Nel frattempo, attraverso un post sui social, Pasquale Tridico ha lanciato un appello diretto ai calabresi
REGGIO CALABRIA – Dopo giorni di stallo e tatticismi interni al Movimento 5 Stelle, la nota di Giuseppe Conte ha segnato una svolta decisiva. L’ex premier ha infatti indicato la disponibilità di Pasquale Tridico, Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico a candidarsi alla presidenza della Giunta regionale.
Poche ore dopo, l’europarlamentare Tridico ha sciolto le riserve ufficializzando la propria candidatura. Una decisione che sta spingendo le forze del centrosinistra a convergere sul suo nome, accelerando il processo verso una candidatura unitaria. L’ufficialità è attesa in questa settimana.
Nel frattempo, attraverso un post sui social, Tridico ha lanciato un appello diretto ai calabresi:
Amiche e amici della mia terra,
cari calabresi,
cara Calabria,
La mia storia inizia qui, tra queste montagne, questo mare e fra voi che mi avete insegnato i valori della fatica, della solidarietà e del sogno. Ho avuto la fortuna di studiare, viaggiare, lavorare e crescere anche lontano, ma la Calabria è da sempre la mia radice più profonda e oggi la mia più grande responsabilità.
Oggi sento forte il dovere di restituire alla mia terra ciò che mi ha dato: la forza di credere che nulla è impossibile, se lo si affronta insieme la speranza.
Per questo ho deciso di dare la mia disponibilità al Presidente Giuseppe Conte, alla comunità del M5S, a tutte le forze progressiste e a tutti i cittadini calabresi, per una mia candidatura alla Presidenza della Regione, perché questa terra merita sanità pubblica che funzioni, lavoro vero per i giovani, legalità, welfare, investimenti, sviluppo e dignità. La Calabria merita un futuro in cui restare non sia una condanna, ma una scelta di vita.
La Calabria non è periferia: è cuore pulsante del Mediterraneo. Non è terra da abbandonare: è terra da far rinascere.
Il futuro si costruisce. E io sono pronto a costruirlo con voi.
È il tempo del coraggio. È il tempo della Calabria, la nostra terra, per riportarla a testa alta laddove merita di stare.
