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Rete No Ponte: “il flash mob per il #sì? La piazza della tristezza”

Emanuela Giorgianni

Rete No Ponte: “il flash mob per il #sì? La piazza della tristezza”

sabato 01 Agosto 2020 - 10:22
Rete No Ponte: “il flash mob per il #sì? La piazza della tristezza”

La Rete No Ponte critica la manifestazione avvenuta in favore dell’Alta velocità. “È stata meno partecipata della meno partecipata delle nostre”.

“Non sarebbe difficile per noi rilevare che la manifestazione per l’Alta Velocità e il Ponte sullo Stretto che si è svolta ieri in Piazza Unione Europea è stata meno partecipata della meno partecipata delle nostre”. Così dichiarano gli esponenti di Rete No Ponte.

La piazza della tristezza

“Costruire una mobilitazione è esercizio complicato e non sempre va a buon fine. Magari questo gioverà come esperienza a qualcuno, gli consiglierà più prudenza nel giudicare le manifestazioni degli altri. Ma non è questo il nodo politico che emerge da quella iniziativa. Ciò che più fortemente salta agli occhi, invece, è la solitudine del ceto politico regionale. In quella piazza c’erano il Sindaco di Messina, c’erano assessori regionali, c’erano deputati regionali e nazionali, c’erano segretari di partito e di sindacato, c’erano presidenti di ordini professionali, c’erano politici, ex politici e aspiranti politici. Mancava tutto il resto. Il Sì al Ponte, cioè, non ha un popolo, ma è lasciato solo anche dalle filiere politiche cui quella composizione appartiene. Insomma, è stata la piazza della tristezza, della disperazione, la piazza di chi cerca di farsi largo (in vista, tra le altre cose, della vagonata di liquidità che arriverà), ma manifesta la tragica realtà di non portare a casa nulla” affermano duramente.

La responsabilità dei disastri

“Quella piazza non può essere produttiva per il nostro territorio poiché nel porre domande ospita al proprio interno anche chi a quelle domande avrebbe già dovuto dare risposte, che porta su di sé la responsabilità dei disastri in cui viviamo e della marginalizzazione che negli anni abbiamo subito. Non verrà da quella piazza il nostro riscatto, troppo modesta nei contenuti e decontestualizzata rispetto al crisi sanitaria ed economica in cui siamo sprofondati. Anche qui, non sarebbe difficile elencare le ragioni del fallimento di un modello di sviluppo basato sull’urbanizzazione selvaggia cui la politica delle Grandi Opere è funzionale, così come non faremmo fatica a descrivere il paesaggio dello Stretto come la nostra maggiore ricchezza. Ma che glielo spieghiamo a fare? Quel ceto politico è il problema. Non può essere anche la soluzione” concludono.

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5 commenti

  1. Nopontisti bravi a criticare tutto e tutti , il nostro territorio è sprofondato nella crisi economica da più di 40 anni e non per colpa del ponte (dato che non c è) il nostro territorio è impossibile da raggiungere manca un aeroporto collegamenti veloci……come dovremmo attrarre investimenti e turismo.Dove vi sono infrastrutture c è sviluppo!!

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    1. non è colpa del ponte che non c’è, ma dei si pontisti se negli ultimi quarant’anni il ponte che non c’è è costato più di 600 milioni

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  2. il malpensante 1 Agosto 2020 15:06

    Il resto mancante era a mare.
    Ho letto con piacere l’articolo apprezzando il fatto che è scritto, a mio parere, molto bene; non posso però condividerne pienamente le conclusioni.
    Chi scrive dice che erano presenti “il Sindaco, Assessori regionali, Deputati nazionali e regionali, Segretati di partito e Sindacato, Presidenti di Ordini professionali, politici, ex politici e aspiranti politici”.
    L’elencazione dei presenti fatta nell’articolo e da me riportata pedissequamente descrive come fossero presenti tutti o la maggior parte dei rappresentanti eletti della Città. Vi pare poco?
    Che dovesse mancare la gente ad una manifestazione indetta a scuole chiuse, in un giorno lavorativo, in un orario di lavoro ed oltretutto il giorno 31 di luglio mi pare ovvio. I nostri concittadini erano in ferie.
    Con simpatia.

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    1. Peccato che le manifestazioni contro il ponte si tenevano proprio in questo periodo, o in pieno agosto, e quando andava male c’era il quadruplo dell’affluenza di questa… Lo so, perché c’ero.

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  3. Quante aziende nazionali hanno chiuso le loro filiali siciliane e sono SCAPPATE !!.
    Io 30 anni fa ero ben pagato da una di queste, ma una volta licenziato non ho trovato un’azienda di Buddaci che mi pagasse i contributi. Oggi vivo con 700 euro di pensione, Grazie ai NO PONTE.
    Senza Ponte siamo zombi

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