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Rifiuti, l’Aro Valle del Nisi non ci sta: “Costretti a smaltire l’umido nell’indifferenziata”

Gianluca Santisi

Rifiuti, l’Aro Valle del Nisi non ci sta: “Costretti a smaltire l’umido nell’indifferenziata”

martedì 02 Giugno 2020 - 16:40
Rifiuti, l’Aro Valle del Nisi non ci sta: “Costretti a smaltire l’umido nell’indifferenziata”

La saturazione degli impianti di compostaggio ha vanificato l'impegno di cittadini e amministrazioni comunali

Differenziata con una media di poco superiore al 53% nei quattro comuni dell’Aro Valle del Nisi – Fiumedinisi (capofila), Alì, Alì Terme e Nizza di Sicilia – ma i sindaci non ci stanno. La colpa di un risultato non in linea con quello della prima metà del 2019, quando la media superava il 70%, è della mancata disponibilità di siti per il conferimento dell’umido.

“Alla luce dei dati comunicati dalla Regione Siciliana relativi alla raccolta differenziata per l’anno 2019 – scrivono i sindaci Giovanni De Luca (Fiumedinisi), Piero Briguglio (Nizza), Carlo Giaquinta (Alì Terme) e Natale Rao (Alì) – è doveroso fare alcune precisazioni. Benché i nostri comuni siano stati piazzati tutti e quattro intorno alla duecentesima posizione della graduatoria comprendente i 390 comuni siciliani, con una media del 53,8%, è bene sottolineare come vi sia una sostanziale e determinante differenza tra i conferimenti alle piattaforme autorizzate e la raccolta vera e propria presso le utenze, domestiche e non, svolta nel corso dell’anno”.

Secondo i dati trasmessi dall’impresa che gestisce il servizio, la differenziata nell’Aro Valle del Nisi si attesta al 72,88%, al di sopra della soglia minima di legge del 65% e tra i primi 50 comuni siciliani. Ma dai dati regionali emerge una realtà diversa. I sindaci spiegano il perché.

“Dal mese di giugno 2019 – evidenziano – con la progressiva limitazione dei conferimenti della frazione organica biodegradabile, il cosiddetto “umido”, e poi con la chiusura definitiva dell’impianto con cui l’Aro Valle del Nisi era convenzionato, a Ramacca (Ct), le percentuali ne hanno risentito in maniera evidente. Abbiamo più volte richiesto l’accesso agli altri impianti idonei al conferimento della frazione organica, ma la saturazione degli stessi era tale da non permettere ulteriori conferimenti. La carenza di impianti idonei, soprattutto nella provincia di Messina, ha di fatto contribuito a “distorcere” i dati”.
In sostanza, pur effettuando la raccolta dei rifiuti organici biodegradabili per tutto il 2019, il conferimento è stato per forza di cose assimilato alla frazione indifferenziata, vanificando in parte anche gli sforzi e l’impegno degli utenti.

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