Reggio. Nuova aggressione nel carcere di Arghillà: agente colpito al volto da un detenuto psichiatrico

Reggio. Nuova aggressione nel carcere di Arghillà: agente colpito al volto da un detenuto psichiatrico

Redazione

Reggio. Nuova aggressione nel carcere di Arghillà: agente colpito al volto da un detenuto psichiatrico

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venerdì 17 Ottobre 2025 - 15:56

A denunciare l’episodio è il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria, che parla di una situazione ormai “fuori controllo”

REGGIO CALABRIA – Ancora violenza all’interno della Casa Circondariale di Arghillà, a Reggio Calabria. Nella giornata di ieri un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto affetto da disturbi psichiatrici. L’uomo, senza apparente motivo, avrebbe colpito il giovane poliziotto con un violento pugno al volto, provocandogli una ferita al labbro. Il collega, immediatamente soccorso dai colleghi, è stato trasportato d’urgenza al locale ospedale per ricevere le cure del caso.

A denunciare l’episodio è il SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria), che in una nota parla di una situazione ormai “fuori controllo”.
“L’aggressione – sottolinea il sindacato – arriva a meno di una settimana da quella che aveva coinvolto il Vice Comandante e altri agenti dello stesso istituto. È inaccettabile che una struttura tanto complessa sia ancora priva di un reparto destinato all’isolamento disciplinare. Senza strumenti adeguati, gli autori di aggressioni restano impuniti e il personale continua a lavorare in condizioni di rischio quotidiano”.

Il SiNAPPe punta inoltre il dito contro la mancanza di strutture idonee e la cronica situazione di sovraffollamento che caratterizza la casa circondariale reggina. Una combinazione che, secondo il sindacato, alimenta tensioni e rende il lavoro degli agenti sempre più pericoloso.
“A pagare il prezzo più alto – si legge ancora nella nota – sono soprattutto i giovani agenti, spesso con meno di un anno di servizio, costretti a operare tra carenze organizzative e continue emergenze”.

Da qui l’appello del SiNAPPe all’Amministrazione penitenziaria: “Serve un intervento immediato per ristabilire condizioni minime di sicurezza e garantire la tutela del personale in servizio”.

Un nuovo campanello d’allarme, dunque, che riporta al centro del dibattito la questione della sicurezza nelle carceri italiane e la necessità di affrontare in maniera strutturale le problematiche legate ai detenuti con disturbi psichiatrici, troppo spesso affidati a istituti non attrezzati per gestire casi di tale complessità.

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