Reggio, è giallo sull'omicidio del giovane Giuseppe Sorgonà

Reggio, è giallo sull’omicidio del giovane Giuseppe Sorgonà

Reggio, è giallo sull’omicidio del giovane Giuseppe Sorgonà

sabato 08 Gennaio 2011 - 11:29

In città tutti si chiedono se sia un delitto riconducibile alla 'ndrangheta, ma molti dettagli fanno pensare che si tratti di altro

Un altro morto ammazzato a Reggio Calabria: non certo una novità assoluta per una città purtroppo troppo spesso abituata a fare i conti con la criminalità organizzata più potente e pericolosa d’Italia, la ‘ndrangheta. Ma l’assassinio di Giuseppe Sorgonà, giovane di 24 anni, non è ancora chiaro e non si capisce se anche stavolta c’è lo zampino della ‘ndrangheta o meno.

Il giovane, incensurato, era titolare di un centro estetico e parrucchiere e ieri sera, dopo una tranquilla e consueta giornata lavorativa, era appena salito in auto, sulla sua Fiat500, insieme al figlio di due anni e mezzo che era seduto nel sedile posteriore sul seggiolone. Sorgonà stava tornano a casa, nel quartiere di Mosorrofa dove viveva ed era conosciuto e voluto bene da tutti. Mosorrofa è una frazione collinare di Reggio, e per arrivarci bisogna percorrere una strada in salita buia e poco frequentata: gli assassini, invece, hanno scelto di freddarlo in pieno centro, nella trafficatissima via de Nava, senza porsi il problema di essere visti da qualcuno.

Infatti mentre la Fiat500 stava percorrendo Via De Nava, gli si è affiancata una moto di grossa cilindrata con in sella due persone una delle quali ha iniziato a sparare dei colpi di pistola. Sorgonà è stato raggiunto alla testa ed al braccio ed è morto all’istante. L’auto è sbandata ed è andata a fermarsi contro un palo della luce. Subito dopo il bambino, che è rimasto illeso, è stato soccorso da alcuni passanti ed accompagnato in ospedale con una ambulanza del 118: sta bene, nonostante in evidente stato di choc al momento del ritrovamento.

La convinzione degli investigatori è che gli assassini non si siano accorti che insieme a Sorgonà ci fosse il bimbo, anche perchè la vettura aveva il lunotto ed i vetri laterali posteriori oscurati.

L’omicidio è ancora oggi avvolto nel mistero. Per tutta la notte gli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria hanno sentito i familiari e gli amici della vittima per ricostruire i suoi ultimi spostamenti e per accertare se nell’ultimo periodo aveva avuto contrasti con altre persone. Il quadro che sta emergendo dalle indagini è che Sorgonà era una persona tranquilla e le sue giornate le trascorreva tra il lavoro e la famiglia.

Gli investigatori, sulla base delle modalità dell’agguato, ipotizzano che si sia trattato di un omicidio compiuto da professionisti. Sulla base degli elementi raccolti gli gli agenti della squadra mobile al momento non escludono nessun movente e ritengono prematuro poter escludere eventuali piste investigative.

Intanto oggi sarà eseguita dal medico legale Mario Matarazzo l’autopsia sul corpo della giovane vittima. Il venticinquenne, secondo i primi accertamenti del medico legale, è stato colpito da due proiettili calibro 9 e quello mortale lo ha raggiunto alla testa. Sorgonà, come hanno confermato già le prime indagini, non aveva precedenti penali e non risulta che aveva collegamenti con esponenti della criminalità organizzata. Gli agenti della squadra mobile stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza posizionate nella zona del delitto per cercare di trovare elementi utili per identificare gli autori dell’omicidio. Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore della repubblica Annalisa Arena.

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