prima linea, condividendolo con la scelta della direzione provinciale e dei suoi organismi ma che nel suo programma politico ha assunto nel tempo i modi ed i toni di un partito che ancora una volta consumava una storia di un certo passato, quella legata ai moti di distruzione verso il proprio partito, ad opera di chi contro ogni possibile futuro collettivo, vuole mantenere poteri, posizioni e poltrone di palazzo che niente hanno a che fare con una “democrazia compiuta”. Di queste scelte si sono fatti protagonisti coscienti e/o servitori obbedienti, con assunzioni di ragioni di parte e spesso non di partito, anche coloro che dovevano garantire invece il rinnovamento, mi riferisco ai massimi dirigenti di direzioni regionali e provinciali del PD Calabria, e non solo con riferimento alla storia recente degli ultimi anni. Le modalità con cui il Partito ha condotto la preparazione della campagna elettorale delle regionali, è stata solo lo specchio di una condizione ormai compromessa e di nessuna positiva esposizione per i possibili elettori della provincia e della città di Reggio Calabria, a prescindere dall’efficacia spendibile di un governo regionale di centro-sinistra in cui tutti hanno conservato onori fino all’ultimo giorno, alcuni prolungandoli anche adesso con la seduta in poltrona di minoranza, tranne poi che per scaricare gli oneri solo su singole responsabilità, con una condotta pre-elettorale e post elettorale di basso livello e di dubbio stile. All’indomani del rinvio dell’approvazione della legge regionale, con la determinazione delle primarie interne di partito che già mi hanno trovato in completo disaccordo, ho manifestato ai segretari Guccione e Strangio, la mia difficoltà a coesistere in un clima che continuava ad essere tale, ma ancora in più in un completo scollamento tra i luoghi delle decisioni e le assemblee ed il confronto all’interno di organismi di partito. Motivo per cui io stesso da gennaio non ho ritenuto possibile convocare gli organismi cittadini, in completa assenza del dibattito negli oganismi provinciali. La ricerca delle adesioni alle posizioni di parte, la sagra dei firmatari di documenti di petizione contro le persone dello stesso partito, le autoconvocazioni di assemblee di delegittimazione delle posizioni dell’ancora in carica governatore A.Loiero, le azioni trasversali e le dietrologie, le dichiarazioni autonome dei dirigenti del PD esposte all’esterno degli organismi, se è vero che non sono state determinanti per la lettura di una sconfitta possibile, sono state certamente nefaste ed indirizzate a provocarne la migliore condizione punitiva verso lo stesso partito, coinvolgendo anche molti segretari di circolo, dirigenti di organismi cittadini e spesso gli stessi consiglieri comunali, senza avere l’occasione di poter distinguere tra ciò che erano posizioni politiche assunte per un progetto comune di partito e ciò che erano progetti privati per attaccare uomini e posizioni politiche dello stesso partito. Registro che ci siamo impegnati a dimostrare di essere più forti alle primarie con la raccolta di consensi inutili ed assolutamente non corrispondenti al n. di elettori che ci hanno accordato la preferenza alle elezioni regionali, voto disgiunto escluso. Di questa linea, che non ha proposto alcun progetto e che ha continuato a caratterizzare il clima post-elettorale assumendo oggi anche caratteri significativi in città, di cui voglio avere rispetto solo per la richiesta di militanti che rivendicano le ragioni e l’assunzione di responsabilità in una tale condizione di vuoto politico e di proposta seria, convincente, trasparente e nuova per il PD, non mi voglio invece assumere più alcuna condizione né di rappresentanza né di garanzia che non sia di ferma ed evidente rottura con le pratiche del passato. Ho molto a cuore il futuro della mia città, il futuro politico di un partito federale di centro-sinistra a cui affidare il progetto di rilancio della Calabria in una politica del Sud etica e dignitosa, ritengo che per questo neanche il PD nazionale nelle attuali sfide regionali si sia distinto per programmi ed azioni distinte ed efficaci, non cogliendo il rischio civile di un tale atteggiamento nella nostra regione e provincia. Da segretaria cittadina ho da sempre auspicato l’unico modo di riappropriarsi di una politica per la gente e per il nostro territorio, puntando sull’impegno di un servizio che ho svolto a volte con forti resistenze contestuali nello stesso mio partito “democratico”. Per questo sento di aver lavorato nei termini della coesione e della serietà di posizioni, anche durante l’ultima campagna elettorale, con lo stesso spirito e motivazione che mi ha spinto a mostrare un partito che può essere unico, con la formazione del gruppo al Comune. So che non è stato sufficiente, ma è stato nuovo ed unitario. Mi dimetto senza invocare altre dimissioni, capace come si può essere di distinguere la diversità degli uomini per le azioni che riescono a descriverli, ma con la coscienza di chi nel suo quotidiano non ha mai voluto subire commissariamenti per responsabilità e idee che non ha potuto mostrare come comprensive e riconosciute di una storia e di un impegno personale di valore civile e di giustizia sociale anche nel proprio quotidiano fatto di tanto altro-.
-Comprendo l’importanza della sfida elettorale che ci attende per le prossime elezioni comunali e provinciali – ha concluso – ne conosco i punti di partenza e proprio per questo voglio dare un valore politico alla mia decisione, assumendone personalmente la responsabilità, senza coinvolgimenti di parti ed organismi che da tempo reputo non più in grado di esercitare il loro sensibile compito per quel partito democratico della gente a cui ancora guardo con convinzione e speranza. Organismi siffatti non necessitano di ruoli di rappresentanza, in un indirizzo politico ormai consumato, ne sono cosciente. Ringrazio comunque chi in queste ore, segretari, dirigenti del centro-sinistra, amici, giovani e donne del PD hanno voluto a tutti i livelli fornirmi spunti di riflessione e momenti di condivisione per un progetto inclusivo e comune per il futuro, a loro dedico con le mie dimissioni questo inizio-.
