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Rifiuti a Maregrosso, Procura: “processo per ex sindaco Accorinti e altri 11”

Alessandra Serio

Rifiuti a Maregrosso, Procura: “processo per ex sindaco Accorinti e altri 11”

mercoledì 24 Giugno 2020 - 07:36
Rifiuti a Maregrosso, Procura: “processo per ex sindaco Accorinti e altri 11”

L'ex sindaco di Messina Accorinti e 11 tra ex assessori, dirigenti comunali e regionali sotto inchiesta per la mancata bonifica di un'area di rifiuti a Maregrosso

Si aprirà a settembre il vaglio preliminare sul ruolo dell’ex sindaco di Messina Renato Accorinti e altri 11 tra suoi assessori, dirigenti comunali e regionali e il titolare di una ditta di smaltimento rifiuti per la mancata bonifica di una grossa area di Maregrosso, messa sotto sequestro da Carabinieri e Guardia Costiera un anno fa. Malgrado lo sgombero coatto, l’impresa è ancora nell’area.

La Procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati ai quali contesta, a vario titolo i reati di rifiuto ed omissione di atti d’ufficio, gestione di rifiuti non autorizzata, abusiva occupazione di spazio demaniale, falso ideologico in atti pubblici.

Il 18 settembre ad occuparsi della vicenda sarà il Giudice per l’udienza preliminare Maria Militello, che avrà di fronte Accorinti, gli ex assessori Daniele Ialacqua, Sergio De Cola e Sebastiano Pino, i dirigenti comunali Salvatore Cardia, Romolo Dell’Acqua, Natale Maurizio Castronovo e Domenico Signorelli, i dirigenti regionali Aldo Guadagnino, Marco Messina e Giampaolo Nicocia, infine il titolare di una ditta di smaltimento dei rifiuti, Salvatore Croce.

Secondo i titolari dell’inchiesta – I sostituti procuratore Rosanna Casabona e Marco Accolla – l’amministrazione Accorinti non si attivò colpevolmente per eliminare la discarica abusiva gestita in maniera irregolare da Croce, malgrado la situazione di degrado fosse notoria almeno dal 2017, ovvero dal primo sopralluogo della Capitaneria. Ma soprattutto non utilizzò i fondi regionali disponibili per la bonifica, reiterando le richieste di riaccredito delle somme senza però utilizzarle e mandandole perse.

I 400 mila euro stanziati dovevano servire a demolire l’impianto di smaltimento abusivo, che occupava un’area demaniale di circa 1400 metri quadri, sequestrati a giugno dello scorso anno. Il risultato della mancata corretta istruzione della pratica fu la perdita di somme residue non utilizzate per 233mila euro: 115mila 248 euro per il primo finanziamento e 117mila 831 euro per il secondo.

Per questo gli inquirenti a gennaio scorso hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Alla prima udienza davanti al Gup Militello, però, celebrata qualche giorno fa, è slittato tutto a settembre prossimo per via di alcuni difetti di notifica ed eccezioni degli indagati. L’Assessorato regionale Territorio e Ambiente e l’Autority sono parti offese nel procedimento.

Impegnati nelle difese gli avvocati Salvatore Giannone, Alberto Gullino, Marco Di Mauro, Maria Puliatti,Carmelo Picciotto, Adriana La Manna, Roberto Materia, Isabella Barone, Antonio Catalioto,Rosa Di Bernardo e Cinzia Picciolo.

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8 commenti

  1. Speriamo che possiate pagare per la vostra incapacità ad amministrare questa città. Gli avete dato il colpo di Grazia . GENTE INCAPACE E PRESUNTUOSA.

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    1. Sono gli stessi incapaci che hanno fatto partire la Don Blasco il torrente Bisconte, la differenziata e riportato i bus ATM a Messina, liquidato la vecchia società rifiuti e permesso a De Luca oggi di assumere i nuovi spazzini perché le società in liquidazione, come la vecchia non lo possono fare.
      P.S. anche i 10 milioni di euro del rimborso km dalla regione ad ATM sono merito loro.
      Altro che incapaci.

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  2. Marcus Tullius Cicero 24 Giugno 2020 08:35

    I 400 mila euro stanziati dovevano servire a demolire l’impianto di smaltimento abusivo, che occupava un’area demaniale di circa 1400 metri quadri, sequestrati a giugno dello scorso anno. Il risultato della mancata corretta istruzione della pratica fu la perdita di somme residue non utilizzate per 233mila euro: 115mila 248 euro per il primo finanziamento e 117mila 831 euro per il secondo.. PERCHE’ ????? CUI BONO ?

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  3. E adesso , per il danno arrecato, all’ex sindaco sequestreranno il tesoretto (escluso il costo dei defibrillatori) accumulato dalla differenza dello stipendio percepito da insegnante a quello di sindaco che aveva tanto sbandierato e che avrebbe lasciato al comune , ? Non ci posso credere!!!!!! O forse li aveva restituiti ?

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  4. Adesso mi aspetto tantissimi commenti negativi sulla gestione precedente
    di Cateno DE LUCA compresa tutta la giunta assessori vari ecc.ecc.Quelli che
    scrivete contro DE LUCA dove siete stati nascosti per non sapere vedere e tacere
    Per lo scrivente ci dovrebbero essere 1000 DE Luca

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    1. 1000 condannati per spese pazze alla regione quindi. Soldi che ha dovuto restituire.

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    2. 1000 De Luca? Io sarei più generoso e direi 2000, ma per far cosa? Pascolare le caprette peloritane?
      Comunque se, e sottolineo se, saranno riconosciuti colpevoli del reato contestato pagheranno il dovuto. Se però non ricordo male, il suo eroe suonatore di ciaramella, è stato già riconosciuto colpevole 6 volte e per 6 volte è intervenuta la prescrizione.
      Quindi è ampiamente in vantaggio

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  5. Chissà se la procura oltre all’indagine sulle spese dell’ATM (i più informati parlano di 20 milioni di Euri) della precedente amministrazione , apre altri fascicoli sulle spese per la realizzazione della pista ciclabile ( o inciclabile ) di Corso Cavour e Via Cesare Battisti e quelle belle aiuole lungo la linea del tram per defluire l’acqua piovana( Vedi Viale della Libertà) ? Chissà…..Forse anche in questa circostanza farebbe comodo la prescrizione.

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