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Riflessioni di una giovane messinese: “Nel Mulino che vorrei, c’è Messina in tutta la sua bellezza”

Riflessioni di una giovane messinese: “Nel Mulino che vorrei, c’è Messina in tutta la sua bellezza”

domenica 07 Agosto 2016 - 07:09

"Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono..." cantava Giorgio Gaber. Ed, effettivamente, lo potremmo urlare a gran voce anche noi qui, anche se un "Sicilexit" non guasterebbe. La città "è il fiore all'occhiello del Mediterraneo", così dicevano...ed invece oggi cos'è? Riflessioni di una giovane messinese.

E' il posto in cui non siamo più noi a gettare la spazzatura ma è la spazzatura che ci butta fuori dalle nostre case, per quanta ne abbiamo; è il posto in cui il tempo si è fermato, in cui vengono sfidate le dure leggi della fisica: infatti da noi non è l'acqua a spegnere il fuoco, ma il fuoco a spegnere l'acqua! "Cambiamo Messina dal basso!" dicono, e poi ci guardano dall'alto senza fare niente, senza intervenire… E così le problematiche persistono, e se un venerdì mattina ti concedi il lusso di andare al mercato di Giostra, devi ricordarti di indossare il giubbotto anti-proiettili perchè proprio lì, a due passi da te, nella bancarella della frutta, stanno gambizzando un uomo… E allora non ti fidi più di andare al mercato e la prossima volta ti riprometti di passeggiare tra le vie del centro. Ma basta percorrere neanche due isolati del Viale San Martino, che ti accorgi che i negozi beh, han chiuso tutti! E resti basito dinnanzi a tanta desolazione. Tu, che ricordavi il Viale un posto felice e tranquillo, dove Piazza Cairoli era rinomata solo per le sue limonate al sale, e non per i suoi incontri "di guerra" tra ragazzini delle medie, probabilmente giapponesi visto che l'unica frase che si comprende è: "Uuoraccimmisku". E così, a Messina, se inizia a piovere, tu, appiedato, decidi di prendere il tram per raggiungere altre mete. Peccato però che la pioggia non cessa a differenza della corsa del tram che, per via dell'acqua che intasa i binari, ti lascia lì fermo al Boccetta per chissà quanto tempo. Ma nel mulino che vorrei…c'è una bella zona a traffico limitato, ci sono più autobus, c'è il 47 che percorre la tratta Annunziata alta senza lasciare a piedi quei poveri uomini sudati e affaticati dalla salita repentina. Leggende narrano che ci sono stati uomini che in passato hanno fatto un voto alla Madonnina, quella collocata all'inizio di Paradiso, pregandola di far arrivare il 47; se non ci fosse riuscita, sarebbe scomparsa dalla sua collocazione. Il giorno dopo la Madonnina non c'era più. E' come se a Messina fossimo abituati a ragionare per schemi; ma c'è chi a Messina questo lo ha capito e vuole cambiare le cose. Certo, sarebbe bello avere un sindaco che si svegli di notte per controllare la freschezza e la qualità della città, come fosse un socio Conad, preoccupato per la carne… Diciamo che per adesso ci stiamo accontentando di un sindaco più in stile Banderas, che non parla però solo a Rosita, ma a tutti gli animali! E con la gente chi ci parla? I cittadini per adesso non stanno scatenando una rivolta, solo e soltanto perchè molti di loro sono troppo impegnati a catturare Pikatchu e Bulbasaur…ma se ne accorgeranno quando per catturare un pokemon, cadranno nella voragine all'Annunziata, per via di un guasto al tubo dell'A.m.a.m. Comunque di questi tempi di emergenza idrica, sarebbe più opportuno ricercare Squirtle. Fatevi furbi! C'è chi in passato ha catturato cinghiali in città, ma questa è un'altra storia. Insomma, Messina è stremata. Da che la nostra città non era neanche menzionata nei tg nazionali, a che adesso è all'ordine del giorno: una volta per via dell'arresto di politici; un'altra volta per via della mancanza di acqua; un'altra per l'eccesso di spazzatura. Non se ne può più! La nostra è la città in cui se al presidente del consiglio comunale prendono una contravvenzione "non è giusto" perchè in fondo "Dove c'è Barrile, c'è casa…" e la nostra casa è diventata ormai un albergo. Poi esci e ti trovi davanti la porta Shakira con i croceristi da un lato, e i migranti sui barconi dall'altro. Comunque gente, qui si parla tanto e non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo. In questo periodo in cui il mondo è in pericolo, in cui l'Isis rivendica ogni tipo di attentato, noi in Sicilia abbiamo la miseria. E la miseria, checchè se ne dica, ci sta salvando la pelle. Ma attenzione, rullo di tamburi, ecco che il nostro adorato Renzi, che tanto gentile e tanto onesto pare, il prossimo anno avrebbe ben pensato di rovinarci la piazza ospitando a Taormina il G7! Le sette meraviglie dell'economia qui in Sicilia… La domanda sorge spontanea: perchè caro Renzi? Lo avrai fatto per noi? O lo avrai fatto per te? A noi in fondo cosa importa, non abbiamo mica il diritto di replicare, noi. Ecco, quindi, cosa è diventata Messina. La potremmo paragonare ad una pubblicità: uno spot di una nota compagnia telefonica, che tratta meglio il nuovo cliente regalandogli offerte, promozioni; piuttosto che i "vecchi" utenti, i fedelissimi che non lasciano la propria città in attesa di quella famosa svolta positiva. Solo che tutto non gira intorno a te… E l'economia non gira proprio…

Silvia Mondì

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2 commenti

  1. Dispiace dirlo…..ma sin quando i giovani si limitano a generiche denunce, espresse più o meno garbatamente e ” simpaticamente” sulla sempre più ” precaria ” condizione della città , specchio della loro condizione esistenziale, senza affrontare il nodo( scorsoio) più inestricabile che condanna la città, si rischia la fine di NARCISO. È sconsolante rilevare che pochi di questi bravi ragazzi hanno CONSAPEVOLEZZA DEL VERO NEMICO DELLA CITTÀ nè hanno una vera ricetta per il malato terminale Messina. Sembrano ormai contagiati dal classico “buddacismo” purtroppo da noi ereditato: Chiacchiera, lamentela, scaricabarile, luogo comune, conformismo, politically correct, superficialità di analisi…. RASSEGNAZIONE.

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  2. Dispiace dirlo…..ma sin quando i giovani si limitano a generiche denunce, espresse più o meno garbatamente e ” simpaticamente” sulla sempre più ” precaria ” condizione della città , specchio della loro condizione esistenziale, senza affrontare il nodo( scorsoio) più inestricabile che condanna la città, si rischia la fine di NARCISO. È sconsolante rilevare che pochi di questi bravi ragazzi hanno CONSAPEVOLEZZA DEL VERO NEMICO DELLA CITTÀ nè hanno una vera ricetta per il malato terminale Messina. Sembrano ormai contagiati dal classico “buddacismo” purtroppo da noi ereditato: Chiacchiera, lamentela, scaricabarile, luogo comune, conformismo, politically correct, superficialità di analisi…. RASSEGNAZIONE.

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