REGGIO CALABRIA – Il 2026 per i reggini sarà l’anno sarà l’anno in cui torneranno alle urne per eleggere il successore di Giuseppe Falcomatà alla guida di Palazzo San Giorgio, aprendo una nuova fase politica per la città dello Stretto.
Sul fronte del centrodestra, il quadro appare già piuttosto definito. È stata infatti registrata la disponibilità a una candidatura a sindaco di peso: quella del deputato forzista Francesco Cannizzaro, un “big” dello schieramento e potenzialmente in grado di catalizzare consenso anche al di fuori della coalizione di centrodestra.
Un centrodestra che, allo stato attuale, sembrerebbe partire favorito, anche alla luce del ritorno sulla scena politica, seppur non in maniera diretta, di Giuseppe Scopelliti. La sua presenza, politica e simbolica, continua a esercitare una significativa influenza sull’elettorato e sulla classe dirigente dell’area, e magari alla fine potrebbe rappresentare il classico coup de théatre, mentre gli altri partiti della coalizione appaiono ben organizzati e pronti a giocare un ruolo da protagonisti.
Ben diversa, invece, la situazione nel campo del centrosinistra. Qui la fase è ancora interlocutoria, segnata dalla ricerca di una sintesi condivisa e di una figura capace di raccogliere l’eredità di Falcomatà. Il “dopo Falcomatà” si presenta come un passaggio complesso, ricco di interrogativi e nodi politici ancora irrisolti: dalle alleanze interne, alla definizione di un progetto credibile per la città, fino alla scelta del candidato in grado di tenere insieme le diverse anime della coalizione.
In questo contesto, il centrosinistra è chiamato a trovare rapidamente quella “quadra del cerchio” indispensabile per restare competitivo, mentre il centrodestra sembra già proiettato verso una campagna elettorale strutturata. A completare il quadro non mancheranno, inoltre, candidature civiche, espressione della società civile e di movimenti locali, che andranno ad arricchire e frammentare ulteriormente la schiera degli aspiranti sindaci.
