Prezzi alti e disorganizzazione i rilievi posti dal segretario cittadino del Pdci
«In merito all’esordio della sedicente Metromare, la nostra opinione, condivisa dalla quasi totalità dei pendolari, è decisamente e totalmente negativa: un vero e proprio fallimento». È duro il giudizio del segretario cittadino dei Comunisti italiani Ivan Tripodi sul nuovo servizio di collegamento fra le due sponde dello Stretto. «Il servizio della Metromare ha ingenerato enorme rabbia e delusione – tuona Tripodi – la Metromare si caratterizza per due elementi che sono sotto gli occhi di tutti: prezzi carissimi e disorganizzazione rappresentata da molti orari strampalati delle corse e dall’esiguo numero delle stesse corse che terminano prestissimo». Se alla seconda questione dedica un flash («L’ultima corsa Reggio-Messina è prevista alle 19:35, alla faccia delle tante chiacchiere sull’area integrata e sulla cosiddetta “Città dello Stretto”»), l’esponente del Pdci entra ampiamente nel dettaglio della prima. «I prezzi dei biglietti sono diventati decisamente proibitivi, si è passati dal costo, già troppo alto, di 4,50 euro per un biglietto andata/ritorno Reggio-Messina all’attuale importo di ben 7 euro: una vera assurdità – attacca Tripodi – l’abbonamento Reggio-Messina ha un prezzo enorme: costa 80 euro, tranne che per le persone che appartengono a famiglie il cui reddito complessivo di tutto il nucleo familiare non superi 25mila euro lordi. Il che tradotto significa per una famiglia il guadagno netto di un importo di poco superiore a 1300 euro al mese – prosegue – secondo i signori della Metromare gli appartenenti ad una famiglia che guadagna poco più di 1300 euro al mese sono da considerare dei nababbi che devono forzosamente sottoscrivere l’abbonamento. Questa è un’autentica vergogna ed è una pesante offesa per migliaia di pendolari che studiano o lavorano e, quindi, non per fare turismo di lusso – va avanti – questo è il giudizio pressoché unanime dei pendolari che, giustamente, si sentono frodati e truffati: bisogna rammentare che il servizio è nato a seguito di un bando di gara governativo che prevedeva lo stanziamento e l’assegnazione al consorzio vincitore della gara, in questo caso composto da Ferrovie dello Stato e Ustica Lines, la bellezza di 30 milioni di euro per l’effettuazione del servizio. Pertanto noi Comunisti italiani chiediamo ufficialmente l’immediata revisione e un sensibile abbassamento delle tariffe dei biglietti e degli abbonamenti con il contestuale rimborso per quanti hanno già sottoscritto gli abbonamenti – chiude il suo intervento Tripodi – se non ci saranno modifiche ed abbassamenti sostanziali delle tariffe, possiamo tranquillamente preannunciare la presentazione di un preciso, puntuale e dettagliato esposto alla Procura della Repubblica che, insieme ad un pool di legali, stiamo predisponendo, per chiedere di fare chiarezza sui tanti punti oscuri di questo mega-affare, compiuto con le tasche dei cittadini, rappresentato dal bluff chiamato Metromare».
