Reggio: è tutto pronto per l'inaugurazione del Museo della 'Ndrangheta

Reggio: è tutto pronto per l’inaugurazione del Museo della ‘Ndrangheta

Reggio: è tutto pronto per l’inaugurazione del Museo della ‘Ndrangheta

lunedì 30 Novembre 2009 - 22:39

E’ tutto pronto per l’inaugurazione del Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria, a Croce Valanidi. Si tratta di una villa a tre piani di 200 metri quadrati ciascuno, confiscata alla criminalità organizzata e ristrutturata nel 2006 con la somma di 125mila euro. -E’ stata trasformata in un museo aperto alla città – si legge nella nota di presentazione – ai visitatori di tutto il mondo e agli studenti e ai ricercatori interessati a portare avanti un lavoro di approfondimento sul tema della ‘ndrangheta e della criminalità organizzata-.

Per l’inaugurazione è prevista la partecipazione di 150 alunni delle scuole della provincia di Reggio Calabria che stanno seguendo il progetto ‘Arcipelago della memoria’ che rientra nelle attività del Museo della ‘ndrangheta.

Alle ore 11:00 di martedì 1 dicembre, dopo l’apertura ufficiale del Museo, si potrà visitare la mostra fotografica dal titolo -Silenzio e memoria- a cura di Adriana Sapone, che illustra il fenomeno della ‘ndrangheta all’interno della struttura. Le fotografie, a colori e in bianco e nero, ricostruiscono la cruda cronaca della guerra di mafia, gli omicidi più efferati e l’opprimente silenzio della gente e delle città. Dal luogo dell’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, si passerà ai grandi processi di mafia, che nei primi anni ’90 hanno visto sfilare nella città dello Stretto, personaggi come Totò Riina, Bernardo Brusca, Pippo Calò e Nitto Santapaola.

-Il percorso fotografico – dicono gli organizzatori – racconterà anche la speranza della società civile, in modo particolare dei giovani, e gli uomini e donne dell’antimafia che hanno cercato di costruire una storia di riscatto-.

Nel pomeriggio, nella sede della Provincia di Reggio Calabria, a piazza Italia, sarà presentato il libro -Il cappio- di Enrico Bellavia e Maurizio de Lucia che analizza il fenomeno del pizzo. -E’ la più antica attività della mafia – si legge nella quarta di copertina – il ponte privilegiato con l’economia legale e la politica, un sistema basato su un’eccezionale organizzazione sul territorio: è il racket. Non c’è Cosa Nostra senza pizzo, la mafia costruisce sulla paura il bisogno di sicurezza che si prepara a soddisfare. Maurizio de Lucia, il magistrato che più di ogni altro ha indagato il fenomeno, insieme con Enrico Bellavia, giornalista che vive e lavora a Palermo, ci svela le strutture gerarchiche, il linguaggio e le prassi di un sistema delinquenziale di impressionante complessità; ma racconta anche i segnali di rivolta che arrivano dalla Sicilia, da Palermo, a dimostrazione del fatto che la lotta al racket può cominciare solo da lì, dalla terra in cui la mafia affonda le proprie radici e continua a esercitare quasi incontrastata il proprio potere-.

Introdurranno la presentazione del libro Giuseppe Pignatone (Procuratore Capo di Reggio Calabria), Attilio Tucci (Assessore alle Politiche sociali della Provincia di Reggio Calabria), Fulvio Librandi (Università della Calabria) e Claudio La Camera (coordinatore Museo della ‘ndrangheta).

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